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La nuova televisione è live: potere e fragilità dell’intrattenimento digitale

di Niccolò Merola

Oggi basta uno smartphone e una connessione a Internet per avviare una diretta streaming e parlare in tempo reale con il proprio pubblico. Ma fare intrattenimento online e in diretta significa molto di più che andare semplicemente in onda.

Negli ultimi anni, i contenuti trasmessi in live streaming si sono affermati come un fenomeno centrale del panorama digitale: qui, gli streamer sono capaci di attirare contemporaneamente decine di migliaia di spettatori, trasformando l’interazione immediata con la community in un vero e proprio lavoro e in una fonte di guadagno sempre più consistente.

Inizialmente, piattaforme come Twitch (oggi di proprietà di Amazon) erano dedicate quasi esclusivamente alla trasmissione in diretta di sessioni commentate di gameplay.

immagine per Twitch logo
Twitch, il logo

Con l’arrivo della pandemia di Covid-19, il panorama dei contenuti si è però ampliato: la piattaforma è stata invasa da dirette in cui gli streamer, spesso insieme ad altri ospiti collegati, conversavano con la propria community che interagiva attraverso la chat. Delle semplici conversazioni, ma capaci di coinvolgere il pubblico in tempo reale.

Da questo momento, i format proposti dalle piattaforme di streaming sono aumentati in modo significativo, con l’obiettivo di rimpiazzare le forme di intrattenimento dei media tradizionali e adattarle alle abitudini di consumo di un pubblico più giovane.

L’offerta non si limita soltanto a contenuti leggeri come le live IRL (in real life), trasmissioni in diretta in cui gli streamer girano per la città mostrando la quotidianità e interagendo costantemente con le persone incontrate, spesso seguendo le indicazioni della chat. Accanto a questi format, vengono anche realizzate delle live con un carattere informativo, legati soprattutto alla cultura pop, capaci di stimolare l’attenzione e la curiosità dei follower.

Tra questi rientrano, ad esempio, dirette dedicate al cinema, al fumetto e al mondo delle carte collezionabili. Rivolti a un pubblico prevalentemente giovane, questi contenuti conservano una forte componente di intrattenimento, all’interno della quale gli spettatori assumono spesso un ruolo attivo e partecipativo.

Il pubblico interviene infatti con domande pertinenti ai temi trattati o con scambi di battute con lo streamer e con gli altri membri della community, facendo ricorso a un linguaggio di matrice comica sviluppatosi proprio nel contesto delle dirette.

Gli streamer sono pienamente consapevoli dell’importanza di costruire e mantenere un seguito fidelizzato, elemento centrale per la sostenibilità della loro attività. Una parte rilevante dei loro introiti deriva perlopiù dagli abbonamenti sottoscritti dagli utenti più assidui, i cui costi variano in base alle modalità e alla piattaforma di trasmissione.

Tali abbonamenti offrono generalmente vantaggi come la rimozione delle pubblicità o l’accesso a funzionalità esclusive, tra cui emoji personalizzate e chat riservate.

Queste piattaforme stanno ridefinendo in modo significativo le modalità di fruizione dell’intrattenimento e, in alcuni casi, stanno sostituendo i media tradizionali.

Twitch, in particolare, ne rappresenta un caso emblematico: secondo i dati relativi al 2024, la piattaforma conta circa cinque milioni di utenti attivi che trasmettono in diretta e oltre cento milioni di spettatori mensili, per un totale di circa venti miliardi di ore di contenuti visualizzati nell’arco dell’anno.

Come osserva il giornalista Nathan Grayson, gran parte del tempo trascorso su queste piattaforme è anche un momento di socializzazione: le chat permettono di interagire con gli streamer e con la community, trasformando la fruizione dei contenuti in un’esperienza partecipativa.

Per le nuove generazioni, la televisione tradizionale non scompare del tutto, ma viene vista principalmente attraverso lo sguardo degli streamer, che commentano e reagiscono ai programmi tradizionali, facendo della visione un evento condiviso e mediato dalla comunità online.

