Le signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600

Muse ispiratrici, dee, Madonne: è questo il ruolo delle donne nell’arte?
A Palazzo Reale a Milano, la mostra Le signore dell’arte si propone proprio di rispondere a questa domanda, dimostrando come, già nel Rinascimento e nel Barocco, l’attività pittorica femminile abbia svolto un ruolo fondamentale nel panorama italiano.

È proprio in questo periodo storico, infatti, che iniziarono a concretizzarsi i presupposti socio-culturali che permisero alle donne di farsi spazio in quanto artiste e di affermarsi come tali, entrando in contatto con i grandi autori del tempo e ricevendo importanti committenze dai potenti, tanto che neanche Vasari poté fare a meno di riconoscerne il valore e di includerle all’interno delle sue Vite de’ più eccellenti pittori scultori et architettori.

Lavinia Fontana
Venere riceve l’omaggio di due amorini

 

La mostra, visitabile fino al 25 luglio, affronta una tematica sensibile e attualissima e si inserisce all’interno del palinsesto culturale I talenti delle donne, promosso dall’Assessorato della Cultura del Comune di Milano e volto a mettere in luce, in vari campi, l’opera delle grandi figure femminili italiane che la storia ha spesso lasciato all’ombra dei colleghi maschi, nel tentativo di fornire gli strumenti necessari per educare e sviluppare una società che sia sempre più paritaria.

Le sale del Palazzo ospitano più di 130 opere di 34 diverse artiste, provenienti da più di 67 diversi prestatori, fra cui le gallerie degli Uffizi, il Museo di Capodimonte, la Pinacoteca di Brera, il Castello Sforzesco, la Galleria nazionale dell’Umbria, la Galleria Borghese, i Musei Reali di Torino, la Pinacoteca nazionale di Bologna, il Museé des Beaux Arts di Marsiglia e il Muzeum Narodowe di Pozan.

Fra le 34 protagoniste, tutte accomunate da una forte emancipazione, a nomi celebri come Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Giovanna Garzoni e molti atri, si affiancano anche nuove scoperte come Claudia del Bufalo, nobile romana le cui opere saranno esposte per la prima volta.

Non solo: molte saranno anche le opere inedite. Fra queste vale la pena citare la Pala della Madonna dell’Itria di Sofonisba Anguissola, che la pittrice dipinse nel 1578 a Paternò, in Sicilia, in seguito alla morte del primo marito.

La tavola, donata alla chiesa di San Francesco, non aveva mai lasciato l’isola. Restaurata recentemente per l’occasione, riporta chiari tratti autobiografici: il volto della Madonna è quello di Sofonisba e sullo sfondo si vedono due navi, che alludono alla triste fine del marito, partito per mare e non sopravvissuto a un assalto di pirati. (Foto 1)

fig. 01 Sofonisba Anguissola Madonna dell’Itria, 1578-1579 Olio su tavola, 239,5×170 cm Paternò (Catania), parrocchia Santa Maria dell’Alto, chiesa dell’ex monastero della Santissima Annunziata. Crediti fotografici: Fotostudio Rapuzzi

L’importanza della memoria?

Inedita è anche la Maria Maddalena di Artemisia Gentileschi, parte della collezione Sursock, una famiglia aristocratica del Libano. L’opera si mostra particolarmente suggestiva perchè porta su di sé danni visibili, che ci riconducono alle tragedie umane: L’opera fu danneggiata durante l’esplosione al porto di Beirut del 4 agosto 2020 e non è stata ancora sottoposta a restauro.

