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La Roma della Repubblica. Il racconto dell’archeologia – Musei Capitolini

di Roberto Civetta

I Musei Capitolini ospiteranno nelle sale di Palazzo Caffarelli la mostra La Roma della Repubblica. Il racconto dell’archeologia fino al 24 settembre 2023.

A cura di Isabella Damiani e Claudio Parisi Presicce (Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali ), e promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione Zètema Progetto Cultura, la mostra rappresenta il secondo capitolo del ciclo Il Racconto dell’Archeologia– iniziato nel 2018 con La Roma dei Re –, basato sulle preziose collezioni comunali custodite nei magazzini e nei musei della Sovrintendenza.

In linea con questo tema, l’esposizione si concentra soprattutto sul contesto archeologico e ricostruisce, con metodi di indagine tradizionali e tecniche innovative, la società romana dalla nascita della Repubblica fino all’Impero, soffermandosi sulle trasformazioni che questa ha avuto nell’arco di quei cinque secoli. (foto 1, foto 2, foto 3, foto 4)

Sono esposte, articolate in tre sezioni, circa 1800 opere, un numero impressionante di cui la maggior parte solitamente non esposta al pubblico e questo è un pregio e un valore aggiunto che questa mostra offre. Fra queste, vengono esibite per la prima volta, dopo essere state restaurate, molte di quelle conservate nell’Antiquarium, a cui si aggiungono altre provenienti dalla Centrale Montemartini, come l’urna in marmo dall’Esquilino, la scultura di capro in bronzo da via Magenta e i resti di un affresco dalla cd. Tomba Arieti. (foto 5) Dal Campidoglio giunge invece una selezione di ritratti di età tardo-repubblicana, in parte esposti ai Musei Capitolini.

La sezione più consistente della mostra è dedicata ai resti archeologici degli edifici templari sul Campidoglio e nel Campo Marzio. Fra questi, di grande impatto sono le lastre di rivestimento di Largo Argentina (seconda metà IV sec. a.C.-metà I sec. a.C.), ricostruite con i loro colori originali, ma anche il frontone di età repubblicana del Tempio di Giove Ottimo Massimo e tracce provenienti dai depositi votivi, su cui ci si vuole concentrare per valorizzare l’aspetto della devozione popolare, spesso non trattato. (foto 6, foto 7) Inoltre, grazie a importanti studi, viene proposta la Triade Capitolina, Giove, Giunone e Minerva, esempio di coroplastica databile al I secolo a.C. (foto 8)

Dopo aver indagato gli edifici sacri, ci si occupa poi dei palazzi e delle infrastrutture urbane, con testimonianze archeologiche sulle modalità di approvvigionamento idrico prima della diffusione degli acquedotti, fatto attraverso vari pozzi ai margini dei colli.

Un’altra sezione è dedicata al tema della produzione e del commercio. Si racconta l’artigianato di qualità, sviluppatosi nel corso del IV e III secolo con nuove tecniche, fra cui quella dello stampo, che diventa particolarmente importante nella realizzazione di particolari oggetti votivi.

Infine, un’ultima sezione è dedicata agli oggetti legati all’identità e al prestigio sociale, in cui aristocrazia e famiglie emergenti trovavano mezzi di autocelebrazione. Fra questi vale la pena di nominare le decorazioni ad affresco della tomba Arieti all’Esquilino e i gruppi scultorei da Campo Verano, che sono ottima testimonianza dello status dei defunti. (foto 9, foto 10)

La mostra, che porta con se un ampio e approfondito progetto di studio e di ricerca scientifica mi ha appassionato molto per qualità e quantità delle opere, per la completezza delle informazioni che restituisce, e per l’evidente enorme impegno messo da tutti coloro i quali hanno partecipato alla realizzazione dell’esposizione riuscendo in un periodo come questo, non affatto semplice, a fare in modo che le opere nascoste siano finalmente visibili e apprezzabili dal pubblico.

Info mostra La Roma della Repubblica. Il racconto dell’archeologia

  • 13 gennaio-24 settembre 2023
  • Musei Capitolini, Palazzo Caffarelli, Sale al terzo piano
  • Piazza del Campidoglio,1 – 00186, Roma
  • Orari:  tutti i giorni dalle 9:30 alle 19:30, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.
  • Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) – www.museiincomune.it
immagine per Roberto Civetta
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Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.

Una risposta

  1. Mostra decisamente interessante, soprattutto, come ben dice l’autore dell’articolo, per la volontà di rendere fruibili reperti ed opere poco note se non addirittura mai viste dal grande pubblico. Conto di andare a vederla quanto prima.

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