Negli ultimi anni sono nate alcune figure – in questo settore – ormai riconosciute a livello internazionale persino dai grandi brand e da altre personalità di rilievo. A questo punto, è fondamentale conoscere e comprendere cosa significhi essere streamer a livelli elevatissimi.

Kai Cenat rientra tra i dieci canali di Twitch con più abbonamenti al mondo, rendendolo una delle persone più influenti del panorama online, tanto da essere inserito nella lista dei cento creator del 2025 stilata da Time, e tanto da aver coniato la parola rizz (slang della Gen Z per indicare una persona con carisma, soprattutto a livello romantico), parola dell’anno 2023 secondo Oxford University Press.

immagine per Kai Cenat
Kai Cenat

Cenat è stato in grado di trasformare le sue live in un ibrido tra talk show, game show interattivo e reality TV, con l’intenzione di trasformare il suo canale in una sorta di The Truman Show. La sua popolarità ha attirato nel suo studio, in occasione delle celebri maratone di videogiochi, ospiti di primo piano come il comico americano Kevin Hart, Kim Kardashian e Nicki Minaj.

Un risultato reso possibile anche dalla grande attenzione che lo streamer dedica alla qualità e al valore produttivo dei suoi contenuti, curando ogni evento come se fosse una vera e propria produzione televisiva.

Tra i suoi maggiori successi spiccano la serie di live Mafiathon, arrivata nel 2025 alla sua terza edizione.

immagine per Kai Cenat e Lebron James durante la maratona Mafiathon -Twitch
Kai Cenat e Lebron James durante la maratona Mafiathon -Twitch

Si tratta di una cosiddetta subathon della durata di trenta giorni consecutivi: una vera e propria maratona in diretta con l’obiettivo di raggiungere il più alto numero possibile di abbonati.

Nel corso della live, Kai ha accolto numerosi ospiti di rilievo, protagonisti di momenti di intrattenimento condivisi con la community. Tanti i nomi presenti: Snoop Dogg, Serena Williams, Lebron James, ma a rendere ancora più memorabile l’ultima edizione è stato il traguardo del milione di abbonati, celebrato con un esclusivo set musicale dal vivo dei Linkin Park.

immagine per Kai Cenat raggiunge il record del milione di abbonati durante Mafiathon, Twitch
Kai Cenat raggiunge il record del milione di abbonati durante Mafiathon, Twitch

La maratona è stata anche un’importante occasione di solidarietà: durante la diretta è stata infatti promossa una raccolta fondi destinata alla costruzione di una scuola in Nigeria.

Un altro streamer che ha conquistato la fama di tutto il mondo è IShowSpeed (Darren Jason Watkins Jr.). Diventato celebre grazie ai videogiochi e alla sua personalità sopra le righe: urla, abbaia (il suo marchio di fabbrica), si rende protagonista di gesti atletici sorprendenti, sbaglia le parole e non conosce tutto ciò di cui parla; tutte cose che lo hanno reso una fonte inesauribile di meme su Internet.

È acclamato soprattutto nel mondo del calcio, dove è diventato l’emblema dell’americano che non conosce il gioco ma finisce per appassionarsene, prima attraverso i videogiochi e poi nella vita reale.

Da subito grande sostenitore di Cristiano Ronaldo – nonostante sappia poco sia di lui sia di questo sport in generale – ha costruito parte della sua popolarità anche su questo entusiasmo spontaneo.

Si può dire che, questa sua ignoranza nei confronti del tema unita alla sua perseveranza hanno, tuttavia, fatto breccia non solo tra la sua fan base, ma anche ai piani alti, visto che è stato invitato alla premiazione del Pallone d’Oro 2023 e alla finale dei Mondiali in Qatar nel 2022, ovviamente documentando tutto in live su YouTube.

La sua fama gli ha permesso di organizzare una serie di tour in giro per il mondo, testimoniando ogni tappa in diretta, così che gli utenti sapessero sempre dove si trovasse e potessero raggiungerlo liberamente nelle varie città.

