ByeByeBaby: Sandro Becchetti, se ne è andato. La verità e la finzione nella Fotografia

E’ scomparso il grande fotografo, intellettuale di estrema lucidità e dall’originale visione Sandro Becchetti.

Nato a Roma nel 1935, ha praticato l’Arte visiva e, dagli anni Sessanta, la Fotografia sia documentando la realtà sociale e politica italiana e di altri paesi sia immortalando intellettuali, animatori del ’68, stars e divi del Cinema.

Becchetti definiva la foto una menzogna poiché essa non potrebbe mai raggiungere tutte le pieghe nascoste della realtà né la vera essenza della persona ritratta… Eppure, con le sue “bugie” è riuscito a dare del mondo e delle donne e degli uomini fotografati un lato essenziale, riassuntivo del tutto. Riuscendo anche a riaccendere, in chi guarda, una riflessione sulle cose, come sembra fare la foto della statua di Giordano Bruno in Campo dè Fiori a Roma, dove il celebre monumento di Ettore Ferrari (1889) si anima e rianima il pensiero, ravviva il concetto, tuona, quasi rivivendo…

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Con i suoi reportage, le sue ricerca sulla Spagna e il Portogallo, e con le sue inquadrature dal taglio insolito, la luce che incide in maniera netta, quasi dura, e sghemba la scena, la resa complessivamente onesta e senza troppi infingimenti del personaggio di volta in volta immortalato, che così torna persona – Carmelo Bene, Claudia Cardinale, Warhol, Hitchcock, Dustin Hoffman, Anita Ekberg, Beuys, Christo che esce come da un sudario, che è in verità il materiale dei suoi “impacchettamenti”, Pasolini, i suoi funerali e Susanna Pasolini, Ugo Tognazzi, François Truffaut, Bernardo Bertolucci, Piera degli Esposti, Monzon (incarnato nel suo pugno potente)… – fanno di Becchetti un autore diverso da tanti, importante, potente…

In una foto che lo ritrae, di Manuela De Leonardis, Becchetti è, come l’autrice ci racconta, “a Buda in giardino, sotto il pergolato, 1 agosto 2010, in un momento di vacanza, di estiva spensieratezza.”. Se volete approfondire di lui, o leggere qualcosa di un po’ diverso e più intimo: Manuela De Leonardis, “A tu per tu con i grandi fotografi”, Postcart ed.

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello è Storico e Critico d’arte, curatore di mostre, organizzatrice di eventi culturali e docente. Ha collaborato con riviste di settore, con i quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", il settimanale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente con altri quotidiani ("Il Manifesto", "Gli Altri") e periodici ("Time Out" - Italia"); è stata parte attiva nel progetto che ha dato vita, a metà anni '90, della prima rivista via fax di Arte ("Artel") e di Architettura ("Architel") e scrive regolarmente di Arti visive e cultura. Ha avuto la direzione artistica di spazi privati e gallerie; ha curato centinaia di cataloghi e di mostre in spazi pubblici e privati, attività che svolge tutt’ora. Docente di Storia dell’Arte e di Storia della Fotografia in diversi Istituti Superiori, è titolare del modulo didattico di Storia delle Arti Visive all'Università del Design Istituto Quasar. E' stata ed è divulgatrice anche attraverso Master, convegni, seminari, workshop, conversazioni. Tra questi, per Zetema Progetto Cultura con Roma Capitale nell’ambito di Racconti di Storia dell'Arte; per il FAI nell’ambito di Visti da Vicino; per la GNAM _ Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nell'ambito di L'artista, L'Opera, Il Museo; per Roma Design Lab (Creatività e Rigenerazione urbana: scenari nazionali e internazionali, casi di studio - Riconoscimento 3 C. F. dall'Ordine degli Architetti di Roma). Ha scritto alcuni libri e suoi saggi sono nei più recenti volumi "Guerra e Architettura" di Lebbeus Wood e "Ricostruire la moda italiana" di Nicola White (entrambi di Deleyva edit.); suoi testi critici aprono i libri fotografici "Sogni d'Acqua. Lungo il Mekong", Electa-Mondadori ediz., 2014 e “Finding Homer”, PostCart 2015. Ha ideato e curato la prima edizione del Concorso e della Residenza fotografica in Murgia nell'ambito di MurgiAMO (2014) e ha collaborato con Roma Design Lab 2014, piattaforma tra istituzioni e privati dedicata al Design, all'Architettura, alla Creatività e alla rigenerazione urbana: per entrambe, art a part of cult(ure) è stata Mediapartner. Collabora con vari webmagazine e piattaforme culturali (MyWhere; Rotarian Gourmet), cura attività didattiche e culturali all’interno di artapartEvents ed è cofondatrice e Caporedattore del webmagazine "art a part of cult(ure)". Membro della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano, ora in rimodulazione, attualmente ha un incarico nel MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara) per cui segue l'area dell'Arte Visiva Contemporanea.

1 commento

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  • Il suo essere spirito libero, grande intagliatore di raffigurazioni di indiani modellati nel legno,forte nella sua figura dura un pò contadino e un pò signore… saggio definitore… uomo di terra transumata tante e tante volte…amava il racconto di buffalo bill sconfitto dai butteri maremmani nei giochi circensi. Becchetti defini la foto una menzogna, poiché l’ immagine ritratta non potrà mai (tranne che in qualche caso) racchiudere l’ intensità di una vita.
    Ho avuto la fortuna di conoscerti e divertirmi insieme a te,nella tua casa di Bracciano e in quella di Roma tempi da veri mattatori della vita, insieme all’amore per la fotografia.Spero che dove sarai ora ti accompagni la tua grande amante la tua macchina leica chissà che la centesima (100 ) foto delle tue 99 non sia la foto di DIO.