Beverly Pepper Park a Todi. Arte sul territorio e nella Natura

Di donne così, nell’arte, ma forse anche nel mondo, non ce ne sono più. Ho avuto modo di incontrare Beverly Pepper (nata Beverly Stoll, Brooklyn, 20 dicembre 1922), in più occasioni durante la genesi del suo meraviglioso Parco che ha inaugurato da poco a Todi.

Intanto, ho visto Beverly la scorsa primavera, quando collocarono alcune sue colonne sulla piazza principale della cittadina umbra. Me la ricordo come una donna piccola ma possente, determinata ma rinchiusa nella sua copertina rossa, per prevenire il freddo pungente derivato da una alzataccia di mattina presto, per verificare che tutto fosse pronto.

Lei, Beverly, che ha oltre novant’anni (l’età di una signora non si rivela mai per intero), che va a controllare di persone se è tutto a posto, con una meticolosità che a tratti manca nel mondo dei giovani artisti, e che in lei rappresenta forse la magica energia che la rende tuttora forte e risoluta. Una donna che per anni ha combattuto la sua battaglia nell’arte e dell’arte, portando a casa molte vittorie.

E’ una artista che ha scelto da tempo l’Italia nel suo cammino professionale già negli anni ’50, partecipando, tra l’altro, a Sculture nella città, curata da Giovanni Carandente a Spoleto nel 1962. A Todi la Pepper giunse con suo marito Bill nel 1970 e vi trasferì il suo studio, nel quale – in seguito – realizzerà le sue opere più famose, incluse quelle di Land Art. Questo circoscritto territorio umbro, di cui è diventata Cittadina Onoraria, è di grande bellezza, alla cui bellezza adesso si è aggiunto questo parco, appunto, che si chiama proprio Beverly Pepper Park, ma che, come lei stessa afferma:

“questo non è il parco di Beverly Pepper, ma il parco dei tudenti”.

Non è questo il primo gesto che fa l’artista nei confronti della città, perché già alcuni mesi or sono aveva installato delle colonne nella piazza centrale della città. Un connubio perfetto tra medioevo Rinascimento e contemporaneo. Quando le cose sono fatte bene, si possono fare e sono anche ben fatte. Ma torniamo al parco, che è un Luogo di tutti, dicevamo. Uno spazio singolare, che dalla cittadina si dipana e scende verso la valle, fino ad arrivare ad uno degli ingressi principali della città.

Beverly Pepper Park a Todi

Il parco si può percorrere dall’alto verso il basso, o al contrario. Non è importante. Non esiste un verso, esistono solo delle sculture magnifiche che si possono ammirare e toccare. Venti opere donate dalla Pepper a questa città, una sorta di ringraziamento per averla accolta con amore tanti anni fa.

È un anno importante quello che sta per finire per questa artista. Oltre al lavoro a Todi, ha realizzato mostre negli stati Uniti, poi ha partecipato alla Biennale di Venezia con uno straordinario progetto collaterale e poi ancora ed infine, questo capolavoro della scultura contemporanea.

La Pepper ha realizzato negli anni delle installazioni colossali, una sorta di land art potremmo definirla. in questo caso invece, quello che si è voluto creare, è un percorso dedicato e ben definito, con venti punti di sosta per ammirare al meglio le opere. Che sono tante e dunque bisogna avere del tempo per vedere ed  osservare. Sono lavori che risalgono anche a molti anni fa, come per esempio l’opera dal titolo Trevignano, che risale appunto al 1970, o ancora quella magnifica opera che si intitola Ingresso, e che è del 1967. Tra l’altro, tra le tante capacità duttili di questa artista, vi è anche e sopratutto la capacita di lavorare con materiali diversi, come l’acciaio inox, il ferro, il marmo. Proprio di marmo è fatta una opera dal titolo Activated Presence, del 2001, quindi abbastanza recente. La sperimentazione della pietra risale alla fine degli anni novanta, e spesso le opere così realizzate sono di piccole dimensioni. Per questo l’opera suddetta è ancora di più preziosa, proprio per la sua eccezionale grandezza (quasi tre metri). insomma, come dice il cocuratore Becherer, questo è il dono di Beverly Pepper al mondo, ma diventa, a sua volta, il dono di Todi al mondo.

Info

Il Parco ha il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, Regione Umbria, FAI Umbria, Provincia di Perugia, Camera di Commercio di Perugia, Accademia delle Belle Arti di Perugia, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Todi per l’Arte. Il Parco, inaugurato lo scorso 14 settembre è stato realizzato grazie al coinvolgimento della Fondazione Progetti Beverly Pepper, dell’Amministrazione Comunale che ne ha finanziato la realizzazione, della Regione Umbria e della Comunità Europea, grazie ai contributi di Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e le sponsorizzazioni tecniche di Giulio e Mauro Borgia, Cantina Lugarotti, Cantine Roccafiore, Iron, Luccioli Arch Studio, Tecnogru, Visioni Future, 1000e20 Onethousandevents Production. La guida del Parco è accompagnata da un testo di Joseph Antenucci Becherer – University of Notre Dame.

Sabrina Vedovotto

Sabrina Vedovotto

Da alcuni anni lavora anche come Social Media Curator.

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