Come una vera rockstar, è quindi partito per lunghi viaggi durati mesi tra Europa, Asia, Sud America e Africa, riscuotendo ovunque un enorme seguito, soprattutto tra i più giovani. In ogni tappa veniva circondato da fan che lo seguivano con la speranza di apparire nei suoi contenuti o di riuscire a scambiare qualche parola con lui – utilizzando un linguaggio fatto di inside jokes e urla.

immagine per IShowSpeed in Liberia durante il suo tour in Africa, YouTube
IShowSpeed in Liberia durante il suo tour in Africa, YouTube

Durante questi viaggi, oltre a generare problemi di ordine pubblico a causa delle grandi folle radunate per incontrarlo, è riuscito anche a entrare in contatto con personalità di rilievo dei Paesi visitati, come quando ha trasmesso in diretta l’incontro con il Primo Ministro dell’Albania, Edi Rama.

immagine per IShowSpeed e Edi Rama durante il tour europeo, YouTube
IShowSpeed e Edi Rama durante il tour europeo, YouTube

Infatti, la sua rilevanza mediatica è tale da coinvolgere istituzioni e celebrità pronte ad accoglierlo, offrendo al tempo stesso visibilità alla cultura e al turismo locale. Emblematico è il caso del Ghana: dopo la sua visita nel Paese nel 2024, il Ministro degli Esteri ha annunciato l’approvazione del passaporto ghanese per lo youtuber, definendolo un «degno ambasciatore» del Ghana, anche alla luce delle sue radici familiari legate a questa area dell’Africa.

Dietro questi contenuti live, però, si celano problematiche legate alla salute mentale che colpiscono una parte significativa degli streamer. La routine di chi svolge questa attività in modo professionale può includere sessioni di diretta di dieci ore al giorno, spesso senza giorni di pausa.

A ciò si aggiungono le cosiddette maratone, durante le quali alcuni restano online per diversi giorni consecutivi. Le modalità di monetizzazione di queste piattaforme incentivano sessioni lavorative prolungate che, almeno inizialmente, vengono vissute con entusiasmo dagli streamer, poiché legate alle loro passioni come giocare ai videogiochi o condividere la propria vita in diretta.

Con il tempo, però, questo ritmo può avere conseguenze negative, favorendo fenomeni di burnout, depressione e ansia, oltre a un progressivo isolamento dal mondo esterno e a un eccessivo attaccamento ai social media, anche al di fuori dell’orario di lavoro.

A tal proposito, Kai Cenat non trasmette contenuti live da settembre 2025 e, all’inizio del 2026, ha pubblicato un video in cui annunciava il suo ritiro da Twitch e dal mondo delle dirette. Il significato dietro il video I Quit è molto profondo: Kai ha spiegato di sentire il peso del personaggio che si è costruito nel corso degli anni durante le sue dirette.

Si percepisce quasi intrappolato e vulnerabile, avendo trasformato per lungo tempo la propria vita in uno spettacolo continuo. Nonostante ciò, ha dichiarato di voler perseguire nuovi obiettivi, superando le insicurezze legate alla pressione di un pubblico di milioni di persone, e di voler realizzare il sogno di creare un proprio marchio di abbigliamento, con l’intento di ispirare le nuove generazioni.

Gli streamer non sono semplici intrattenitori: si configurano piuttosto come mediatori culturali, punti di riferimento generazionali e, in alcuni casi, veri e propri brand globali, spinti da una generazione in cerca di connessione e partecipazione.

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Nato nel 2000 a Campobasso, ma ormai stabile a Bologna da anni. Niccolò Merola è laureato in Comunicazione giornalistica, pubblica e d’impresa presso l’Università di Bologna. Appassionato di cultura pop e dei linguaggi che la attraversano, ha scelto di condividere la sua passione e le sue conoscenze per raccontare come i media e il mondo digitale giochino un ruolo fondamentale nella costruzione della società contemporanea, con uno sguardo critico e divulgativo sui fenomeni culturali del presente.

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