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La difesa della bellezza. Sardegna archeologica #3

di Roberto Civetta

Dopo esserci immersi fra le meraviglie della bellezza in Sardegna nel nostro primo articolo, proseguendo raccontando del sito archeologico di Tharros, il nostro viaggio nell’isola continua e fa tappa a Nora, importante centro in età fenicia, punica e romana, situato sulla penisola a sud-ovest del golfo di Cagliari. (foto 1, 2)

Indicata come “la più antica città della Sardegna” dalle fonti letterarie, Nora sarebbe stata fondata – secondo il mito – dall’ecista eponimo Norace, ma le sue testimonianze più antiche risalgono alla fine del VII sec. a. C. e mostrano la presenza di un insediamento emporico fenicio: buche di palo per tende o strutture provvisorie sono infatti state recentemente rinvenute nella parte orientale della penisola, lasciando credere che il centro fosse molto frequentato dai mercanti e che fosse un punto privilegiato all’interno della rete commerciale che si era venuta a creare al tempo.

Sappiamo ormai però che i centri dell’isola iniziarono a cambiare il loro assetto urbano soprattutto con l’arrivo dei Cartaginesi, e Nora non fa eccezione.

È in età punica, infatti, che si creò un vero e proprio quartiere di magazzini e abitazioni e si vide la monumentalizzazione del tessuto urbano, con la costruzione del Tempio di Tanit e delle aree sacre del Castellazzo e di Sa Punta ‘e su Coloru, dove sarebbe sorto il Santuario di Esculapio. (foto 3)

Foto 3: Resti del Santuario di Esculapio Credit: Lucio Bove

Con l’arrivo dei romani e l’istituzione della provincia di Sardinia et Corsica, nel 227 a. C, Nora ottenne un ruolo politico-amministrativo importante.

A dimostrarlo vi sono molte didramme d’argento, ritrovate nel contesto del Tempio Romano (foto 4, 5) e associate a una maschera in terracotta: probabilmente un atto di devozione nei confronti di un qualche personaggio di rilievo. Non solo: sappiamo che alla metà del I sec. a. C. fu promossa a municipium civium Romanorum, diventando importante tanto quanto Cagliari, e che fu citata anche da Cicerone, nella Pro Scauro.

Appartiene all’età repubblicana la costruzione del foro, eretto tra il Colle di Tanit e il promontorio del Coltellazzo, in piena area abitata e quindi a scapito di magazzini arcaici.

La monumentalizzazione di Nora continuò anche in età imperiale, di cui è importante ricordare il teatro in muratura eretto nella zona del foro, capiente circa 1100-1200 posti e unico nel suo genere in tutta la Sardegna.

(foto 6, 7)

L’edificio, però, non è il solo dedicato agli spettacoli: all’ingresso dell’abitato, infatti, all’inizio del XX sec. è stato scoperto anche un piccolo anfiteatro, e questo rende Nora l’unica città munita di ben due luoghi del genere.

È sotto i Severi e nei decenni successivi che Nora visse la sua età più florida, vedendo un grande sviluppo della produzione artistica e importanti interventi di edificazione.

Furono lastricate le strade, costruito l’acquedotto pubblico, il Tempio romano sulle pendici sud-orientali del colle di Tanit e furono costruite tre diverse terme: le Terme centrali, le Terme a mare e le Piccole terme, forse private.

Il settore più rinnovato fu quello nord-occidentale, grazie alla costruzione del macellum/horreum, un grande complesso commerciale e abitativo, che avrebbe continuato ad ampliarsi anche nei secoli successivi. (foto 8, 9)

Se la conquista vandala non portò troppi cambiamenti, l’età bizantina – a partire dal VI sec. – fece cambiare volto a Nora. La rete viaria cadde in rovina e molti edifici furono sacrificati per far spazio a strutture difensive. Fra questi, le Terme a mare. (foto 10, 11)

In questo periodo, sappiamo che la densità abitativa della città doveva essere ormai di molto inferiore rispetto ai secoli precedenti e, nonostante non si abbiano molti dettagli sugli ultimi anni di Nora, prima che fosse abbandonata, è facile ipotizzare che, col crollo delle sue strutture difensive – l’ultimo edificio a cadere è probabilmente stata la fortezza delle Terme, durante un incendio fra la fine del VII e l’VIII sec. d. C. –, il centro divenne facile preda delle incursioni arabe.

Oggi gestito dalle società cooperative “La Memoria Storica” e “Semata”, il sito archeologico di Nora è aperto tutto l’anno e vi aspetta.

Area archeologica di Nora. Credit: Roberto Civetta

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Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.

Una risposta

  1. Complimenti Roberto Civetta. Bellissimo articolo sulla meravigliosa Nora, conosciuta anche come località dove venne Martirizzato il nostro Sant’Efisio….. Grazie per l’ interesse che dimostri per la Sardegna.

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