L’amore per l’arte potrebbe esser nato ammirando quella che per noi oggi è l’archeologia?
È sempre questa la domanda che accompagna I parchi della bellezza alla scoperta delle meraviglie archeologiche del nostro paese, attraversando l’Italia e viaggiando a ritroso nei secoli fino quasi all’infinito, per immergerci nell’immenso patrimonio artistico e culturale che possiede.
Con il trascorrere dei secoli è andata formandosi quella che potremmo definire la ricerca di una conoscenza nella quale poterci riconoscere. Scrutando e assaporando la bellezza dei luoghi, dei territori antichi ancora racchiusi in attesa di esser compresi, svelati e raccontati, in questo scritto vi accompagno nella Preistoria, pensando a millenni di evoluzione sociale, ambientale, tecnologica e anche ai grandi artisti.
Passeggiando
Andiamo oggi alla scoperta di un territorio ricchissimo dal punto di vista archeologico, le Marche, originariamente abitate dal popolo dei Piceni, di grande vivacità culturale, e poi pienamente romanizzate a partire dal 295 a.C. quando, con la Battaglia di Sentinum, Roma si impose sul territorio, raggiungendo le coste dell’Adriatico.
Dati questi presupposti, quindi, è facile capire quanto la regione sia ricca di testimonianze e resti di insediamenti: oltre alla presenza di due importanti strade consolari, quali la Flaminia e la Salaria, il territorio presenta ben 24 aree archeologiche e 7 parchi, che in questi anni sono stati protagonisti di un importante lavoro di valorizzazione.
In questa prima parte dedicata alle Marche vogliamo concentrarci proprio sui 7 parchi archeologici presenti lungo tutto il territorio: quello di Urbs Salvia, di Forum Sempronii, di Sentinum, di Septempeda, di Suasa, di Cupra Marittima e di Falerium Picenus.
Il parco archeologico di Urbisaglia si sviluppa per più di 40 ettari ed è fra i più suggestivi delle Marche. Corrisponde all’antica città romana di Urbs Salvia, che si sviluppò particolarmente in età augustea e che tutt’oggi, vista la monumentalità dei suoi edifici, ben si presa come esempio dell’importanza che le città del Piceno riuscirono a raggiungere sotto Roma.
Prima di addentrarsi nel parco è consigliabile visitare il Museo Archeologico statale ad esso legato, che è stato istituito nel 1996 all’interno di un edificio ottocentesco nella città moderna, così da poter conservare i tanti reperti del sito, valorizzandoli e fornendo al visitatore un primo concreto approccio con il parco.
Questo è poi percorribile attraverso un comodo tracciato, che permette di cogliere a pieno gli elementi della romanità dell’antica città. Si comincia dalla cisterna, posta sulla cima della collina, che forniva acqua a tutti gli altri edifici attraverso un sistema di condotti sotterranei.
Da questa si arriva poi al teatro, la cui struttura sfrutta il pendio del colle e domina suggestivamente sul Foro. Risalente al I sec. d. C., è uno dei più grandi di Italia – si pensa che potesse accogliere circa 1200 spettatori – e conserva tutt’ora tracce pitture in stile pompeiano nella parte del proscenio.
Si ha poi un tempio prostilo esastilo, dedicato a Salus Augusta, caratterizzato da un criptoportico, ossia un corridoio semi-sotterraneo a quattro gallerie decorate con affreschi, ad oggi visibili nel braccio meridionale, aperto al pubblico.
Le decorazioni rimandano tutte alla propaganda augustea, e allo stesso scopo furono probabilmente costruite le mura – in età augustea il territorio era già stato pacificato, quindi non era necessario che avessero funzione difensiva – oggi solo in parte visibili. Fuori da queste, come da tradizione, a margine della Salaria Gallica si trova l’anfiteatro, che ancora è utilizzato per la stagione teatrale estiva.
Come si legge da un’iscrizione, conservata al Museo, fu costruito per volere di Flavio Silva Nonio Basso, un generale di Tito, probabilmente dopo il 71 d. C. e si pensa che potesse contenere più di 5000 spettatori. L’edificio, ottimamente conservato, fu spogliato di parte dei suoi mattoni in epoca medievale, per la costruzione del borgo e dell’Abbazia di Fiastra. (foto 1, foto 2, foto 3)
Si trova invece nel Comune di Sassoferrato, in località Santa Lucia, il parco archeologico di Sentinum, su un altopiano dove i torrenti Marena e Sanguerone confluiscono nel fiume Sentino e vicino alla via Flaminia. Numerose epigrafi testimoniano che la città fosse un municipio iscritto alla tribù Lamonia e che poi fu compreso nella V legione augustea.
La cinta muraria originaria seguiva l’andamento naturale dell’altopiano e i reperti visibili, ad oggi, non sono che una piccola parte di quella che fu un tempo la città, di cui restano bene in evidenza le due principali strade, un impianto termale pubblico – dotato di piscina, tepidarium, figidarium e calidarium –, una fonderia, con resti del forno fusorio e residui di varie scorie, un tempio tetrastilo di età augustea e vari altri edifici dell’abitato urbano.
In particolare, quasi alla fine dell’area, vicino alla strada provinciale si trova la cosiddetta “insula del pozzo”, così chiamata per la vicinanza, appunto, ad un antico pozzo. Si tratta di una serie di fabbricati con diversi ambienti, di cui ancora si possono ammirare i pavimenti mosaicati. (foto 4, foto 5, foto 6)
Sempre di origine romana era la città di Suasa, in origine prefectura e poi, dal I secolo a.C., municipium. Situata nella Valle del Cesano, nei pressi della strada che collegava, anche all’epoca, la costa con l’Appennino, il centro era importante soprattutto per il commercio e, nel I secolo d.C., visse un periodo di grande prosperità, che corrispose ad un momento di monumentalizzazione: si dotò, infatti, del foro e dell’anfiteatro.
Nonostante gli scavi non abbiano ancora riportato completamente Suasa alla luce, il parco restituisce perfettamente allo spettatore un’idea dell’antico abitato, che doveva estendersi dal Cesano alle colline, con una forma lunga e stretta. Sulla via principale si trovava il foro commerciale, fatto di una grande piazza, fiancheggiata da varie botteghe e laboratori, con portici a pilastri.
Fra i più grandi della regione, l’imponente anfiteatro è forse il monumento più identificativo di Suasa. Databile al I sec. d.C., la struttura ha forma ellittica e ben otto accessi all’arena; si pensa che potesse contenere tra i 7000 e i 10000 spettatori. Non sono però gli edifici pubblici quelli che a Suasa attirano maggiore interesse, perché gli scavi hanno fatto fortunate scoperte soprattutto riguardo gli ambienti privati.
Vi si possono osservare infatti varie strutture abitative, fra cui il più noto complesso è la Domus dei Coiedii, ricca famiglia senatoria discendente dal generale di Claudio, Lucius Coiedius Candidus. Situato lungo la strada principale, fra il foro e l’anfiteatro, l’edificio è magnifico e maestoso – 105 metri di lunghezza e 34 di larghezza – e fu abitato dal II sec. a.C. al V sec. d.C.
Dotato di svariate sale con funzione di soggiorno, è possibile ammirane i mosaici pavimentali e le pitture murarie, decorate con scene del mito, motivi figurativi e geometrici, in vari stili. Completa la visita al parco quella al Museo Civico Archeologico della città di Suasa, a Castellone di Suasa, dove sono conservati importanti reperti provenienti dagli scavi, come una testa di Augusto e vari affreschi provenienti dalle domus. (foto 7)
A San Severino Marche si trova l’area archeologica relativa all’antica città di Septempeda, in prossimità della chiesa di Santa Maria della Pieve e lungo la strada che ripercorre il tracciato della via Flaminia Prolaquense, che costituiva il decumano dell’abitato.
Le maestose mura erano state costruite in blocchi di arenaria e sono adesso visibili la porta est e quella sud-ovest, a esedra. A nord della statale, i visitatori possono ammirare un grande edificio termale, con cortile pavimentato in opus spicatum, mentre a ovest si trovano i resti di alcuni fabbricati dotati di fornaci per la lavorazione di vasi di terra sigillata. (foto 8)
Nel comune di Falerone si estende per circa 30 ettari il sito di Falerio Picenus, importante centro romano soprattutto in età imperiale, come testimoniano la presenza del teatro, dell’anfiteatro e di varie ville. Il parco può considerarsi diviso principalmente in due aree: una purtroppo compromessa dall’edificazione moderna (degli anni Settanta, in particolare) e una non urbanizzata, fatta di campi per lo più coltivati e che quindi ben si presta agli scavi.
Fra i più importanti monumenti che è possibile osservare di Falerio Picenus si ha senza dubbio il monumentale teatro, che ancora oggi ospita spettacoli durante l’estate. Questo si staglia suggestivamente in mezzo al verde ed è uno dei meglio conservati delle Marche.
Costruito in età augustea – risale al I secolo –, poteva contenere 1600 spettatori a sedere, e possiamo ancora osservarne i primi due ordini delle gradinate, il proscenio, gli ingressi laterali e parte dell’edificio scenico. A circa cento metri di distanza si trova l’anfiteatro, altra grande attrattiva del parco.
