L’Ozio di Pierluca Cetera

Lo sguardo perso nel vuoto e la postura tipica del rilassamento, così i protagonisti della personale L’Ozio di Pierluca Cetera, a cura di Francesco Paolo Del Re, alla galleria Museo Nuova Era di Bari, fino al 2 maggio 2019, accolgono il visitatore, come elogi dipinti al padre dei vizi.

Tra i ritratti esposti c’è anche lo stesso artista mentre meditabondo si perde in un mondo tutt’altro che inutile, in uno spazio da cui attingere idee produttive e in cui perdersi per poi agire.

Ecco allora in mostra la dicotomia della creazione artistica che proprio quando sembra sopita in un ozio infecondo è alla ricerca di se stessa, qui è la pausa meditativa a diventare potenzialmente l’atto per il rimestio mentale da cui nascono l’opera e l’idea.

Insieme a Cetera, si stendono sui divani, di cui immaginiamo solo la comodità attraverso macchie scure che fanno da sfondo ai pigri indolenti, una ballerina, una cantante, uno scrittore e altri amici del pittore, dipinti ad olio su tele di vario genere, quasi a grandezza naturale e posti su supporti che simulano i soffici sedili per creare una vera e propria installazione pensata e progettata per lo spazio della galleria.

I personaggi assumono una mollezza irreale e straniante, gambe piegate e braccia stese all’inverosimile che scivolano quasi per colpa dell’estasi in cui si sono persi.

Le tele si tirano favorendo la stesura che volutamente Cetera ha dato al colore, insieme al realismo la materia pittorica subisce delle deformazioni, si affacciano rimandi a Bacon, a Schiele e Munch, e la pennellata si apre a macchie, imperfezioni e graffi con una sovrapposizione di strati che contribuisce al volume delle forme.

Permane in queste opere un senso di sacralità, di sospensione inviolabile, un momento di pausa in cui entra di soppiatto il visitatore facendo attenzione a non interrompere il rapimento mistico di cui vorrebbe far parte.

 

 

Graziella Melania Geraci

Graziella Melania Geraci

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