Dal 26 marzo al 3 luglio le Scuderie del Quirinale ospitano la mostra Superbarocco. Arte a Genova da Rubens a Magnasco, per celebrare la ricchissima stagione artistica di cui la città ligure fu protagonista fra il 1600 e il 1750.

Ci si potrebbe chiedere se sia possibile raccontare un’epoca attraverso le opere dei maestri che la segnarono, e la risposta sarebbe, ovviamente, che sì, si può! Lo stesso vale per una città ed è quello che questa esposizione, coprodotta e progettata con la National Gallery di Washington – unico museo pubblico americano – e con la collaborazione del Comune e dei Musei di Genova, si propone di fare, offrendo ai suoi visitatori la possibilità di immergersi nel lusso e nella ricchezza del barocco di una città dalla storia unica, e che si guadagnò il soprannome di “Superba”. (foto 1, foto 2, foto 3)

Curata da Jonathan Bober – a capo del Department of Old Master Prints della National Gallery di Washington – Piero Boccardo – fra i massimi esperti in materia e già direttore di Palazzo Rosso – e Franco Boggero – storico dell’arte esperto di pittura ligure di quel periodo –, Superbarocco si apre con una sala dedicata a Rubens, anticipatore di molti aspetti barocchi in opere realizzate per committenti genovesi, e prosegue con Orazio Gentileschi e la sua ricerca luministica.

Sollecitate da tali stimoli, dunque, le maestranze genovesi non tardarono a rispondere e ad assimilare la lezione, lanciandosi in meravigliose opere e impiegando, per realizzarle, anche materiali preziosi come il marmo, l’argento o l’ametista. Fra tutti, spicca il nome di Bernardo Strozzi, che fu il primo a cogliere lo stile dei fiamminghi. (foto 4, foto 5, foto 6)

Il percorso prosegue in un climax crescente, fino a giungere nel massimo della stagione genovese, segnato in particolare dagli straordinari ritratti che Van Dyke realizzò per prestigiose famiglie genovesi. Grazie ad alcuni gentili prestiti, di questi saranno esposti quelli di Anton Giulio Brignole-Sale e Paola Adorno Brignole-Sale – entrambi alla National Gallery di Washington –, Elena Grimaldi Cattaneo – Getty Museum di Los Angeles – e Agostino Pallavicino in veste di Ambasciatore del pontefice. (foto 7, foto 8, foto 9)

Non mancheranno certo i grandi altri temi del barocco: la potenza del colore e della natura, gli esperimenti sul controluce e le rappresentazioni delle visioni mistiche, rispettivamente rappresentate alle Scuderie dai lavori di Grechetto, Assereto, Procaccini, De Ferrari e Piola, fino a giungere alle opere di un artista eccezionale come Alessandro Magnasco, che fu capace di riflettere perfettamente il crepuscolo di Genova come Repubblica, pur mantenendo una profonda eleganza. (foto 10, foto 11, foto 12)

Superbarocco permette dunque allo spettatore di viaggiare nel lusso di una Genova magnifica e al culmine del suo opulento splendore, riproducendone l’atmosfera festosa e regale. Per non perderla, è consigliabile prenotarsi – e i biglietti sono già disponibili sul sito delle Scuderie del Quirinale.

Info mostra

immagine per Roberto Civetta
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Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.

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