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Man Ray e i suoi pensieri di luce in mostra a Milano

di Maira Cavallaro

Palazzo Reale di Milano omaggia il genio creativo di Man Ray con la retrospettiva Man Ray. Forme di luce, promossa dal Comune di Milano e curata da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca. 

Le oltre trecento opere dislocate all’interno degli spazi presentano Emmanuel Radnitzky, o meglio conosciuto come Man Ray, come uno dei massimi artisti del XX secolo. Visionario e provocatorio si è posto nella scena internazionale come fotografo, pittore, regista, inventore, un assiduo indagatore delle arti e di tutte le loro manifestazioni.

Man Ray nasce a Philadelphia nel 1890 e si forma nel panorama artistico newyorkese, affermandosi come uno dei maggiori esponenti del Dadaismo americano. Lascia la sua madrepatria a causa di una crescente insoddisfazione rispetto all’accoglienza americana del movimento dadaista e alla forte volontà di crescere come artista e continuare a sperimentare i vari linguaggi visivi.

Negli anni ‘20 approda quindi a Parigi, una città in pieno fermento culturale che accolse un ricchissimo e variegato entourage artistico e movimenti, tra cui il Surrealismo, al quale Man Ray si unisce diventando il primo fotografo surrealista. Nella ville lumière l’artista inventa la tecnica della rayografia, una procedura che consiste nell’esporre degli oggetti, collocati su carta fotosensibile, alla luce diretta all’interno della camera oscura ottenendo così delle immagini, detti rayogrammi, senza l’ausilio della macchina fotografica.

Questo nuovo processo testimonia non solo una profonda conoscenza di Man Ray rispetto ai mezzi dell’arte ma anche una volontà incessante di testare e mettere alla prova questi strumenti, ottenendo dei risultati inediti come nel caso della fotografia.

La mostra di Milano è un tassello imprescindibile rispetto alla ricerca innovativa che Man Ray compie nel corso di tutta la sua vita. Offre una panoramica generale dei linguaggi artistici più cari e usati dall’artista e delle figure che hanno partecipato attivamente alle sue sperimentazioni poliedriche.

L’esposizione si apre con una prima sezione dedicata agli Autoritratti. Man Ray gioca, spesso in maniera provocatoria sfidando le convenzioni più tradizionali, assumendo pose diverse e abbigliamenti tra i più svariati. Nella stampa vintage Autoritratto (vestito da prete) del 1945 l’artista si presenta come un ecclesiastico, in piedi con le mani unite, guardando dritto davanti a sé verso lo spettatore.

Man Ray gioca molto con la sua identità, scardinando i canoni consueti di rappresentazione, unendo la pratica più ludica che rientra nella sperimentazione dell’autoritratto a una fantasia e creatività unica, distintiva dell’artista.

Nelle sale successive sono esposti i ritratti che Man Ray realizza di numerosi artisti e protagonisti della scena culturale e artistica tra i quali si trovano Jean Cocteau, Pablo Picasso, Henri Matisse, Paul Éluard, André Breton, Ernest Hemingway, Giorgio De Chirico, Salvador Dalí, Francis Picabia, Alberto Giacometti e altri.

Questa proficua produzione fotografica denota e conferma il suo interesse verso il ritratto, già manifestato precedentemente dai ritratti pittorici realizzati. Una delle stampe in mostra è il ritratto Rrose Sélavy (Marcel Duchamp vestito da donna) del 1921, qui Man Ray ritrae Duchamp nei panni di Rrose Sélavy, suo alter ego femminile.

Continuando il percorso espositivo, diverse sale sono dedicate ai ritratti femminili, figure affascinanti e tanto protagoniste della scena artistica quanto i loro colleghi uomini e che Man Ray decide di fotografare: Kiki, Lee Miller, Meret Oppenheim, Nusch, Ady, Juliet Browner.

