Palazzo e Galleria Colonna, Roma

Sono i secoli che rendono preziosa una dimora storica? Con Italia a Palazzo poniamo la domanda e iniziamo un viaggio: nella storia e nella cultura alla scoperta delle architetture italiane e di ciò che esse contengono, realizzate dai più importanti artisti al mondo; oggi ci raccontano il loro vissuto, le famiglie nobiliari ad esse legati, le loro trasformazioni, la storia delle loro collezioni d’arte.

La commistione di linguaggi dovuta al passaggio nel tempo di chi le dimore le ha abitate, ci riporta subito alla mente che anche a seconda delle vicende storiche, del gusto dell’epoca e dell’importanza dei proprietari, i Palazzi si modificavano sovrapponendo diversi stili architettonici.

Anche il cambio di destinazione d’uso nel corso delle vicissitudini storiche ha modificato numerosi ambienti, dai più usuali come la conversione a nuovi impieghi ad altri più complessi come la vendita di parte di proprietà.

Lungo tutta la Penisola, in ogni città, paese o borgo troviamo testimonianze del passaggio delle famiglie locali più in vista, nomi e casati che hanno legato il proprio nome a importanti committenze artistiche, anche in luce degli accadimenti storici e dei giochi di potere che avvenivano a quei tempi; realtà che hanno contribuito a modificare gli stessi paesaggi naturali italiani, imprimendo nuovi assetti antropizzati ancora visibili oggi.

Il castello che domina un borgo, il podere che si estende per ettari attorno a una villa suburbana, il palazzo cittadino che funge da quinta urbana di una rinomata piazza.

Alcuni di questi edifici sono stati oggetto di abbandono, di dispersione delle ricche collezioni d’opere d’arte che contenevano, finanche di vendite a seguito dell’estinzione del ramo familiare che aveva per secoli fatto prosperare questo o quel palazzo.

La storia ha fatto il suo corso, e l’intervento Statale ha permesso l’acquisizione e la conservazione di numerosi patrimoni, convertendo gli edifici in musei e gallerie, ma in altri, numerosi, casi questi Palazzi sono ancora abitati.

Mi pregio di raccontarvi la storia e la realtà attuale di uno dei monumentali palazzi principeschi di Roma, Palazzo Colonna.

E sicuramente utile conoscere le origini, le opere d’arte sia degli edifici che le opere mobili in esso conservate, e le interessanti vicende di chi nei secoli vi abitò.

Varcando la soglia del Palazzo e Galleria Colonna uno dei più grandi e antichi palazzi privati di Roma, si ottiene immediato quel godimento estetico, frutto dell’ammirazione rivolta alle decorazioni parietali, agli affreschi, alle opere mobili e agli arredi antichi.

Accorgendosi dell’unità della spazialità nelle differenze di tipologia dei materiali costitutivi e di composizione visiva che accoglie l’ospite, ci si ritrova immersi nella bellezza e nella cultura. (Foto 1)

Foto 1 – Esterno edificio Palazzo Colonna

Il palazzo costruito a partire dal XIV secolo, nel periodo del “risorgimento civile” di Roma quando la città torna ad espandersi avviandosi allo splendore del Rinascimento, per volere della famiglia Colonna, che vi risiede stabilmente da sette secoli ha visto sovrapporsi stili architettonici e artisti impegnati nella realizzazione di quella che potremmo definire la bellezza dell’arte – il momento nella quale si crea – fino a raggiungere altissimi livelli apprezzabili percorrendo uno dopo l’altro i preziosi saloni monumentali delle diverse ali che lo compongono.

È nell’originaria costruzione trecentesca e trascorsi due secoli che il Palazzo assumeva forma di una vera e propria fortezza. Oddone Colonna, eletto papa l’11 novembre 1417 e assunto il nome di Martino V, destina il Palazzo a Sede Pontificia e vi abita dal 1420 al 1431, anno della morte.

A quel tempo la città di Roma versava in condizioni rovinose dopo il tormentato periodo della cattività avignonese e dello scisma d’occidente; papa Martino V pianifica e realizza in dieci anni un grande piano di rinascita culturale, urbana e amministrativa della città.

Nel 1527, anno nel quale l’espansione della città sembrava soffocarsi nel vedersi morire durante il sacco di Roma ad opera delle truppe dell’Imperatore Carlo V, Palazzo Colonna è tra i pochi edifici che non vengono dati alle fiamme grazie ai buoni rapporti della famiglia con l’Impero, posizione che gli permette di offrire rifugio sicuro ad oltre tremila cittadini romani.

Nel secolo XVII il Palazzo assume la veste di un grande palazzo barocco per volere di tre generazioni di famiglia, i cui principali esponenti sono Filippo I, il Cardinale Girolamo I e Lorenzo Onofrio, che si affidano ad architetti e artisti di grande competenza e notorietà, tra i quali si annovera: la consulenza Gian Lorenzo Bernini, Antonio del Grande, Carlo Fontana, Paolo Schor e molti altri.

Di quest’epoca è anche la costruzione della splendida e maestosa Galleria Colonna, che si affaccia per 76 metri su Via IV novembre; autentico gioiello del barocco romano, è oggi visitabile al pubblico, con gli appartamenti più rappresentativi e di maggior pregio artistico del Palazzo, che ospitano le Collezioni Artistiche di famiglia, notificate e vincolate dal fidecommisso del 1800, ove si possono ammirare capolavori di eccellenza assoluta ad opera dei maggiori artisti italiani e stranieri che la sola Galleria annovera fra il XIV e il XVIII; nell’appartamento P.ssa Isabelle ci sono opere di pregio anche del XIX secolo, fino a giungere ai ritratti del XX secolo (don Marcatonio Colonna di Siviero del 1947 e P.ssa Isabelle di Juan Antonio Morales firmato e datato 1974. (Foto 2)

immagine per palazzo colonna roma
Foto 2 – La Sala Grande della Galleria Colonna Foto: courtesy Galleria Colonna

Se si pensa all’utilizzo dei materiali preziosi, grazie ai quali l’arte resiste maggiormente, senza esclusione di colpi a favore della conservazione, favorita dalla nobile famiglia Colonna e dalla direttrice della Galleria, Patrizia Piergiovanni, attenta studiosa e preziosa portavoce di cultura, non si può non riflettere sull’importanza del ruolo di chi sostiene l’arte affinché sia tramandata nei secoli.

Gli ambienti monumentali della Galleria furono commissionati a metà Seicento dal Cardinale Girolamo I Colonna e dal nipote Lorenzo Onofrio Colonna per poi essere inaugurati dal figlio di Lorenzo Onofrio, Filippo II, nel 1700; tra tutti i vani spicca la Sala Grande, sala di rappresentanza per celebrare la vittoria della flotta cristiana sui turchi alla battaglia di Lepanto del 1571; il comandante della flotta pontificia era Marcantonio II Colonna, antenato raffigurato sulle volte della Sala Grande e della Sala della Colonna Bellica e della Sala dei Paesaggi (foto 3-4-5)

Questi spazi sono un vero tripudio di statue antiche, marmi e rivestimenti dorati, mentre sulle pareti corrono le impressionanti decorazioni parietali e quadri della collezione; Pinturicchio, Cosmè Tura, Carracci, Guido Reni, Tintoretto, Salvator Rosa, Jacopo Tintoretto, Bronzino, Guercino, Veronese, Vanvitelli Pomarancio e Pieter Mulier detto, Cavalier Tempesta e molti altri ancora che fanno perdere piacevolmente la testa agli ospiti. (foto 6)

Sopra quattro consolle troviamo altrettante grandi specchiere dipinte da Mario dei Fiori, Giovanni Stanchi e Carlo Maratta, strategicamente poste tra le ampie finestrature in modo che lo spazio risulti ulteriormente dilatato. (foto 7)

Ogni successiva sala presenta opere d’arti che catturano senza sosta la nostra attenzione; Il Mangiafagioli di Annibale Carracci nella Sala dell’Apoteosi di Martino V (foto 8).

Foto 8 – Sala dell’Apoteosi di Martino V Foto: courtesy Galleria Colonna

 

La riconciliazione di Esaù con Giacobbe di Peter Paul Rubens nella Sala dell’Arazzo, la Sala della Cappella con la Resurrezione di Cristo e di alcuni esponenti della famiglia Colonna alla fine dei tempi di Pietro da Cortona o la Sala dei Primitivi contenente il maestoso arazzo francese dei primi del Seicento con la preziosa trama tessuta con filo d’oro, anch’esso di manifattura parigina, raffigurante la Regina Artemisia che assiste alla lezione di equitazione del figlio, il principe Lygdamis.

Come non citare anche il Padiglione Pio, dedicato alla principessa Donna Sveva Colonna (1912-1999), (foto 9) sposata nel 1932 con il principe spagnolo Don Alfonso Pio Falcò (1903-1967): all’età di 25 anni venne ritratta davanti alla villa del marito a Imbersago dal pittore spagnolo Ignacio Zoloaga (1870-1945), tela che cattura l’attenzione dei visitatori per i colori vivaci e il cangiante abito indossato dalla Principessa.

All’interno del Padiglione troviamo la Sala della Cornucopia con i quattro arazzi francesi, manifattura dei Gobelins, sono stati tessuti a Parigi nel XVII, la Sala del Baldacchino e la Sala delle Maioliche; in quest’ultimo ambiente, davanti a un’ampia specchiera, si trova il busto bronzeo di Sveva Colonna Pio, opera di Antonio Berti del 1939, ieratica figura posta sopra un rocco di colonna nero.

La splendida sala della Fontana che prende il nome da una fontana con base di età romana e bacino del ‘400 (foto 10) che presenta una splendida volta affrescata da Bernardino di Betto detto Pinturicchio a quel tempo questa parte del Palazzo era abitata da Giuliano della Rovere divenuto poi Papa con il nome di Giulio II.

Le decorazioni parietali furono completate nel 600 da Crescenzo Onofri; nella Sala vi rimane conservato il pavimento originale “alla Veneziana” e il coccodrillo in porfido che decorava il Tempio di Serapide, vestigia romana sulla quale sorse il Palazzo Colonna.

La Sala del Tempesta così chiamata per le marine e linee architettoniche che decorano la sala eseguite da Pieter Mulier, detto Cavalier Tempesta con vascelli e Telamoni ad opera di Giovanni Battista Magni detto Modanino, (foto 11) e conserva il soffitto con le grottesche cinquecentesche del Pomarancio con a centro lo stemma del Colonna e Turchi sottomessi e le decorazioni parietali (foto 12)

Lungo le pendici del colle Quirinale si trovano i giardini del Palazzo; (foto 13) intorno al 1710, Filippo II Colonna (1663-1714) fece edificare dall’architetto Alessandro Specchi i ponti di collegamento che permettono un passaggio in quota sopra l’attuale via della Pilotta direttamente dal piano nobile.

immagine per i Giardini di Palazzo Colonna Foto: Roberto Civetta
Foto 13 – Giardini di Palazzo Colonna Foto: Roberto Civetta

 

L’ampio giardino, proprietà della famiglia già dal XIII secolo, accoglie i visitatori con l’edicola progettata dallo Specchi; al centro c’è Marcantonio II Colonna, vincitore della Battaglia di Lepanto, e ai lati Fabrizio e Prospero Colonna.

Il Cardinale Ascanio Colonna (1560-1608) promosse la sistemazione dei terrazzamenti della collina e l’edificazione del grande ninfeo con la mostra d’acqua su progetto dell’architetto Girolamo Rainaldi. (foto 14-15)

C’è moltissimo altro da scoprire nel prestigioso Palazzo Colonna, vero scrigno d’arte del centro storico di Roma: visitandolo, ben si percepisce il legame indissolubile della famiglia con la città, che va otre le mode e vola nel tempo.

Info

Roberto Civetta

Roberto Civetta

E’ Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. E’ Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

12 commenti

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  • L’articolo di Roberto Civetta rende giustizia a Palazzo Colonna, dimora meravigliosa, tra le più ricche e affascinati d’Italia. La sua narrazione stimola la riflessione e apre scenari mentali colmi di bellezza. Cosa dire di più? Le parole di Roberto corrispondono alla sua grandezza interiore così come a quella di Palazzo Colonna

  • Articolo molto interessante e coinvolgente. Scritto in maniera accurata ma non noiosa né accademica. Mi sono piaciuti i riferimenti alle tecniche e ai materiali. Complimenti!

  • Grazie Claudia, le tue parole mi hanno commosso. Sono davvero felice che l’articolo ti sia piaciuto.
    Roberto

  • L’Italia a Palazzo racchiude parte del nostro “essere italiani”, con tutte le sfaccettature che esso comporta: avere un determinato gusto, saper apprezzare i dettagli e tramandare questo patrimonio, divulgandolo attraverso scritti e immagini. Grazie Roberto!

  • Roberto… grazie per questo prezioso racconto che ci permette di visitare un Palazzo ricco di storia ed arte. Attraverso le tue parole e foto, per qualche minuto, mi è sembrato di essere veramente all’interno di Palazzo Colonna. Ho preso appunti e ne farò tesoro il giorno in cui, finalmente, lo potrò visitare di persona. Grazie per il lavoro che fai e per la passione con cui ci porti alla scoperta di luoghi preziosi.

  • Roberto, rimango sempre colpita dalla tua capacità espressiva e della tua cultura artistica. Mi sento piccola piccola accanto a te, in queste situazioni. Orgogliosa di te ❤️

  • Grazie Lucio, apprezzare la bellezza dell’arte equivale a riconoscerle il rispetto che merita.
    Roberto

  • Grazie Barbara per questo tuo commento. Sapere di averti trasmesso la sensazione di vedere il Palazzo come fossi lì mi rende contento. Spero tu possa venire presto a visitarlo!
    Roberto