La rubrica I Parchi della bellezza continua il suo viaggio in Friuli Venezia Giulia, alla scoperta delle meraviglie archeologiche della nostra penisola, spinta dalla passione per la storia del nostro immenso e prezioso patrimonio culturale.

immagine per Friuli Venezia Giulia Archeologico. Non solo Aquileia. Iulium Carnicum e Villa Romana di Torre
Area Archeologica di Iulium Carnicum, Zuglio
Credits: https://www.turismofvg.it/siti-archeologici/area-archeologica-di-zuglio

La regione, per la sua posizione, è stata da sempre una fondamentale cerniera fra il nostro paese e l’Est Europeo, caratterizzandosi per l’incontro di molteplici culture. Nel Carso possiamo addirittura trovare alcune delle più antiche testimonianze umane di tutta Europa, risalenti a oltre 400.000 anni fa.

Il territorio è stato interessato dalla presenza dell’uomo di Neanderthal, abitato durante tutto il Paleolitico Superiore e vi possiamo rintracciare anche insediamenti di agricoltori neolitici. Particolari sono i “Castellieri” eretti durante l’età dei metalli, ovvero centri fortificati alcuni dei quali sono giunti fino all’epoca romana.

Prima dell’arrivo e dell’influenza romana, la regione era abitata da popolazioni gallico-carniche nella zona del Friuli e dagli Istri nella Venezia Giulia. La città di Aquileia, di cui abbiamo parlato nel nostro precedente appuntamento, rappresenta oggi uno dei siti archeologici più importanti dell’intera Italia Settentrionale, ma non certo l’unico:  la nostra avventura continua quindi alla scoperta dell’antica cittadina di Iulium Carnicum e della Villa di Torre, vicino Pordenone.

L’attuale Zuglio, fra le Alpi Carniche, conserva ancora oggi tantissimo del suo passato romano, quando il paese era conosciuto con il nome di Iulium Carnicum, con chiaro riferimento a Giulio Cesare, proconsole nella zona al tempo della fondazione nel I secolo a.C., e ai Carni, popolazione celtica insidiata nella zona fin dal VI secolo a.C. (foto 1)

Foto 1: Area Archeologica di Iulium Carnicum, Zuglio
Credits: https://www.turismofvg.it/siti-archeologici/area-archeologica-di-zuglio

Nato con lo statuto di vicus, il centro non godeva di una propria autonomia, ma era dipendente da Aquileia e si trovava lungo la Via Iulia Augusta, che collegava quest’ultima ad Aguntum: una posizione che contribuì non poco al suo florido sviluppo, rendendolo protagonista di importanti traffici commerciali transalpini e, in particolare, di un tipo di ceramiche tipiche dell’area e non trovate altrove.

In breve tempo, dunque, Iulium Carnicum divenne dapprima un municipium e poi una colonia, assumendo un aspetto sempre più monumentale e mantenendo una certa importanza almeno fino alla tarda età imperiale. Dal IV all’VIII secolo fu sede vescovile, ma già dal V secolo iniziò un lento declino.

Oggi l’area archeologica si articola soprattutto intorno all’antico foro, di cui resta visibile la struttura rettangolare con pavimento a lastre calcaree e un porticato di cui sono visibili i resti di alcune colonne senza base né capitello.

Oltre a questo, abbiamo testimonianze del tempio e di una basilica a due navate, dotata di criptoportico, da cui provengono varie iscrizioni e bronzi.

Ancora: un complesso termale risalente al I secolo d.C., con ambienti decorati splendidamente tra cui spicca il frigidarium per gli affreschi di stile pompeiano; edifici privati, fra i quali una domus con pavimenti a mosaico geometrico bianco e nero. (foto 2)

Foto 2: Area Archeologica di Iulium Carnicum, Zuglio
Credits:https://cultura.gov.it/luogo/area-archeologica-del-foro-romano-di-iulium-carnicum-zuglio

Una collezione di bronzi, ceramiche e vasellame è preziosamente custodita all’interno del Museo Archeologico di Zuglio, insieme ai vari reperti ritrovati nell’area.

Ospitato a Palazzo Tommasi Leschiutta, di epoca seicentesca, l’istituzione si trova vicino all’antico foro e ricostruisce, lungo i suoi tre piani espositivi, la storia della cittadina e del territorio, dalla preistoria al Rinascimento. (foto 3)

immagine per Foto 3: Area Archeologica di Iulium Carnicum, Zuglio Credits:https://cultura.gov.it/luogo/area-archeologica-del-foro-romano-di-iulium-carnicum-zuglio
Foto 3: Area Archeologica di Iulium Carnicum, Zuglio
Credits:https://cultura.gov.it/luogo/area-archeologica-del-foro-romano-di-iulium-carnicum-zuglio

Nella località Torre, frazione di Pordenone, si trova invece una splendida e raffinata villa romana, situata all’interno di un parco.

La cittadina di Torre, edificata nel I secolo a.C., era dotata di un porto fluviale sul Noncello, ma venne utilizzata soprattutto dai nobili romani per dimostrare il proprio prestigio attraverso la costruzione di bellissime domus, delle quali la villa è una delle maggiori testimonianze.

Si tratta dell’abitazione privata di un abbiente cittadino, con eccezionali mosaici realizzati nello stile dell’opus sectile – grandi tessere di marmi preziosi, ancora visibili in parte – e affreschi dai soggetti naturalistici e mitologici.

Alcuni ambienti mostrano le tracce del sistema di riscaldamento, con pavimento sopraelevato o sono individuabili quali magazzini per i raccolti. (foto 4)

Foto 4: Villa romana di Torre, Pordenone
Credits: https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Rovine_Villa_Romana_di_Torre_04.jpg

Ad oggi, ancora non sono molte le informazioni che abbiamo sulla villa. Sappiamo che venne costruita su un territorio instabile, poiché vi sono segni evidenti dei danni di un’alluvione avvenuta nel II secolo a.C. che probabilmente fu motivo dell’abbandono del luogo.

Al momento, la villa non è visitabile per il pubblico, ma la sua riapertura è prevista per il 2025.

Il sito di Iulium Carnicum e la Villa di Torre sono soltanto due esempi del vasto patrimonio archeologico che caratterizza il Friuli Venezia Giulia, ma costituiscono un importante inizio per indagare la storia del territorio di questa regione così particolare, da sempre incrocio di culture e popolazioni che hanno portato, nei secoli, alla formazione della nostra civiltà.

Informazioni

Iulium Carnicum

Civico Museo Archeologico Iulium Carnicum

Villa Romana di Torre

immagine per Roberto Civetta
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Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.

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