Per Italia a Palazzo, la rubrica che esplora le dimore storiche più belle della nostra penisola, raccontando l’architettura, i tesori e la storia delle famiglie che le hanno abitate, andiamo in Trentino Alto Adige, alla scoperta di uno dei palazzi più iconici della regione, il Castello del Buonconsiglio di Trento.

Credit: Gianni Giusto
Nei secoli fortezza, dimora di principi e caserma, il Castello del Buonconsiglio è oggi una importante sede museale che accoglie numerose collezioni d’arte, archeologia, fotografia, grafica, arti applicate, manoscritti, che raccontano vicende che viaggiano per un arco temporale che va dalla preistoria ai primi decenni del Novecento, legate non solo al territorio trentino, ma anche a terre lontane.
Le sue testimonianze, i cui primi nuclei si sono formati nel XIX secolo, nell’ambito del Museo Civico di Trento. La raccolta custodita dal 1924 dal Museo Nazionale, si è nel tempo ingrandita al punto tale, che quella che oggi si propone ai visitatori nelle sedi della rete museale, ben cinque, consta quasi 70.000 opere, che rappresentano quindi una risorsa fondamentale per la documentazione e lo studio delle vicende storiche e artistiche legate alla città di Trento e al territorio.
Il complesso architettonico presenta tre nuclei principali, costruiti in epoche diverse: il Castelvecchio, la Giunta Albertina e il Magno Palazzo. (foto 1, foto 2, foto 3)
Il primo e più antico è costituito dal Castelvecchio, residenza dei principi vescovi. L’edificio, nato come fortezza difensiva, mostra i segni che lo hanno trasformato in una elegante dimora, rintracciabili nello stile delle finestre che, da feritoie, diventano bifore di gusto romanico, poi finestre a croce guelfa e infine monofore ad arco gotico trilobato, dello stesso stile quattrocentesco che caratterizza anche l’elegante loggia veneziana del palazzo, affacciata sulla città e sul territorio.
Incantevole, con archetti trilobati sostenuti da colonne con capitelli tutti diversi fra loro, la loggia è decorata dalle raffigurazioni di vescovi trentini precedenti all’anno Mille e dalla solenne immagine di Carlo Magno realizzata da Marcello Fogolino in epoca rinascimentale, quale omaggio all’autorità imperiale. (foto 4, foto 5, foto 6)
Il nucleo più antico di questa prima parte del complesso è il mastio, noto in passato anche come Torre d’Augusto.
La possente torre, comune nei castelli medievali, si erge per un’altezza di oltre 40 metri, ha forma cilindrica e fu costruita in pietra locale nella prima metà del Duecento. Particolarmente suggestivo anche il cortile, su cui affaccia un loggiato decorato con affreschi con rigogliose ghirlande e animali esotici, purtroppo non del tutto conservati. (foto 7, foto 8, foto 9)
Collegamento formale tra il Castelvecchio e il Magno Palazzo, la Giunta Albertina rappresenta uno degli esempi più importanti del Barocco in Trentino.
Il corpo di fabbrica venne realizzato nel 1686 per ordine del principe vescovo Francesco Alberti Poja e le luminose sale del primo piano riportano affreschi, eseguiti dall’artista di corte Giuseppe Alberti dedicati a uno degli eventi più importanti della storia del Seicento, ovvero l’avanzata ottomana che vide l’assedio di Vienna e fu poi trionfalmente contrastata dagli Stati europei, come racconta il Trionfo della fede illustrato sul soffitto, accompagnato dalle vedute delle varie città liberate.
Le sale del piano superiore erano invece destinate alla sfera privata e conservano parte degli arredi di un tempo e la preziosa pavimentazione in maiolica alla “turchesca”, opera della manifattura bassanesca dei Manardi, risalente al 1688. (foto 10, foto 11, foto 12)
Il Magno Palazzo, eretto nel 1528 accanto al Castelvecchio, ha tutte le caratteristiche di una sontuosa residenza rinascimentale.
A volerla fu il principe vescovo Bernardo Cles, per celebrare il suo prestigio, desideroso di dimostrare che la sua corte fosse al pari delle altre importanti italiane. Al centro del soffitto della stanza che fa da ingresso principale al complesso, infatti, svetta lo stemma del committente con leoni rampanti bianco e rosso e, nelle lunette, una serie di stucchi di Divinità dell’Olimpo sono opera del celebratissimo Dosso Dossi.
La mano dello stesso artista è attestata anche nelle decorazioni delle altre stanze meravigliose che si susseguono all’interno del palazzo. Davvero suggestiva è la Stua de le Figure – il termine “stua”, ovvero “stube” indica la presenza nella stanza di una stufa -, il cui soffitto venne interamente eseguito in terracotta da Zaccaria Zacchi nel 1532.
Al centro del complesso, il Cortile dei Leoni – così chiamato per la fontana rinascimentale con leoni in pietra, allusivi allo stemma clesiano – si apre come un giardino segreto, tranquillo, un tempo riservato alla corte. Il giardino vero e proprio, invece, grazie ai restauri effettuati nel primo Novecento, è stato ricostruito sulla base delle fonti rinascimentali, tornando a essere un luogo di svago, con una ricercata varietà di piante. (foto 13, foto 14, foto 15)
Il vero fulcro del Magno Palazzo è però la Loggia, dove tutti gli altri spazi trovano un punto di comune dialogo. Capolavoro del pittore bresciano Girolamo Romanino, questa presenta un ricchissimo programma decorativo che alterna scene bibliche, mitologiche e della storia di Roma, con l’obiettivo di celebrare l’identità del principe rinascimentale quale grande umanista. (foto 16, foto 17)
Fra le meraviglie del complesso del Castello del Buonconsiglio vale la pena menzionare anche la Torre Aquila, un’antica porta-torre cittadina, collegata al complesso attraverso il camminamento di ronda delle mura.
Al suo interno si tra uno dei più importanti capolavori gotici di tutto il mondo: il Ciclo dei Mesi, dipinto da un artista boemo su richiesta del principe vescovo Georg von Lichtenstein intorno al 1400. (foto 18, foto 19)
In seguito alla fine del principato vescovile, nel 1803, il castello divenne una caserma. Solo nel 1924, in seguito a lavori di restauro, divenne una sede museale quale è ancora oggi, che rappresenta il polo principale di una rete di cinque castelli fra i più prestigiosi di tutto il Trentino: il Castello di Stenico, il Castel Beseno, il Castel Thun e il Castel Caldes.
Castello del Buonconsiglio
- Via Bernardo Clesio, 5 – 38122, Trento
- Orari: il Castello è chiuso tutti i lunedì; durante gli altri giorni della settimana, è aperto dalle ore 9.30 alle ore 17.00. L’ultimo ingresso è previsto mezz’ora prima della chiusura del Museo, anche se per effettuare una visita completa è indicato che siano necessari almeno 90 minuti.
- Contatti e info: info@buonconsiglio.it Tel: + 39 0461 233770
Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.




















