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Collezionismo 2.0: tra cultura pop, social media e mercato globale

Il collezionismo ha ritrovato la sua popolarità tra le nuove generazioni, soprattutto quando riguarda fenomeni culturali di massa. Prodotti come carte collezionabili, action figure, pupazzi e libri illustrati continuano ad essere considerati oggetti da conservare con cura, in particolare se si tratta di edizioni limitate.

Acquistare un oggetto di memorabilia diventa così un gesto espressivo, capace di raccontare l’identità e le passioni di chi lo possiede. Internet e i content creator hanno, certamente, contribuito in modo significativo alla crescita di questo mercato, favorendo la nascita di vere e proprie community di appassionati.

A partire dalla metà degli anni ’90, il modo di intendere il collezionismo subisce un cambiamento significativo: gli oggetti della cultura pop iniziano ad acquisire un vero e proprio valore storico e, di conseguenza, economico. I cosiddetti memorabilia – oggetti legati a fenomeni culturali di varia natura, capaci di conservare un forte valore emotivo per chi li possiede – cominciano a essere percepiti come testimonianze di un passato non più replicabile.

Rientrano in questa categoria, ad esempio, alcune prime edizioni di fumetti della Golden e Silver Age, giocattoli e action figure ancora sigillati, oggetti di scena appartenenti a film divenuti cult e persino i primi videogiochi e le prime console degli anni ’70 e ’80. La loro rarità, unita al valore simbolico, contribuisce a trasformarli in veri e propri beni da collezione.

Il fenomeno ha registrato un’impennata con l’avvento dei giochi di carte collezionabili (Trading Card Games – TCG).

Nel 1993 viene pubblicato Magic: The Gathering, considerato il primo TCG moderno, seguito negli anni da titoli che hanno segnato profondamente il settore, come Pokémon (1996) e Yu-Gi-Oh! (1999).

Si tratta di tre TCG di genere fantasy che sono riusciti a conquistare un vasto pubblico: inizialmente grazie alla componente strategica del gioco e alla spinta generata dai numerosi tornei a premi organizzati e, successivamente, tramite l’espansione dei rispettivi franchise in altri ambiti della cultura contemporanea, come animazione, cinema, videogiochi e merchandising.

La passione per le carte TCG si è poi trasmessa alle generazioni successive, anche grazie alla lungimiranza delle aziende che gestiscono questi marchi. Parallelamente, lo sviluppo delle piattaforme digitali e dei social media ha favorito una diffusione globale del fenomeno, dando vita a community internazionali di appassionati, capaci di condividere conoscenze, scambi e tendenze di mercato.

Questo mercato delle carte collezionabili, si divide in due segmenti principali: un mercato primario, gestito da produttori e distributori ufficiali, che offre i prodotti a prezzo fisso, e un mercato secondario, in cui gli oggetti vengono rivenduti tra privati.

A rendere questi prodotti particolarmente attrattivi contribuisce il sistema della distribuzione casuale delle carte: all’interno di box e pacchetti sono infatti presenti carte in numero limitato, la cui rarità determina il potenziale valore economico che una singola carta — o, indirettamente, l’intero prodotto — può raggiungere nel mercato secondario. È proprio in questa fase che lo scambio e la vendita delle singole carte consentono ai prezzi di fluttuare in base all’andamento della domanda e dell’offerta.

Nel corso degli anni, infatti, questi oggetti hanno raggiunto quotazioni estremamente elevate. Emblematici sono i casi del Black Lotus, una carta del gioco Magic: The Gathering, venduta per circa tre milioni di dollari: valore attribuibile soprattutto alla sua gradazione estremamente alta, ovvero alla valutazione delle condizioni di conservazione dell’oggetto, e della Pikachu Illustrator, una delle carte più rare di Pokémon, battuta all’asta per 5.275.000 dollari.

Questo meccanismo di mercato funziona allo stesso modo anche per altri oggetti da collezione, come action figure, fumetti e altri memorabilia, il cui valore dipende sempre da stato di conservazione, rarità ed esclusività, o da caratteristiche particolari che ne aumentano il pregio, come la presenza di un autografo.

È il caso dei Funko POP, giocattoli collezionabili in vinile che raffigurano vari personaggi della cultura pop.

Un fenomeno da collezione che ha conosciuto una crescita esplosiva, grazie alle numerose collaborazioni con franchise del calibro di Marvel, Disney, Harry Potter, Star Wars e molti altri ancora, praticamente tutti quelli che si possano immaginare. Ovviamente, come per altri memorabilia, la logica della scarsità programmata — attraverso varianti limitate ed esclusive — ha dato vita a un fiorente mercato secondario.

Tuttavia, secondo gli ultimi report finanziari dell’azienda Funko, le vendite nel terzo trimestre del 2025 sono calate del 14%, comportando una perdita di circa 1 milione di dollari. Il documento stesso riconosce che «esiste un sostanziale dubbio riguardo alla nostra capacità di continuare a operare come entità».