Costruito successivamente al teatro, nella seconda metà del I secolo, poteva contenere fino a 5000 spettatori e, nonostante oggi ne siano visibili solo alcune parti, queste bastano a rendere idea della grandezza originaria dell’edificio.
Molti reperti provenienti dal parco sono oggi conservati al Museo Civico Archeologico di Falerone – vi sono esposte statue provenienti dal teatro e vari oggetti di produzione artigianale –, ai Musei Vaticani, al Museo Archeologico di Ascoli Piceno, all’Antiquarium di Fermo e al Museo Archeologico Nazionale delle Marche, ad Ancona. (foto 9)
Per 32 ettari a nord dell’attuale Cupra Marittima, invece, si estende il parco dell’omonima cittadina romana, che trova il suo punto più importante nel foro, di cui ci sono resti significativi.
Appena fuori la città, invece, si trovano le terme, con calidarium e pavimenti a mosaico, e una villa con ninfeo a pianta quadrangolare e vasca centrale, con pareti affrescate con scene marine.
I reperti recuperati da questi ambienti sono oggi conservati in vari musei fuori dalle Marche (Verona, Bologna, Perugia, Roma e Lecce) e nel locale Museo Archeologico. (foto 10)
Per concludere la nostra breve panoramica – perché tanto ancora ci sarebbe da dire – sui parchi archeologici delle Marche, ci spostiamo a Fossombrone, dove si trova l’antica Forum Sempronii, il centro più importante della Valle del Metauro.
Come è facile intuire, la città deve il suo nome a un membro della gens Sempronia, per tradizione individuato nel tribuno C. Sempronio Gracco, di cui un’iscrizione, rinvenuta nei pressi di Fano, attesta la presenza nel luogo intorno al 130 a.C. l’asse viario più importante della città, affiancato poi da decumani minori, era costituito dalla via Flamina, ai cui lati restano tracce di edifici e porticati.
Il centro dell’abitato era probabilmente situato vicino all’attuale Chiesa di San Martino, dove sono stati ritrovati resti di un’abitazione con pavimenti mosaicati e vie lastricate ad oggi ricoperti, ma di cui restano alcuni reperti conservati nella chiesa.
Lungo le mura, di cui poco è rimasto, è stato individuato un edificio termale con ambienti – se ne contano circa venti – riscaldati attraverso un sistema di tuboli e decorati con lastre di marmo. Fra i ritrovamenti più spettacolari fatti in questo sito, e oggi conservato al Museo di Ancora, si ha il meraviglioso mosaico di Europa sul toro, databile al IV secolo d.C. (foto 11, foto 12, foto 13)
Il viaggio nelle Marche continua …
Informazioni:
Parco Archeologico di Urbs Salvia
- Via del Sacrario
- Urbisaglia (MC)
- info@meridianasrl.it
- www.urbisaglia.com/parco-archeologico/
- +39 073350107 0733 202942
Parco Archeologico di Sentinum
- S.P. 16
- Sassoferrato (AN)
- info@comune.sassoferrato.an.it
- http://www.sassoferratocultura.it/parco_archeologico_sentinum.htm
- 0732 956218 0732 956234
Parco Archeologico di Suasa Senonum e Domus dei Coiedii
- Contrada Pian Volpello
- Castelleone di Suasa (AN)
- info@consorziosuasa.com
- www.progettosuasa.it
- 071.966524 – Per info e visite guidate 333 5351396
Parco Archeologico di Septempeda
- Strada Provinciale 361 Via Terme romane, 1
- San Severino Marche (MC)
- info@comune.sanseverinomarche.mc.it
- http://turismo.comune.sanseverinomarche.mc.it/
- 0733 638414 (Pro Loco)
Parco Archeologico di Falerio Picenus
- Via Pozzo
- Falerone (FM)
- protocollo@comunefalerone.it
- http://comune.falerone.fm.it
- 333.5816389 – 0734.710750 (Comune) 0734.710751 (Comune)
Parco Archeologico di Cupra Marittima
- Via Piana Santi
- Cupra Marittima (AP)
- segreteria@comune.cupra-marittima.ap.it
- www.archeocupra.it
- Archeoclub, tel. 0735.778622 – Comune 0735.776713 0735 777970
Parco Archeologico di Forum Sempronii
- Località Parrocchia San Martino Del Piano
- Fossombrone (PU)
- puntoiat@comune.fossombrone.ps.it
- http://www.comune.fossombrone.ps.it/vivere-fossombrone/turismo
- 0721.723263 – 340.8245162 (Punto IAT)
Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.























