Può l’arte trasformare un sogno in realtà?
Inseguendo una libellula sul prato, facendo i conti con il passato e ringraziando l’archeologia e i secoli a venire – che la storia dell’arte ci permette di conoscere viaggiando liberamente nel tempo –, come per incanto ci si ritrova nel moderno e nel contemporaneo.
Passeggiando per il Giardino dei Tarocchi si direbbe proprio che Niki de Saint Phalle pseudonimo di Catherine-Marie-Agnès Fal de Saint Phalle: Neuilly-sur-Seine, 1930 – San Diego, 2002) sia riuscita a realizzare il nostro interrogativo iniziale, dando vita a un luogo unico e magico, direttamente tratto dalla sua immaginazione in ogni minimo dettaglio.
Fortemente ispirata dal Parc Guell di Gaudì, dal Palais idéal di Ferdinand Cheval e dai Watts Towers di Simon Rodia, che aveva avuto modo di visitare negli anni Sessanta, durante i suoi viaggi, l’artista franco-statunitense decise che avrebbe costruito un suo personale giardino, che avrebbe ospitato opere personalissime ed emblematiche della sua arte. Perché il suo sogno si potesse concretizzare, risultò fondamentale l’amicizia con Marella Caracciolo Agnelli, che aveva conosciuto a New York negli anni Cinquanta.
Furono infatti i fratelli di lei, Carlo e Nicola, a donare a Niki un terreno a Gravicchio, vicino Capalbio (GR), in Toscana, che nel 1978 fu pulito e disboscato, così da essere pronto l’anno successivo alla costruzione delle opere. Prese così vita il sogno magico e spirituale dell’artista.
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Ph: Marco Furiozzi
Alla progettazione del giardino e alle grandi sculture raffiguranti gli Arcani Maggiori dei tarocchi – da cui il nome del parco – Niki lavorò incessantemente per vent’anni, avvalendosi della collaborazione di suo marito, Jean Tinguely, e di importanti artisti suoi conoscenti, come Rico Weber, Riccardo Menon – in memoria del quale, morto di AIDS nel 1989, fu realizzata la statua del Gatto – Pierre Marie Lejeune, Dok van Winsen, Tonino Urtis, Gérard Haligon, Marco Iacotonio e Marcello Zitelli. Non solo: numerosi furono anche gli abitanti del luogo che vollero partecipare alla realizzazione del giardino. In particolare, importante fu l’aiuto di Ugo Celletti, che vale la pena ricordare attraverso le parole della stessa Niki, che dimostrano lo stretto legame e il bel rapporto di fiducia e scambio fra l’artista e gli abitanti:
“Poi arrivò Ugo, il postino, che cominciò facendo delle stradine di pietra, per poi salire in grado e posare sulle strutture d’acciaio reticoli di fil di ferro destinati a sostenere il cemento. Più tardi Ugo mi chiese di metterlo alla prova nel disporre i pezzetti di specchio sulle sculture. Divenne un vero poeta in questa arte. Aveva sempre paura che un giorno non ci sarebbe stato più lavoro per lui. Io feci la solenne promessa che ci sarebbe stato sempre qualcosa di nuovo da fare ogni anno, e se io avessi mancato di idee avrei fatto fare una tale muraglia cinese intorno al giardino che ci sarebbero volute parecchie generazioni per completarla”. (foto 2)

Ph: Marco Furiozzi
Delle grandi sculture, realizzate in acciaio e cemento e rivestite da specchi, vetri e ceramiche colorate, il primo gruppo ad essere realizzato fu quello della Papessa – rappresentativa di creatività e forza femminile – del Mago e dell’Imperatrice (La Sfinge). Quest’ultima, dalle dimensioni davvero considerevoli, dal 1983 sarà per sette anni anche atelier e abitazione dei Niki, che vi si trasferirà per seguire al meglio lo svolgimento dei lavori – e dirà di “vivere nel Grembo di sua Madre”.
(foto 3)

Ph: Marco Furiozzi
A metà degli anni Ottanta, con il progetto in ottimo stato di avanzamento, l’artista decise di acquistare alcuni forni di cottura, così da produrre in sede tutte le ceramiche di cui aveva bisogno e portare avanti, contemporaneamente, più lavori allo stesso tempo. L’artista si trasferirà poi a Parigi, continuando a lavorare e a produrre sculture di dimensioni minori, rispetto alle precedenti, fra cui, per esempio, la Morte, l’Eremita, il Folle e l’Impiccato.
Mentre alla progettazione di nuove opere si affiancava l’ultimarsi delle precedenti, nel giardino sarà costruito anche un loft in stile newyorkese, dove l’artista potrà tornare a lavorare e a vivere, per non abitare più l’interno dell’Imperatrice.
Il 15 maggio 1998, finalmente, il Giardino fu ufficialmente inaugurato al pubblico. L’anno precedente era nata a Roma la Fondazione Il Giardino dei Tarocchi, riconosciuta poi dalla Regione Toscana nel 2002.
(foto 4)

Ph: Marco Furiozzi
Nel rispetto delle ultime volontà della sua ideatrice, la progettazione del giardino ebbe fine con la sua dipartita, il 21 maggio 2002. Attraversarlo, ad oggi, significa entrare nel sogno di Niki e nella sua fervida immaginazione, per vederla concretizzarsi sotto ai nostri occhi. Vent’anni di lavoro hanno permesso che si creasse un’atmosfera onirica e surreale in cui immergersi facendo caso anche ai più piccoli dettagli, che non sono mai lasciati al caso, ma ragionati con impegno da ogni singolo collaboratore; dice ancora Niki de Saint Phalle, così come si può leggere sul sito ufficiale del Giardino dei Tarocchi:
“Noi tutti condividiamo un immenso entusiasmo per il giardino e siamo diventati come una famiglia. Io ho deciso di rispettare l’habitat naturale della regione. Il dialogo tra natura e sculture è una parte molto importante del giardino”.
Il giardino è visitabile, con prenotazione obbligatoria, dal primo aprile al 15 ottobre, dalle 14:30 alle 19:30. È possibile prenotare visite anche nei mesi di marzo e novembre, dalle 8:00 alle 16:00, con eccezione dei sabati e delle domeniche.
(foto 5)

Ph: Marco Furiozzi
È proprio il caso di dire che possiamo concederci un sogno ad occhi aperti!
Info
- Giardino dei Tarocchi
- Loc. Garavicchio, Pescia Fiorentina, Capalbio (Grosseto), ITALIA
- Fax: 0564/895700 – Phone: 0564/895122 – Email: tarotg@tin.it
- www.giardinodeitarocchi.it

Ph: Marco Furiozzi
Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.










Una risposta
Bellissimo articolo. Grazie