Gucci Garden a Firenze. Viaggio esperienziale tra natura e arte.

Il Museo Gucci di Firenze riapre in una nuova veste, ideata dal direttore creativo della maison Alessandro Michele: da sede museale, aperta nel 2011 nello storico Palazzo della Mercanzia, a Gucci Garden, il giardino delle delizie.

E’ stato inaugurato nella magnificente cornice di piazza della Signoria a Firenze, dietro la Statua equestre di Cosimo I de’ Medici, in occasione della fiera di Pitti Uomo 93 (la piattaforma più importante a livello internazionale per il lancio di nuovi progetti sulla moda maschile) in questa edizione 2018.

Lo spazio del Gucci Garden ospita tre ambienti: a piano terra una boutique con articoli unici e il ristorante Gucci Osteria dello stellato Massimo Bottura; ai due piani superiori Gucci Garden Galleria curata dal critico e fashion curator Maria Luisa Frisa, icona e autorità che incrocia moda, arte e design italiani.

 

La Gucci Galleria è organizzata per aree tematiche in trasformazione e si caratterizza come luogo reale e immaginario. Una serie di stanze, dal primo al secondo piano, dispiega una narrazione che inizia nel 1921 – anno della fondazione della maison da parte di Guccio Gucci – ad oggi. Si parte dal passato, dunque, per trarne ispirazione nel presente, così che il futuro sia materia alchimca che contenga in sé anche ciò che è stato.

Guccification è il primo ambiente della Gucci Garden Galleria, con la doppia G, uno dei monogrammi più prestigiosi, che deriva dal suo fondatore Guccio Gucci.

Il brand si manifesta in diverse combinazioni nella cultura pop: dalle valigie e borse da viaggio nei primi anni, ad elemento primario di vari accessori, all’abbigliamento negli anni Settanta. E ancora, si presta come titolo di un brano di un rapper statunitense Scholly D (Gucci Time) negli anni Ottanta. Oggi la maison collabora con l’artista spagnolo Ignasi Monreal: l’illustrazione nell’ambito della moda ha radici comuni alla visual art.

Paraphernalia è l’ambiente che comprende oggetti e accessori che hanno contribuito alla divulgazione e al successo del marchio, costruendo una serie infinita di racconti: la stampa flora, le stampe Rinascimento e Leonardo, la doppia G, il mocassino, i foulard, la borsa Jackie, la Bamboo Bag, per citarne alcuni.

Il leitmotiv è Firenze, tra arte, bellezza, cultura e ricercatezza dei materiali; ma vi si mescola il fascino per le città d’arte – e c’è quindi anche  Roma – e per il Rinascimento, per l’età vittoriana, per il Punk…

Cosmorama è l’ultimo ambiente del primo piano di quest’area; qui si palesa un viaggio cosmopolita e il jet-set che da sempre costituisce il fulcro della clientela Gucci.

Una parete-deposito fa da cornice a borse, valigie, cappelliere, beauty case, bauli che raccontano l’evoluzione nel tempo dello stile e delle innumerevoli forme.

De Rerum Natura è il primo ambiente della seconda sezione della Gucci Garden Galleria: il realismo della natura, tra miti e segreti.

Scarabei, ninfee, larve, bruchi, rose, falene, coccinelle, libellule, cavallette, farfalle, la natura in toto pervade in queste stanze.

Qui, si mostra la visione di Alessandro Michele:

Il giardino è reale, ma è soprattutto mentale, popolato da piante e animali: come il serpente, che si insinua dappertutto, e simboleggia in qualche modo un inizio perenne e un ritorno perenne”.

Ephemera racchiude reperti quali brevetti di modelli e marchi, taccuini, inviti, cataloghi rari, libri, riviste e pagine pubblicitarie; ephemera (parola inglese che deriva dall’effimero greco, che significa “durare solo un giorno, di breve durata”) appunto: oggetti effimeri per loro natura, ma essenziali per conservare memoria e storia e, in sintesi, che racchiude tutto il prestigio della maison.

E’ a piano terra che si trova la boutique, con oggetti e opere d’arte contemporanea in edizione limitata: oggetti unici creati esclusivamente per il Gucci Garden e ispirati alla collezione della griffe nata nel 1921.

Di fianco alla boutique si trova l’Osteria curata da Bottura, chef da tre stelle Michielin, proprietario dell’Osteria Francescana a Modena, classificatosi come primo ristorante al mondo (e primo italiano ad aggiudicarsi tale titolo) nella lista dei The World’s 50 Best Restaurants Awards 2016 di New York.

Alessandro Michele è così che intendela combinazione e la contaminazione tra moda, natura, arte, cultura:

“Per me creare vuol dire rigurgitare, stravolgere e assemblare tutto ciò da cui sono stato e sono attraversato”.

Ed è per ciò e su tale premessa che Rinascimento ed esuberanza creativa ed espositiva convivano nello spazio di un solo abito. Ciò che importa è sviluppare una storia, riscrivendo il passato e trovando valore nel presente.

Tenendo sempre in debito conto, oltre alla Moda, l’Arte e una Signora dal fascino e dall’eleganza senza tempo: Firenze.

Elisa Lucà

Elisa Lucà

Calabrese d’origine, romana d’adozione. Laureata in Economia, Finanza e Diritto per la Gestione D’Impresa presso l’Università di Roma La Sapienza, con una Tesi di Laurea nel settore Moda, inizia il lavoro presso uno Studio Commerciale, ma data la forte passione per il Fashion e la scrittura, approfondisce la formazione in tale ambito con un Master professionale in Comunicazione e Marketing per la Moda presso lo IED di Roma. Collabora con portali e riviste di settore (tra i quali “MyWhere”) e con “art a part of cult(ure)”.

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