L’amore per l’arte potrebbe esser nato ammirando quella che per noi oggi è l’archeologia? È sempre questa la domanda che accompagna I parchi della bellezza alla scoperta delle meraviglie archeologiche del nostro paese, attraversando l’Italia e viaggiando a ritroso nei secoli fino quasi all’infinito, per immergerci nell’immenso patrimonio artistico e culturale che possiede.
Con il trascorrere dei secoli è andata formandosi quella che potremmo definire la ricerca di una conoscenza nella quale poterci riconoscere. Scrutando e assaporando la bellezza dei luoghi, dei territori antichi ancora racchiusi in attesa di esser compresi, svelati e raccontati, in questo scritto vi accompagno nella Preistoria, pensando a millenni di evoluzione sociale, ambientale, tecnologica e anche ai grandi artisti.
Passeggiando
Dopo aver parlato di alcuni dei bellissimi parchi archeologici che si trovano nella regione, restiamo in Veneto per soffermarci sul Museo Archeologico Nazionale di Verona, che da pochissimo – il 18 febbraio – è stato riaperto al pubblico, dopo un periodo di lavori volti a metterlo a norma. Questa è una bellissima notizia, poiché il museo, che ci racconta quasi 200mila anni di storia, rappresenta una importantissima risorsa non solo per la regione, ma anche per tutto il nostro paese.
Ad ospitare l’istituzione è l’ex carcere di guarnigione asburgico, costruito durante i moti carbonari del 1856 e adiacente alla chiesa di San Tommaso, sul Lungadige. L’edificio, dalla facciata di stile neomedievale, con finestre monofore con arco a tutto sesto e tre portali simmetrici, si sviluppa su tre corpi di fabbrica lineari ed è provvisto di una grande corte interna quadrangolare. Nel corso della storia, prima di divenire l’attuale sede del museo, ebbe varie altre funzioni, fra cui quella di sede del Comando della Divisione Territoriale.
I tre piani dell’edificio e la facciata sono stati ristrutturati con i fondi del Ministero alla Cultura, per volere della Direzione regionale Musei Veneto e adesso, finalmente, è possibile godere dei meravigliosi reperti rinvenuti in oltre un secolo di campagne di scavi, nella ricca zona del veronese. L’allestimento è stato portato avanti dall’architetto Chiara Matteazzi, su progetto scientifico della dottoressa Federica Gonzato, e procede lungo i piani dell’edificio, seguendo un ordine cronologico.
Si comincia dal sottotetto, che ospita la sezione dedicata alla Preistoria e alla Protostoria, coprendo quindi un arco temporale che va da oltre 100mila anni fa al I sec. a.C.
Questa, predisposta con la collaborazione dell’Università di Ferrara, dell’Università di Trento e della Soprintendenza SABAP di Verona, è articolata in varie sottosezioni: una dedicata al paleolitico, una al neolitico, una all’età del rame e infine a quella del bronzo. (foto 1, foto 2)
La parte che tratta del paleolitico risulta particolarmente interessante, perché raccoglie testimonianze del passaggio e dell’espansione sia dei Neanderthal che dei primi Sapiens nella zona del veronese, traendole soprattutto da due importanti siti: la Grotta di Fumane – di cui abbiamo parlato nello specifico nel precedente pezzo sulle meraviglie archeologiche del Veneto – e Riparo Tagliente.
In particolare, da non perdere è il prezioso “Sciamano”, la cui figura è anche diventata il logo del museo. Si tratta di una pietra calcarea dipinta in ocra rosso, proveniente dalla Grotta di Fiumane e importante perché il soggetto che vi è raffigurato, indossante un copricapo, è una fra i più antichi a carattere teriomorfo, risalente circa a 38mila anni prima di Cristo. (foto 3, foto 4)
Il percorso continua agilmente nella sottosezione dedicata al neolitico, periodo in cui gli uomini iniziarono a praticare l’agricoltura come mezzo di sostentamento – prima vivevano solo di caccia e di pesca – e quindi cambiarono profondamente le loro abitudini quotidiane, come ben dimostrano alcuni reperti provenienti dal Lago di Grezzana, che ci permettono di avere un’idea di quella che fosse la vita in un villaggio del tempo.
Per le età dei metalli, invece, potremo osservare tantissimi materiali, provenienti da vari siti come quello di Gazzo Veronese o del Laghetto del Frassino a Peschiera del Garda, dove è stato ritrovato un importante vaso a bocche multiple. Risalgono a questo periodo spade, pugnali e utensili, ma anche oggetti ornamentali come lo “spillone”, ritrovato nella palafitta di La Quercia a Lazise. Si trova in questa sezione, infatti, anche una particolarissima vetrina dedicata alle tre palafitte UNESCO presenti nella zona del veronese. (foto 5, foto 6)
Il museo prosegue ai piani inferiori: quello intermedio ospita la parte dedicata all’età celtica e romana – oltre che ad uffici e a altri ambienti per attività varie –, mentre il primo piano accoglie le testimonianze dell’alto medioevo.
Al momento è stato riaperto al pubblico soltanto l’ultimo piano del museo, ma si conta che entro il 2025 sarà possibile visitarlo completamente.
Il Museo Archeologico Nazionale di Verona è ad oggi aperto tutti i venerdì, i sabati e le domeniche, dalle ore 10:00 alle ore 18:00. Visitarlo sarà un’esperienza unica, un vero tuffo indietro nel tempo fino agli albori della nostra civiltà. Lasciamoci dunque affascinare dall’archeologia e facciamo buon viaggio.
Info
- Museo Archeologico Nazionale di Verona
- Stradone San Tommaso, 3, 37129 Verona
- Tel: 045 591211 – Email: drm-ven.museoverona@beniculturali.it
- polomusealeveneto.beniculturali.it
Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.

















Una risposta
La meravigliosa definizione delle cose belle, dell’archeologia e del tempo. Complimenti Maestro