La scelta di mostrarla nel suo stato di conservazione mi riporta alla memoria le tragedie umane e l’idea e la speranza, che il tempo può mettere riparo alle ingiustizie, cosa che accade all’opera citata, ricordata nello sfregio della tragedia e nel momento che verrà restaurata. Vi invito a cercarla all’interno dell’esposizione. (Foto 2)

fig. 02 Artemisia Gentileschi Maria Maddalena, 1630-1631. Olio su tela, 102×118 cm Beirut, Sursock Palace Collection

Le signore dell’arte, nel raccontare le vite di donne già straordinariamente moderne, ma con percorsi tanto diversi fra loro, mostra chiaramente come, in quei secoli, una intensissima attività pittorica femminile abbia investito l’Italia tutta, generando dipinti ricchi di pathos, eroismo e con forti connotazioni psicologiche.

In particolare, la mostra si concentra sul lato tecnico del lavoro di queste pittrici, così da evidenziare l’importanza del loro contributo nello sviluppo e nell’innovazione della pittura del tempo. (Foto 3, 4, 5, 6)

La mostra si sviluppa in cinque sezioni, tutte organizzate tenendo conto dei percorsi di formazione e dell’estrazione sociale delle artiste, ad eccezione dell’ultima, completamente dedicata ad Artemisia Gentileschi, celebre anche per via delle sue travagliate vicende biografiche: Le artiste del Vasari; Le artiste in convento; Storie di Famiglia; Le Accademiche; Artemisia Gentileschi “valente pittrice quanto non altra femmina”.

Di ogni autrice, le opere lasciano gridare il forte desiderio di emergere e di farsi imprenditrice di se stesse, di ricevere gratificazioni in virtù del proprio talento.

Non è un caso, dunque, se spesso i soggetti rappresentati siano eroine dell’antichità, prese come esempi di ribellione, come non è casuale il grande numero di autoritratti, chiaro desiderio di autoaffermazione artistica.

Perché è vero che le donne nell’arte sono state muse ispiratrici, sì, ma spesso proprio di loro stesse.

Info mostra

Roberto Civetta

Roberto Civetta

E’ Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. E’ Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

14 commenti

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  • Complimenti. La donna ha sempre avuto un ruolo primordiale nella società. Basti pensare semplicemente all’étiquette et le SAVOIR vivre “la galanterie’ dove tutto ruota intorno alla donna.

  • Grazie Daniele, mi fa molto piacere che l’articolo ispiri la visita. La mostra è splendida e visitarla è un privilegio.

  • Grazie Roberto per avermi incuriosita al punto da volerla visitare assolutamente. La mostra permette di sfatare la scomoda etichetta di artiate nell’ombra, misconosciute, a cui sono state precluse le tecniche artistiche e lo studio dell’anatomia che invece gli uomini potevano conoscere. Qui abbiamo importanti committenti e virtuosismi estetici incredibili.
    Immagino ci sarà un seguito: le donne nell’arte tra 700 e 800

  • Come sempre i tuoi racconti appassionati e coinvolgenti danno interessanti spunti di riflessione e non solo invogliano a visitare la Mostra o il luogo che descrivi ma riescono a trasportare il lettore nel luogo stesso. Se prima desideravo visitare questa mostra ora ancor di più! Complimenti, come sempre del resto, per il tuo amore verso l’arte e per il tuo sapere.

  • Grazie Vittoria, sono d’accordo con te augurandoci in futuro di vedere anche una mostra così bella con artiate dei secoli successivi.

  • Grazie Barbara, condividiamo gli stessi interessi e l’attenzione e il rispetto della bellezza dell’arte.

  • Molto bello l’articolo io non sono un critico d’arte ma condivido il tuo pensiero sulle donne nell’Arte. La cultura maschilista le ha sempre descritte come muse ispiratrici, ma in realtà loro sono donne moderne che hanno introdotto nell’Arte quel Pathos, tipicamente femminile, quell’eroismo , nella tecnica del lavoro che i pittori maschi più tardi hanno fatto proprio regalandoci capolavori inestimabili.
    Bravo Roberto

  • Notevole resoconto di questa mostra di Milano di Roberto Civetta. Egli dà nel suo commento la maggior parte di ciò che si deve ricordare di questa esposizione. Bisogna assolutamente vedere tutti questi capolavori dell’arte. GF