Nordine Sajot, il subliminale, il consumismo. Ovni

Immacolati fazzoletti dalle fattezze antiche sono posti su piedistalli rigidi al centro della stanza dal parato scrostato anni cinquanta, ci si aspetterebbe anche l’odore di naftalina, quello tipico dei corredi delle nonne, ma un ricamo centrale, un’icona spudoratamente contemporanea, provoca il cortocircuito estetico. Niente di artigianale nelle opere di Nordine Sajot per la mostra Ovni, a Casa Vuota, il filo che definisce i famosi loghi modificati è teso con modalità industriale e l’immagine è il fulcro della comunicazione globale, quella consumistica.

I messaggi inviati dall’artista francese usano i meccanismi seduttivi dell’offerta subdola e subliminale, come quella che viene nascosta nei candidi quadri monocromi e che si rivela al buio.

La vernice luminescente mostra le forme estrapolate dalle giocose note figure dei prodotti alimentari, una visione familiare che rende appetibile e innocuo un prodotto nocivo e indirizza le abitudini di acquisto verso la globalizzazione priva di riflessione etica.

Nordine Sajot attinge dalla propria esperienza, come creativa nell’ambito della comunicazione, e ne fa arte, nobilita all’eccesso, modifica il significante a favore del ribaltamento dei significati.

Le sue grandi fotografie, con effetto grandangolo, immergono in luoghi sacri, nelle cattedrali del consumo,  su cui appare lo slogan del possesso, un Habemus che divinizza i centri commerciali, qui privi di presenze umane e di loghi identitari.

Gli allegri e appetitosi giganteschi ortaggi sono i fittizi colorati oggetti del desiderio le cui dolenti incisioni sulla pelle rappresentano i segni di un percorso tutt’altro che sereno. L’occhio infine si posa su deliziose monete di un finto ceramico cioccolato bianco, le cialde sottili, segnate ognuna con un copyright uguale a quello che la Sajot ha tatuato sul proprio corpo, portano una preziosa pennellata dorata e sono custodite in un involucro che sembra invitare a goderne.

La confezione del dolciume viene completata da un’essenza, creata ad hoc, i cui sentori di cioccolata e arancia rendono l’allettante elisir della scultura olfattiva un ennesimo spunto di riflessione sui meccanismi ammalianti che ci circondano, gli stessi che diventano abitudini sociali condizionando le relazioni umane e la considerazione corporea.

Info mostra

  • Nordine Sajot | Ovni
  • a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo
  • Fino all’8 dicembre 2019
  • Casa Vuota
  • Via Maia, 12 – Roma
  • www.facebook.com/casavuotaroma –  392 891 8793
Graziella Melania Geraci

Graziella Melania Geraci

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