Il fallo spadaccino

Hieronymus Bosch - Last Judgment (fragment of Hell)
Hieronymus Bosch – Last Judgment (fragment of Hell)

Pria dovrai passarmi il seno che rapirla a me così!
E
con cosa dovrebbe, di grazia, essere “passato” cotanto seno? Ma con una spada, perbacco! E come mai tanta baldanza e sfrontatezza nella sfida dell’eroe in catene al nemico giurato, che quelle catene gliel’ha messe ai polsi? Ma, suvvia! l’eroe sa bene che la spada del nemico mai e poi mai potrà vincere la sua, di spada, sia pur momentaneamente impedita all’uso: d’altronde, con un nome come “Falliero” mica c’è da scherzare, si sa, nomen-omen! Insomma, una gara di spade dove il pubblico del secondo decennio del XIX secolo poteva bearsi di leggerci una fallomachia simbolica, con tanto di femmina-oggetto-del-contendere, senza turbarsi la mente e l’animo con volgari riferimenti espliciti.

Un po’ più avanti nel tempo ed ecco che la femmina, da muto oggetto di singolari sfide, prende vita e verbo e sfida l’eroe, stavolta divenuto cattivo all’abbisogna, chiedendo in cambio la restituzione della sua “spada”. Fammi ridar la spada! E’ lei l’eroina e come tale, androgina, deve pure averla posseduta una spada. La mia ti cingi, offre sfrontato il cattivo, con la sicumera di secoli di patriarcato. Ma, sorpresa delle sorprese: Da te questo or m’è concesso, o giustizia o ira divina, l’odio armasti dell’oppresso coll’acciar dell’oppressor, un inaspettato e salvifico inno alla castrazione, con tanto di imprimatur dell’autorità religiosa costituita, ribalta la situazione: e questa fallocrazia trasversale, con due battute e tre gorgheggi ben assestati, apre un mondo di emancipazione.

Ma, insomma, bisogna sempre ricorrere a metafore pre-freudiane per parlare, (oops, pardon: cantare!) di sesso e di sessomachie? Colpa di quel mattacchione di Metternich che ha voluto raddrizzare le sbilenche e traballanti tiare papali e vescovili. Quando queste traballavano, il paladino impazzito si permetteva di essere molto più esplicito con la pastorella scambiata non-si-sa-per-chi: Non so scherzare col foco e quel che per te m’arde è così fiero che non trova più loco. Più di così proprio non si poteva! E’ vero, era pazzo, e ai pazzi, si sa, per quanto paladini, si concede molto di più che ai sani di mente: tanto più che poi, attorno a lui roteavano altre più perbenisticamente rassicuranti spade. Dal fulgor di questa spada vo’ che cada umiliato un empio cor e il generale minaccia vendetta al suo sovrano, ma niente illusioni di gesta gloriose contro un tiranno: il sovrano gli contende la “bella” di turno!

La restaurazione ottocentesca non ferma il turbinio di spade, anzi l’inflaziona con nuovi colpi e nuovi maestri d’arme, marciando a grandi passi verso l’escatologia freudiana che della spada segnerà il destino, condannandola alla banalità di arma da taglio. Ma prima di arrivarci c’è ancora da fare i conti con gli epitomi della fallocrazia spadaccina: un edipeo Carlos che sguaina la spada contro il proprio padre; il Moro malaccorto che, al pensiero della sua Desdemona, disarma Cassio piuttosto che Jago, per non parlar poi della Notung wagneriana, risorgente fenice e attiva testimone di incesti, vendette divine e riscatti umani.

E, come al solito, Wagner mette la parola fine anche alle velleità spadaccine del fallo e d’ora in poi la strada del simbolo e quella del reale divergeranno, attraverso un secolo che, oltre ad essere breve, sarà anche ben poco evocativo.

Giuseppe Schinaia

Giuseppe Schinaia

Matematico e musicista, da sempre in equilibrio tra i due campi culturali, ha gestito con successo ed indipendenza attività di ricerca, applicazioni e strumenti di promozione culturale. Attualmente svolge attività di ricerca in campo matematico e statistico in qualità di docente presso la Sapienza a Roma, è direttore artistico della rassegna di musica antica Trebantiqua a Trevi nel Lazio e riconosciuto concertista alle tastiere antiche, avendo al suo attivo concerti in Italia, Europa e Nordamerica in ensemble e come solista, oltre a svolgere attività di editore e ricercatore di inediti del periodo barocco per varie edizioni musicali.

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