Fino all’11 maggio 2025, al Palazzo Mazzetti di Asti saranno esposte le creazioni di uno degli artisti grafici più importanti e amati di sempre: Maurits Cornelis Escher.
Del maestro olandese, nato nel 1898 a Leeuwarden, la mostra ripercorre l’intera carriera artistica attraverso oltre cento opere, fra le quali alcuni dei suoi maggiori e più celebri capolavori, come Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939), Giorno e notte (1938) e la serie degli Emblemata.

Litografia, 25,3×33,9 cm
Collezione Maurits, Italia
All M.C. Escher works © 2024 The M.C. Escher Company, The Netherlands.
All rights reserved
www.mcescher.com
Lungo il percorso espositivo, fatto di otto diverse sezioni, l’esposizione di Asti vuole raccontare i temi e le suggestioni che hanno reso unico lo stile dell’artista, capace di trasportare gli spettatori in dimensioni immaginifiche come nessun altro.
Temi geometrici, intuizioni matematiche, paradossi logici: grazie a queste sue riflessioni, Escher è stato capace di influenzare non solo il mondo dell’arte, ma anche quello del design e della pubblicità, proponendo una sfida e un radicale cambiamento nel regno della percezione. (foto 1, foto 2)
La prima sezione, Gli inizi, riguarda gli esordi di Escher, vicini al movimento dell’Art Nouveau olandese di cui Samuel Jessurun de Mesquita, suo maestro alla Scuola di Architettura e Arti Decorative di Haarlem, era uno dei maggiori esponenti.
Fu proprio lui ad esortarlo a diventare grafico. Gli ornamenti decorativi ispirati ai soggetti naturali, per cui Escher aveva sempre dimostrato interesse, portarono alla realizzazione di numerose stampe raffiguranti fiori e insetti e ai tanti disegni che realizzò durante il suo viaggio in Italia dal 1922 al 1935: monumenti, paesaggi, flora e fauna osservati meticolosamente e poi trasformati, al suo ritorno in studio, in opere grafiche caratterizzate da prospettive insolite.
Si trovano in questa sezione anche gli Emblemata dat zijn zinne-beelden (ossia XXIV Emblemi, con massime in versi). (foto 3, foto 4)
La seconda sezione si concentra sul soggiorno italiano del maestro, stabilitosi a Roma nel 1923.
Qui strinse una profonda amicizia con Joseph Haas Triverio, grafico svizzero che lo introdusse nel giro delle gallerie d’arte e lo accompagnò nei molti viaggi in giro per la penisola – in particolare a Venezia, in Toscana, in Abruzzo, Calabria e Sicilia – durante i quali gli studi di Escher sul paesaggio si concentrarono sulle strutture geometriche dei panorami e degli elementi naturali.
Quelli italiani furono anni davvero felici per l’artista, ma ebbero fine nel 1935 quando, in seguito all’inasprirsi del regime fascista, decise di trasferirsi in Svizzera. (foto 5, foto 6)
Tassellature, la terza sezione, si concentra su un momento davvero fondamentale della carriera di Escher: dopo aver lasciato l’Italia, durante il suo secondo soggiorno in Spagna, l’artista visitò nuovamente l’Alhambra e rimase estremamente colpito dalle sue elaborate decorazioni geometriche in stile moresco.
Iniziò dunque a interessarsi alle tassellature, ossia ai modi di suddividere il piano con una o più figure ripetute infinitamente, senza sovrapposizioni e senza lasciare spazi vuoti.
Creò un catalogo di 137 acquerelli che divennero un tratto distintivo della sua produzione: è da questo momento, infatti, che Escher inizierà a dedicarsi soprattutto alla rappresentazione di scene astratte, paradossali e illusorie.
Su questa scia, la quarta sezione si intitola Metamorfosi, un tema che il maestro iniziò ad affrontare nel 1937, creando mondi in cui diverse figure danno vita alla trasformazione di se stesse. (foto 7, foto 8)
Nella quinta sezione si affronta invece il tema dell’organizzazione dello spazio compositivo.
Il crescente interesse di Escher per la matematica e la geometria si concentrerà soprattutto su sfere, superfici riflettenti, topologiche e solidi geometrici, allontanandosi sempre più dalla rappresentazione euclidea dello spazio, in favore di paradossi e illusioni ottiche.
Non a caso, la sezione successiva affronta i Paradossi geometrici e la ricerca dell’artista sulle strutture impossibili, le illusioni ottiche e la rappresentazione dell’infinito. (foto 9, foto 10)
La settima sezione è dedicata ai lavori svolti da Escher su commissione in qualità di grafico e contiene opere di vario genere – dagli ex libris ai biglietti di auguri.
L’ultima, invece, dal titolo Eschermania, si concentra sulla popolarità che ha investito l’artista soprattutto a partire dagli anni Cinquanta e poi Sessanta – quando il movimento hippy, soprattutto negli Stati Uniti, si appropriò di alcune sue opere, riproducendole su poster e magliette in chiave psichedelica – , mostrando come egli sia riuscito ad essere sempre contemporaneo col passare del tempo e fino ad arrivare ai giorni nostri, grazie alla sua visione innovativa e all’uso di un linguaggio capace di influenzare e ispirare ogni generazione, in una vasta gamma di settori. (foto 11, foto 12)
Visitare questa mostra significa avvicinarsi a un artista che ha davvero cambiato il corso della storia dell’arte, influenzando percorsi nel campo della musica, del cinema e della pubblicità.
Trovarsi davanti a capolavori di una simile portata ci permette di scrutarne i dettagli, accostandosi alle tecniche e ai materiali utilizzati per la loro realizzazione: in un certo senso, usciremo da Palazzo Mazzetti con la sensazione di aver incontrato e ascoltato questo grande maestro.
Info mostra Escher
- 16 novembre 2024 – 11 maggio 2025
- Palazzo Mazzetti – Corso Vittorio Alfieri, 357 – Asti
- Orari: Lunedì – domenica 10.00/19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
- Contatti: +39 0141 530 403; +39 388 164 09 15
- www.museidiasti.com | www.arthemisia.it
- info@fondazioneastimusei.it | prenotazioni@fondazioneastimusei.it
Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.
- Roberto Civetta
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