L’Italian Saxophone Quartet per Spinacorona

Sabato mattina di un caldo settembre. Sono diretto verso piazza Forcella. Mi muovo da piazza del Gesù. Devo solo attraversare spaccanapoli: il fiume colorato di turisti e residenti impedisce una regolare passeggiata così preferisco le arterie secondarie pur di conquistare il mio posto a sedere.

Ho notato infatti che, per gli eventi di Spinacorona, il pubblico è disposto a farsi buoni quarantacinque minuti di attesa. La cosa non mi dispiace affatto sebbene lamento file considerevoli quando l’offerta musicale resta di pari livello in città, sebbene non gratuita. Spinacorona è una festa dedicata alla musica d’arte posizionata in tredici luoghi insoliti della città di Napoli.

immagine per Italian Saxophone Quartet
L’Italian Saxophone Quartet per Spinacorona a Napoli

Chiaramente, tutti in pieno centro storico, per consentire la gincana tra un Debussy la mattina e un concerto barocco in primo pomeriggio. L’offerta musicale disposta da Michele Campanella per questo festival arrivato alla sua seconda edizione comporta infatti una ricca quattro giorni, un pieno susseguirsi di concerti molto attesi. Il minimo comune multiplo della musica dispone infatti di una serie pressoché illimitato di situazioni e contesti e così l’Italian Saxophone Quartet di Federico Mondelci in programma a Piazza Forcella sembra una scelta quasi obbligata per chi ha puntato sul gradimento del pubblico.

In effetti, il sassofono resta uno strumento seducente, dal corposo timbro in grado di solleticare le corde del colto e del contemporaneo dopo aver fissato i canoni delle sonorità jazz e blues prima, pop e disco poi. Il sassofono è uno strumento da scoprire ancora, come un gioco dal sapore di enigma.

Uno di quegli strumenti che porta in giro ancora il nome del suo costruttore, quell’Adolphe Sax che un tempo compariva finanche sulle banconote belga. Costui mise a punto uno strumento dal cuore di legno e dal corpo di ottone, in grado di bilanciare la costruzione timbrica degli strumenti ad ancia con la forza dinamica dei già citati ottoni. Riferimento imprescindibile di buona parte della musica che ascoltiamo, il sassofono resta uno strumento dalla letteratura ancora non meglio divulgata al grande pubblico.

Italian Sax Quartet è la proposta guidata da Federico Mondelci: chi avesse un po’ di tempo da dedicare agli ascolti può entrare in contatto con il loro mondo a partire dal sasofono del maestro marchigiano. Può beccare uno stupendo concerto alla scala con Mondelci solista al sax alto, ad interpretare la Rapsodia per sassofono e orchestra di Debussy; quel giovane solista sarebbe poi diventato uno dei più importanti didatta della storia del sassofono in Italia.

Il suo merito resta l’aver costruito una autonomia della prassi sassofonistica in grado di ripartire dalla forza espressiva del sassofono, non più piegato alla sola e precisa tecnica, ora vero e proprio strumento per la condivisione di una sensibilità. Sotto la sua guida, intere generazioni sono cresciute musicalmente disseminando la cultura del sassofono quale strumento colto degno di attenzione al pari dei più rinomati legni.

E proprio tre suoi meritevoli studenti sono diventati compagni di viaggio nell’avventura dell’Italian Saxphone Quartet, formazione di assoluto prestigio artistico davvero ridotta al nomadismo per via dei suoi millemila impegni. Eppure, tra un concerto e l’altro questi signori – Federico Mondelci (sax soprano), Davide Bartelucci (sax alto), Pasquale Cesare (sax tenore), Michele Paolino (sax baritono) – hanno trovato anche il tempo di registrare un disco davvero appassionante per capacità esecutiva e ascolti proposti: si tratta infatti di un viaggio a cavallo tra i secoli e le diverse funzioni della musica, laddove i temi da film di Ennio Morricone seguono alla frenetica attività compositiva del periodo barocco.

PiazzaForcella è una struttura posizionata nel cuore di via Vicaria Vecchia, un centro polifunzionale dedicato alla memoria di Annalisa Durante, ragazzina uccisa per sbaglio della camorra nel 2004.

Per volontà del papà di Annalisa, la struttura è diventata luogo di tutti, disposta all’accoglienza culturale come avamposto alla criminalità per la diffusione e la disseminazione dei saperi. Tante sedie accoglievano un pubblico fin troppo numeroso, in grado di affollare la struttura non preoccupandosi del posto a sedere pur di godere della musica dell’Italian Saxophone Quartet.

Intonano l’aria sulla 4 corda di Bach prima di darsi ad una passeggiata di rito con Scott Joplin. Solo allora inizia il concerto sul posto e il pubblico, non più smarrito sul dove posizionarsi – se seguire il quartetto o stare a sedere -, finalmente si mette in ascolto del programma ideato per questa singolare manifestazione. Seguono infatti Rossini, Iturralde, Rota, Morricone. Tra simpatici siparietti e puntuali presentazioni, ogni conclusione è affidata alla sincerità di un applauso e alla serenità di un sorriso.

Così, senza nemmeno rendersene conto, i quattro sono già arrivati alla fine, si mettono in fila dopo un vibrante libertango ed eseguono nuovamente Iturralde, stavolta la Suite Ellenique quasi a formare un comos festante in attesa del prossimo concerto di Spinacorona.

Antonio Mastrogiacomo

Antonio Mastrogiacomo

Antonio Mastrogiacomo ha studiato in Accademia di Belle Arti (didattica dell'arte), Conservatorio (sassofono e musica elettronica) e Università (lettere classiche e scienze filosofiche) perfezionandosi in teoria critica della società. Nel minimo comune multiplo della tecnologia piegata a spazio di gioco, sviluppo una discutibile ricerca attraverso pratica di montaggio - come nel disco 'Suonerie' (2017) e nel lungomontaggio 'Glicine' (2018) presenti nel catalogo Setola di Maiale. Si è esibito in musei e spazi pubblici; collabora con diversi magazine e scrive saggi e contributi critici su diverse riviste; dal 2017 è il curatore di d.a.t. [divulgazioneaudiotestuale]. Tiene i corsi di didattica della multimedialità presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli e di storia della musica applicata alle immagini presso il conservatorio Nicola Sala di Benevento.

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