Artiste, modelle, muse, queste donne diventano soggetti instancabili per Man Ray che lavora moltissimo con tutte loro, realizzando ritratti popolari e iconici come Noire et blanche del 1926 e Larmes del 1932.

immagine per Man Ray, Noire et blanche, 1926, © Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2025 foto: Telimage, Paris
Man Ray, Noire et blanche, 1926, © Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2025 foto: Telimage, Paris

La prima ha come soggetto Alice Ernestine Prin, conosciuta come Kiki de Montparnasse, modella di diversi artisti e che posa anche per un’altra celebre fotografia di Man Ray, Le violon d’Ingres del 1924. Nell’immagine esposta Kiki tiene in mano e mostra una maschera baoulé, oggetto peculiare dell’arte africana che affascina molti artisti delle avanguardie come Pablo Picasso.

immagine per Man Ray, Le Violon d’Ingres, 1924, © Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2025 foto: Telimage, Paris
Man Ray, Le Violon d’Ingres, 1924, © Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2025 foto: Telimage, Paris

La seconda foto è un intenso primo piano di due occhi con delle gocce di vetro che simulano delle lacrime. La modella è Lee Miller, fotografa e fotoreporter statunitense, allieva di fotografia di Man Ray nel suo atelier.

immagine per Man Ray, Larmes, 1932 © Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2025 image: Telimage, Paris
Man Ray, Larmes, 1932 © Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2025 image: Telimage, Paris

La fotografia è la protagonista di questa mostra, quasi tutte le opere esposte sono infatti immagini: stampe vintage, stampe tardive, stampe moderne; si arriva al culmine delle sperimentazioni di questo linguaggio nella sala dedicata alla rayografia.

Le immagini ottenute in seguito a questo procedimento che Man Ray sembra scoprire quasi per caso sono di una peculiarità sorprendente, come si può osservare dagli esemplari esposti.

Sono immagini apparentemente astratte, dove il contrasto tra le parti scure e le parti di luce creano una silhouette inedita dell’oggetto, dandogli non solo una nuova vita, ma conferendogli un’apparenza onirica come se fossero il frutto del sogno dell’artista.

Una piccola area successiva alle rayografie è rivolta al cinema, carriera che vede impegnato Man Ray per pochi anni della sua vita ma nella quale prende parte alla realizzazione di diverse pellicole, anche in veste di regista.

Un nucleo interessante del percorso espositivo è quello dedicato alla moda, un altro ambito che vede Man Ray essere uno dei protagonisti e uno dei primi fotografi di moda. A lui si rivolgono stiliste dal calibro di Elsa Schiaparelli e Coco Chanel, come testimoniano le foto in esposizione, scatti visionari che alimentano lo stretto rapporto e complicità esistente tra arte, moda e fotografia.

Una delle sale più interessanti è quella dei multipli, in questo ambiente infatti sono collocati diversi ready-made e oggetti, alcuni molto celebri come L’énigme d’Isidore Ducasse del 1920/1971, opera surrealista per eccellenza che racchiude nella sua idea e nella sua messa in opera l’immaginazione e l’estro dell’artista.

immagine per Sala Multipli, Man Ray. Forme di luce
Sala Multipli, Man Ray. Forme di luce

Una coperta avvolge una macchina da cucire legata da uno spago, una presenza perturbante ed estraniante che provoca in coloro che guardano questo prodotto un profondo senso di inquietudine e di mistero.

L’ultimo nucleo della mostra è dedicato ai nudi, alle modelle e alla personale rappresentazione del femminile di Man Ray. Un finale abbastanza sorprendente nella sua inconcludenza e ripetizione, tenendo conto che già un’area della mostra è dedicata esclusivamente alle donne che hanno lavorato attivamente con l’artista posando per lui.

Quello che Man Ray riesce a creare sono opere che nascono dai suoi pensieri, dal suo ingegno, riuscendo a donarli di una luce propria.

Sebbene l’allestimento degli ambienti non renda giustizia all’estro creativo, provocatorio e caustico di Man Ray e delle sue opere, in quanto molto statico e che sembra scadere a tratti nella banalità nell’utilizzo dei soliti colori che accostati provano a creare un certo contrasto, questa mostra è un invito a guardare oltre il semplice manufatto, a valicare i confini tradizionali che separano un’arte da un’altra.

Pochi artisti come Man Ray insegnano che è impossibile considerare i linguaggi artistici e le loro manifestazioni in compartimenti stagni. L’esposizione milanese è quindi l’occasione perfetta per sfidare il proprio sguardo e la propria percezione dell’arte e andare oltre, verso una realtà ricca di intrecci surreali, compromessi fittizi e visioni magnifiche.

Informazioni Man Ray | Forme di luce

immagine per Maira Cavallaro
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