Naturalmente, il mercato secondario ha conosciuto una forte espansione con l’avvento delle piattaforme digitali, che hanno reso possibili vendite, promozione e divulgazione dei collezionabili.

La diffusione di marketplace online come eBay, hanno riunito community di collezionisti provenienti da tutto il mondo, dando vita ad aste e scambi virtuali e trasformando il settore in un vero e proprio ecosistema globale.

Numerosi sono i content creator che sfruttano la forte presenza di queste community per diffondere contenuti di infotainment, non riguardanti esclusivamente le carte, ma che includono anche un’ampia gamma di collezionabili legati alla cultura pop.

L’esperienza veicolata da tali contenuti online — che può andare dall’apertura dei pacchetti all’analisi approfondita di un’intera collezione — contribuisce in modo significativo ad alimentare l’aspettativa e l’attrattiva attorno a questi oggetti, incidendo sulla loro percezione e sul loro valore all’interno del mercato.

Secondo un report di Grand View Research, Inc., il mercato globale dei collezionabili è stimato raggiungere i 535,5 miliardi di dollari entro il 2033; lo studio sottolinea, inoltre, proprio come la visibilità di collezioni rare o particolarmente prestigiose sui social media contribuisca a stimolare l’interesse verso il collezionismo, favorendo l’ingresso di nuovi utenti e ampliando la comunità di appassionati.

Fortunatamente, il pubblico mostra un interesse crescente verso l’esclusività e la qualità dei prodotti. Le illustrazioni o altri tipi di memorabilia puntano proprio su questi aspetti, attraverso l’utilizzo di opere firmate, stampe di alta qualità, oggetti numerati o edizioni limitate.

A tal proposito, Dario Moccia – da anni attivo sul web, esperto di cultura pop e tra gli streamer italiani con il maggior numero di abbonati su Twitch – ha fondato nel 2025 Tomodachi Press.

immagine per Dario Moccia, Twitch
Dario Moccia, Twitch

La sua casa editrice che ha già pubblicato alcune pubblicazioni prestigiose, tra cui una collezione di carte illustrate ispirate al videogioco Cuphead e il primo volume di una collana di carte illustrate, ciascuno dei quali racconta storie inedite realizzate da diversi illustratori e fumettisti. In questo caso, protagonista è il celebre fumettista italiano Gipi.

immagine per Masterpiece Card Series Volume I Gipi-Walker, Tomodachi Press
Masterpiece Card Series Volume I Gipi-Walker, Tomodachi Press

Gran parte del successo di questi prodotti deriva certamente dal vasto seguito che Moccia ha consolidato nel tempo, ma altrettanto importante è l’attenzione che dedica alla qualità delle pubblicazioni, valorizzando il talento di numerosi illustratori e privilegiando la cura dei dettagli rispetto alla quantità. Un approccio che, unito alla produzione limitata di ciascun esemplare, contribuisce ad accrescerne il valore collezionistico.

Tuttavia, l’hype generato dai social media rappresenta un rischio concreto per questo settore: la formazione di bolle speculative è infatti molto probabile, come già avvenne all’inizio degli anni ‘90.

A ciò si aggiunge il ruolo di Internet che, tramite la rapida circolazione delle informazioni e la semplificazione dei canali di vendita, contribuisce a rendere l’oggetto volatile nel suo valore. In questo contesto, le dinamiche del mercato non seguono logiche solide, ma sono guidate dall’andamento dei trend.

Di conseguenza, il rischio legato agli investimenti risulta elevato e difficilmente prevedibile, soprattutto in un settore dominato dai social media e, ancor più, dall’emotività e dal legame culturale che il collezionista instaura con determinate tendenze.

Infatti, secondo International Business Times, il calo delle vendite dei Funko POP precedentemente citato è dovuto in parte al successo dei Labubu: giocattoli prodotti dall’azienda cinese POP Mart e commercializzati in confezioni sigillate, che non permettono all’acquirente di conoscere in anticipo il contenuto.

immagine per Collezione di Labubu, Pinterest
Collezione di Labubu, Pinterest

Questo meccanismo incentiva l’acquisto di più scatole per completare la collezione, generando una dinamica simile a quella del gioco d’azzardo, caratterizzata da alti e bassi emotivi.

La vicenda mette in evidenza la forte variabilità degli interessi degli utenti di Internet, influenzati dalla fear of missing out (FOMO), ovvero la paura di perdere un’opportunità, che alimenta la sensazione di essere esclusi dalla propria di riferimento.

immagine per Niccolo Merola
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Nato nel 2000 a Campobasso, ma ormai stabile a Bologna da anni. Niccolò Merola è laureato in Comunicazione giornalistica, pubblica e d’impresa presso l’Università di Bologna. Appassionato di cultura pop e dei linguaggi che la attraversano, ha scelto di condividere la sua passione e le sue conoscenze per raccontare come i media e il mondo digitale giochino un ruolo fondamentale nella costruzione della società contemporanea, con uno sguardo critico e divulgativo sui fenomeni culturali del presente.

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