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Ed è ancora RAW, indipendente fare Rete d’arte e cultura in città

Numerose le adesioni per la seconda edizione di RAW, Rome Art Week: 415 sono state le iscrizioni registrate sul sito degli organizzatori, che hanno voluto prorogare i termini di invio dei moduli, per facilitare gli ultimi aspiranti partecipanti.

Dal 9 al 14 ottobre, a Roma, gallerie, istituzioni italiane ed estere, artisti e progetti, celebreranno una settimana densa di eventi dedicati all’arte contemporanea.

L’iniziativa, rigorosamente indipendente e gratuita, chiama a raccolta il sistema artistico capitolino e presenta delle novità rispetto alla scorsa edizione: anche i progetti e gli spazi insoliti avranno visibilità, verranno inoltre costruiti itinerari nei rioni e nei quartieri cittadini. Il tutto all’insegna della scoperta di un mondo, quello dell’arte contemporanea, vivacissimo, se non dal punto di vista del business, almeno da quello inclusivo e delle idee; insomma, tutt’altro che morente, come stancamente si dice nei salotti di chi quel mondo spesso nemmeno lo frequenta.

La prima sorpresa, in conferenza stampa, è stata l’imprevista irruzione del Vicesindaco e Assessore alla Crescita culturale di Roma Capitale, Luca Bergamo. Una dichiarazione, la sua, di vero apprezzamento nei confronti dell’iniziativa – “per la capacità di stabilire un sistema di relazione tra la città e la comunità scientifica, ma soprattutto per aver saputo rendere visibile una ricchezza che c’è, ma rimane nascosta” – perché, se  pur non riguarda solo l’attuale amministrazione, non è la prima volta che iniziative partite dal basso e dalla buona volontà di operatori del settore o semplici cittadini intervengono a colmare un vuoto istituzionale, che è davvero di una cecità inspiegabile, date le enormi potenzialità culturali di una città come Roma. Non dispiace, pertanto. che dal Campidoglio qualcuno abbia voluto riconoscere un merito a RAW, ma le innumerevoli offerte culturali dal basso, appunto, lasciate languire nell’indifferenza, quando non immotivatamente interrotte, restano un triste segnale di quanto ancora si debbano richiamare con forza le istituzioni, non solo locali, alle proprie responsabilità: svolgere un ruolo vivo di promozione e supporto di queste realtà è più che mai urgente e non dovremmo stancarci di ricordarlo a chi di dovere.

Gli artisti che hanno deciso di partecipare a RAW aprendo i propri studi lo hanno fatto sposando in pieno lo spirito inclusivo della manifestazione: Angelo Bellobono, intervenuto in veste critica come punto di vista‘ (assieme ad altri artisti come Giovanni Albanese o a curatori, come ad esempio Alberto Dambruoso o Helia Hamedani) sostiene la necessità di “riscoprire la curiosità, di riconoscere l’arte non solo come opera, ma come strumento vitale di incoraggiamento ad uscire dal comfort pigro della propria rete di conoscenze”.

Un fondamentale aspetto, per il quale il lavoro di RAW è giustamente considerato prezioso, riguarda la rigorosa gratuità degli oltre 350 eventi segnalati: un’opportunità straordinaria per conoscere o approfondire le ultime novità del contemporaneo a costo zero. Una filosofia, quella della fruizione gratuita, che, negli intenti degli organizzatori si sposa con l’obiettivo di spingere i canali istituzionali a rivedere i meccanismi di promozione turistica del patrimonio cittadino, riducendo sprechi e migliorando servizi e infrastrutture, come hanno rammentato Marco Ancora (CIU) e il fondatore-organizzatore di RAW, Massimiliano Padovan Di Benedetto; la qualità e la varietà dell’offerta culturale potrebbero spingere il turista a trattenersi oltre i miseri 2-3 giorni (dati 2017 Federalberghi) e forse addirittura a tornare nella Capitale.

Come ci ha ricordato Giovanni Albanese, l’arte è sempre contemporanea e nella sua ormai innegabile invivibilità, Roma continua ad indossare le sue eterne stratificazioni di bellezza: la settimana breve, ma intensissima, di Rome Art Week si preannuncia ricca di appuntamenti che vi suggeriamo di non perdere.

https://romeartweek.com/it/

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