Eterogeneo BoCs Art Museum di Cosenza. Intervista al curatore Alberto Dambruoso

In occasione dell’inaugurazione del nuovo spazio espositivo BoCs Art Museum di Cosenza abbiamo rivolto al critico d’arte Alberto Dambruoso alcune domande riguardo questo progetto di cui è curatore.

Partiamo dai numeri: quanti sono gli artisti e le artiste che hanno partecipato alle residenze e da quanto tempo ti stai dedicando a questo progetto?

In totale hanno partecipato alle residenze artistiche Bocs art di Cosenza in due anni e mezzo di programmazione 330 artisti di cui 119 artiste.

Lo spazio espositivo è di notevole interesse dal punto di vista storico-architettonico, è stato scelto in considerazione del dialogo tra le opere esposte e le vicende costruttive dell’edificio o è stata una proposta casuale dell’amministrazione cosentina, dovuta alla disponibilità di questo e non di altri spazi?

Lo spazio espositivo inizialmente doveva essere un altro.  In un primo momento infatti Il Sindaco Mario Occhiuto aveva deciso di costruire il Museo all’interno di un’area industriale abbandonata non lontana da dove sono state installate le strutture monolocali  dei Bocs art. Si sarebbe trattato di conseguenza di una nuova opera architettonica che andava ad inserirsi in un contesto di archeologia industriale.  Dal momento però che i tempi di realizzazione sarebbero stati lunghi per un progetto di questo genere, il Sindaco ha deciso lo scorso anno di recuperare alcuni spazi in disuso all’interno del complesso monumentale di San Domenico di proprietà del Comune dove già erano presenti degli uffici comunali.  Nel giro di poco più di sei mesi di lavori di ristrutturazione è stato aperto qui il Bocs Art Museum. In futuro il Sindaco prevede comunque di aprire un padiglione d’arte contemporanea nell’area dell’ex fabbrica.

Come è stato il confronto con le istituzioni? Ci sono state criticità? Che rapporto aveva la città con l’arte contemporanea prima dell’arrivo degli artisti dei BoCs? 

Parto dall’ultima domanda.

La città prima dell’esperienza dei Bocs Art aveva accolto altre manifestazioni d’arte contemporanea in particolar modo all’interno della Galleria Nazionale di Palazzo Arnone dove tutt’ora sono presenti delle sezioni dedicate al contemporaneo. Ma è chiaro che la quantità di eventi e di proposte artistiche che si sono sviluppati con continuità negli ultimi due anni e mezzo hanno inciso moltissimo nella percezione che ha ora dell’arte contemporanea la gente di Cosenza. All’apertura del Museo sono accorse più di 500 persone. Un numero notevole per una città di poco più di 60.000 abitanti.

Per quanto concerne invece il rapporto con le istituzioni posso dire che ci sono state delle criticità quando nel febbraio del 2016 era caduta la giunta di Occhiuto e per cinque mesi, prima della sua rielezione, il progetto è rimasto fermo e anche tutto ciò che riguardava il pregresso, fatto di rimborsi agli artisti e alla mia Associazione culturale che si occupa della curatela delle residenze d’artista.  Speriamo che in futuro tutte le questioni pregresse si risolvano definitivamente.

Questo primo nucleo del museo prevede la permanenza delle opere o si prevede una rotazione delle stesse? 

No, questa che si è inaugurata lo scorso 15 dicembre è la prima mostra alla quale seguiranno altre due – tre mostre nel corso del 2018 – sempre dedicate alle opere donate dagli artisti alla città.

In questi anni, a seguito della tua personale esperienza curatoriale in un territorio periferico, lontano dai consueti circuiti, c’è stato qualcosa di inaspettato, che ti ha sorpreso positivamente?

La cosa che mi ha sorpreso più di tutte in positivo è stato il grande interesse che hanno dimostrato tutti gli artisti per la città di Cosenza e il suo territorio. Molti non erano mai stati nemmeno in Calabria e avevano una percezione del tutto distorta di questi luoghi. Aver scorto negli occhi di tutti gli artisti la meraviglia per aver visto delle bellezze inaspettate e sentire da parte loro il desiderio di ritornarvi è certamente una delle cose più belle scaturite da questo progetto.

Il BoCs Art Museum
Complesso Monumentale di San Domenico
Piazza Tommaso Campanella
Ricognizioni. Dai Bocs Art i linguaggi del contemporaneo
a cura di Alberto Dambruoso
fino al 15/03/2018
Cosenza
+39 09848131

Maria Arcidiacono

Maria Arcidiacono

Maria Arcidiacono Archeologa e storica dell'arte, collabora con quotidiani e riviste. Attualmente si occupa, presso una casa editrice, di un progetto editoriale riguardante il patrimonio del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell'Interno.

1 commento

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  • Tanti troppi troppi artisti di qualità non esaltante accanto a scelte buone e qualche ” stella” migliore: il romano MAAM sta attecchendo ovunque??!!!

    PaoPao