ultimi articoli dell'autore

Nan Goldin e All the beauty and the bloodshed

di Barbara Martusciello

Che Nan Goldin (Washington, USA, 1953) sia una grandissima e originale fotografa è fuori di dubbio.

È anche un’attivista, e questo suo impegno sociale e politico è espresso nella sua produzione di immagini e in quella che ha mostrato realtà poco mainstream e generalmente biasimate, da lei abbracciate come forma di ribellione giovanile (sicuramente tossica e autodistruttiva) nel tempo riequilibratasi ma mantenendo intatta la sua critica al perbenismo e alla prevaricazione retrograda, misogena, omofoba, classista, censorea di una gran parte della società non solo americana.

È infatti celebre per aver fatto dell’istantanea familiare intima e personale un genere artistico con cui mise a nudo la sua vita e quella del suo gruppo, tra sesso, promiscuità, droga, AIDS, marginalità e culture underground.

immagine per Nan Goldin e All the beauty and the bloodshedSuperata quell’esperienza, oggi la Goldin è impegnata in battaglie contro il potentato farmaceutico della famiglia Sackler e incentrate sulla dipendenza da farmaci nonché per la parità di genere e per i diritti LGBTQIA+ e la sua Fotografia è più illuminante che mai.

Da non perdere, quindi, il lungometraggio a lei dedicato, All the beauty and the bloodshed, premiato alla Biennale di Venezia 2022 con il Leone d’Oro, candidato agli Oscar 2023 e firmato da Laura Poitras (CITIZENFOUR).

In questo documentario il dolore, l’abisso, la bellezza e la redenzione sono parte di una storia che, con la Fotografie e la vita vissuta, ha svelato e svela le contraddizioni e le illusioni della e nella maggioranza di mondo capitalistico contemporaneo.

Julianne Moore, in qualità di Presidentessa di Giuria alla 79. Biennale veneziana così si è espressa premiando questo film anche intimamente femminista:

“è una storia, raccontata benissimo, di una donna marginalizzata, che ha creato arte da questa sua condizione”.

In Italia sarà nelle sale cinematografiche pochissimi giorni, come ormai è d’uso (e abuso!): il 12, 13 e 14 febbraio, distribuito dalla iwonderpictures.

 

 

 

 

immagine per barbara martusciello
+ ARTICOLI

Con una Laurea in Storia dell'Arte, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, mostre e Residenze, programmi culturali, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha scritto sui quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", sul settimanale culturale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente su altri quotidiani nonchè su periodici e webmagazine
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, redatto innumerevoli cataloghi d’arte e scritto saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha fatto parte della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano e è stata Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici.
E' Presidente del CoAC_Commissione Arte e Cultura della nota fondazione no profit Retake Roma.
È cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

2 risposte

  1. Peccato che un film così importante e socialmente rilevante (l’aumento degli oppiacei in molte medicine e la loro assuefazione) sia passato solo in alcune sale per soli tre giorni. Tra l’altro con una correlazione tra medicine, inchieste giornalistiche e fotografia. Grazie di averne parlato perché sembrerebbe il suo occultamento molto voluto. Infatti non sono riuscito a vederlo e non credo passi sulle piattaforme.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *