Studio Azzurro e la poetica dell’interazione

A Palazzo Reale la mostra antologica di Studio Azzurro, gruppo fondato nel 1982 a Milano, che da trentacinque anni sperimenta il linguaggio della tecnologia attraverso videoinstallazioni, ambienti sensibili, musei di narrazione e spettacoli teatrali.

Le emozioni e le sensazioni sono protagonisti di suggestive esperienze polisensoriali ed estesiche, da vivere durante la mostra Studio Azzurro. Immagini sensibili che racconta i trentacinque anni di Studio Azzurro. Numerose le opere realizzate da questa bottega d’arte contemporanea (Fabio Cirifino, Paolo Rosa, Leonardo Sangiorgi ai quali si aggiunse Stefano Roveda nel 1995) dal 1982 a oggi, i cui strumenti del mestiere sono  alquanto insoliti: proiettori, televisori, sensori, dispositivi tecnologici, che concorrono a creare artifici e illusioni con il fine di coinvolgere attivamente il pubblico all’interno di “ambienti sensibili”. Suoni, colori e forme creano esperienze multisensoriali in cui il toccare, il calpestare e l’interagire con l’opera diventano parte del processo artistico.

Un invito ad abitare l’opera e a condividere un mondo.

Nelle quattordici sale di Palazzo Reale a Milano, che ospita la mostra dal 9 aprile fino al 4 settembre 2016, dall’Appartamento del Principe fino alla Sala delle Cariatidi il pubblico è coinvolto in un percorso espositivo dai monitor degli anni Ottanta agli ambienti sensibili degli anni Novanta, passando per videoproiezioni e realtà aumentate. Dalle videoinstallazioni come ne Il nuotatore (1984) e Il giardino delle cose (1992) che richiedono una postura contemplativa e passiva, fino a quelle più interattive Coro (1995), Tavoli (1995) – il primo ambiente sensibile –  o  La pozzanghera (2006) che chiamano a una partecipazione più attiva e condivisa.

Molteplici e dettagliate le schede progettuali e le documentazioni in cui sono illustrati, attraverso disegni progettuali e note tecniche, i lavori di Studio Azzurro. Dal concept progettuale alla sua realizzazione, un vero e proprio processo creativo che permette, al visitatore neofita, di comprendere il meccanismo e il lavoro minuzioso dalla grande perizia tecnica.

Studio Azzurro genera narrazioni, dando luogo a una poetica dell’interazione in cui il pubblico è chiamato ad assumere il ruolo di un vero e proprio attore, performer di una partitura multimediale e interattiva. In Tavoli (1995) le immagini sono brevi, intense e sincretiche. Ogni micro-narrazione obbliga alla concentrazione, alla riflessione sulla temporalità, e sulla durata della produzione e della fruizione.

La compresenza e la sintesi di diversi linguaggi (sonori, visivi) porta ad accentuare le qualità semiotiche e simboliche dei ritmi che attraversano questi frame, al ritmo musicale si abbina quello visivo o meramente plastico di immagini figurative o astratte. La discrezionalità, altresì, del dispositivo tecnologico permette di generare uno spaesamento che genera enigmaticità, in cui il fruitore non sa come, dove e quando queste immagini saranno in grado di attivarsi, incerto se sia lui o meno l’artefice di ogni più piccolo movimento. I soggetti si frammentano, virtualità e fisicità diventano tutt’uno e la narrazione che si sviluppa non è fluida nel tempo, bensì caratterizzata da pause continue che spezzano il discorso. Un movimento virtuale associato a un aspetto ludico, con l’intento di stimolare il desiderio di gioco insito nell’uomo. Le immagini si muovono, i suoi elementi si ‘liberano’ dalla materia in pixel, attraverso il tocco dello spett’attore.

Nell’ambiente sensibile Coro (1995) troviamo immagini proiettate di corpi distesi, accovacciati, assopiti e palpitanti formanti una trama che sembra sostituirsi ai simboli e alle figure di un tradizionale decoro. Il tappeto funziona come una grande superficie sensibile, un’interfaccia disponibile per completare la drammaturgia. Con i suoi passi il visitatore attiva le reazioni dei personaggi, innesca un susseguirsi di voci, movimenta questa massa di corpi e alza il loro canto. Il tutto raccolto in uno spazio delimitato, luogo d’incontro e di socializzazione. Piedi che schiacciano i corpi, i quali si scompongono, si agitano, si dimenano e incalzano un canto. Un coro prende vita dai movimenti dei corpi.

In La pozzanghera (Micropaesaggio interattivo dedicato ai bambini) l’installazione multimediale è stata sviluppata mediante impalpabili videoproiezioni, che si stagliano sulla superficie del pavimento, offrendosi interattivamente ai comportamenti dei bambini. Questi micromondi sono interagenti e producono suoni, narrano favole, dando luce a territori instabili, altresì praticabili dagli adulti e dai più piccoli.

Accanto alle opere storiche e più conosciute, Studio Azzurro, per l’occasione, ha progettato una nuova installazione interattiva, Miracolo a Milano, dedicata alla città meneghina e pensata per rendere la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale un luogo di narrazione e di partecipazione. Un grande affresco virtuale, ispirato alla scena finale del film di Vittorio De Sica, che rappresenta, in chiave di sogno, le povertà e le emarginazioni vecchie e nuove. Opera che si inserisce nella serie dei Portatori di Storie, un format ideato da Studio Azzurro, frutto di vent’anni anni di ricerca tecnologica e antropologica, con l’intento di raccontare un territorio e i suoi abitanti.  Ogni persona narra la sua storia, le sue tragedie personali, a noi visitatori l’onere e l’onore di ascoltare il loro racconto, di immedesimarsi nei loro sogni e speranze o semplicemente nel loro rituale quotidiano. Racconti, a tratti commoventi, da ascoltare in intimo silenzio.

Info mostra

  • STUDIO AZZURRO. Immagini sensibili
  • Palazzo Reale – Piazza del Duomo 12 – Milano
  • 9 aprile – 4 settembre 2016
  • Orari: Lunedì dalle 14.30 alle 19.30; martedì, mercoledì, venerdì, domenica dalle 9.30 alle 19.30;  giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30
  • Informazioni: www.palazzorealemilano.itwww.studioazzurro.com

 

Sonia Patrizia Catena

Sonia Patrizia Catena

Sonia Patrizia Catena si laurea in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Bologna con una tesi in semiotica dell’arte. Ha collaborato con enti e associazioni culturali in ambito artistico e teatrale. Ha contribuito alla formazione e all’inaugurazione della Biblioteca Dürrenmatt, prima biblioteca teatrale specializzata del nord Italia. Collabora con un gruppo di comunicazione e semiotica presso lo IULM di Milano e, parallelamente, segue l’immagine e la comunicazione per un’importante azienda orafa. Coordina la programmazione artistica presso gli spazi dell’Associazione Circuiti Dinamici, segue dei progetti curatoriali alla Sassetti Cultura di Milano. Esperienze preziose e stimolanti che le permettono di entrare in contatto con realtà sempre nuove, senza mai rinunciare alla sua grande passione: la scrittura. Da sempre appassionata di arte, moda, design, architettura e scultura.

Commenta

clicca qui per inviare un commento