Fino al 29 gennaio 2023, la Galleria Borghese ospita la mostra Meraviglia senza tempo. Pittura su pietra a Roma tra Cinquecento e Seicento, a cura di Francesca Cappelletti e Patrizia Cavazzini.
Attraverso oltre 60 opere, provenienti da musei italiani, stranieri e importanti collezioni private, l’esposizione si concentra sulla pittura a olio su pietra, antica pratica – è citata anche da Plinio – consapevolmente elaborata da Sebastiano del Piombo probabilmente già prima del 1527.
Dopo quella data, col Sacco di Roma, la tecnica ebbe grande fortuna, perché si ebbe l’impressione che, contrariamente a quanto facevano le tele e le tavole, la durezza di quel materiale potesse rendere la pittura immortale, facendola sopravvivere alle devastazioni. (foto 1, foto 2, foto 3)
Meraviglia senza tempo – nata a partire da un progetto di ricerca sul tema della Natura e del Paesaggio all’interno della collezione della Galleria, iniziato nel 2021 – si articola in otto sezioni, attraverso le quali si vuole sia riflettere sull’ambizione all’eternità dell’arte e sul dibattito critico che confronta pittura e scultura, sia osservare il meraviglioso viaggio fatto dai materiali, dalle miniere alle collezioni private di palazzi meravigliosi, passando attraverso le botteghe degli artisti.
Il significato della mostra è perfettamente spiegato nelle parole delle curatrici. Francesca Cappelletti afferma: “Il percorso ci accompagna alla scoperta di una ricchezza nascosta all’interno delle collezioni, ci avvicina a una forma di opera d’arte che si poteva toccare, per osservarla da vicino e con molta attenzione, lasciandosi incantare dall’abilità dell’artista e dall’energia creativa della natura stessa. Un’alleanza che la mostra cerca di riportare al centro del nostro sguardo e del nostro pensiero”.
Patrizia Cavazzini sostiene: “I visitatori saranno ripagati da una riflessione attenta sul legame tra supporto e significato che è quasi sempre presente. Ad esempio nel mito di Perseo e Andromeda dipinto su lapislazzulo da Antonio Tempesta, ricordiamo che l’eroe quasi scambiò la fanciulla per una statua quando la vide incatenata alla roccia, inseparabile da questa, come la sua immagine non può essere scissa dalla pietra su cui è dipinta”. (foto 4, foto 5, foto 6)
La prima sezione, La pietra dipinta e il suo inventore, si configura come una doverosa premessa cinquecentesca volta a dimostrare quanto il marmo e i metalli contribuissero alla durevolezza non solo dell’opera in sé, ma anche a quella figurata di un personaggio, come svelano il Ritratto di Roberto di Filippo Strozzi su marmo africano di Francesco Salviati, il Cosimo de Medici su porfido rosso attribuito a Bronzino e il Ritratto di Papa Clemente VII con la barba di Sebastiano del Piombo.
A partire dai primi del Seicento, infatti, i materiali utilizzati per la pittura su pietra contribuirono alla costruzione del significato delle immagini, evocando gli stessi soggetti che vi erano rappresentati.
Una devozione eterna come il marmo pone invece opere dal significato quasi di talismano, per proteggere da mali fisici e spirituali, accanto a immagini dedicate alla devozione, spesso destinate alle camere da letto dei cardinali. Ne sono esempio l’Adorazione dei magi di Antonio Tempesta, su alabastro, o la Madonna con il Bambino e San Francesco di Antonio Caracci, su rame. Nella sezione si contano anche opere di Carlo Saraceni, Orazio Gentileschi, Cavalier d’Arpino e altri.
Una piccola sezione (Fermare la bellezza) è invece dedicata a tre opere del toscano Leonardo Grazia, raffiguranti rispettivamente Ebe, Lucrezia e Cleopatra e risalenti alla metà del Cinquecento. In Antico e allegoria si trovano invece opere dedicate alla poesia, come l’Andromeda del Cavalier d’Arpino e l’Inferno con episodi mitologici di Vincenzo Mannozzi. (foto 7, foto 8, foto 9, foto 9a)
Si ha poi una sezione (Una notte nera come la pietra) dedicata ai dipinti su pietra scura, come la pietra di paragone, la lavagna o il marmo belga, e che quindi sfruttano il supporto nero per creare scene notturne. Gli scenari meravigliosi offerti dalla pietra paesina e dal lapislazzulo, invece, vengono esaltati in Dipingere con la pietra e Pietre preziose colorate. Si tratta in questo caso di opere principalmente di formazione fiorentina, che sfruttano i loro supporti come possibilità decorative. Esemplari di questo processo sono i lavori di Tempesta, capace di trasformare la pietra paesina in edifici, paesaggi e marine con pochi tocchi.
La collezione e il colore delle pietre, ultima sezione della mostra, introduce infine alla pietra nelle collezioni aristocratiche romane, concentrandosi anche su oggetti favolosi ad oggi parte della collezione Borghese, come il Tavolo di pietre dure di ambito romano o il Tabernacolo della Cappella.
Ad arricchire il percorso, inoltre, saranno esposte statue con inserti policromi della Galleria, così da restituire ai visitatori il confronto con i marmi colorati antichi e le variazioni cromatiche che già dovevano essere state considerate importanti nell’allestimento del cardinale e della sua corte.
Correda la mostra un catalogo edito da Officina libraria, con introduzione di Francesca Cappelletti e testi di Patrizia Cavazzini, Piers Baker-Bates,Elena Calvillo, Laura Valterio, Judy Mann e Francesco Freddolini. A questo si aggiunge la pubblicazione Alla ricerca dell’eternità. Dipingere sulla pietra e con la pietra a Roma. Itinerari, a cura di Francesca Cappelletti e Patrizia Cavazzini ed edito sempre da Officina libraria, che accompagna alla scoperta di luoghi, anche non noti, di Roma, in cui si conservano opere su pietra, suggerendo percorsi che possano far continuare la mostra anche fuori la Galleria.
Una di queste magnifiche opere l’ho studiata da vicino, in quanto assieme ad una collega ne abbiamo redatto il Condition Report in modo da farla esporre in sicurezza conoscendo le condizioni di conservazione, e già dalla vicinanza con questo piccolo dipinto su lapislazzuli mi ero innamorato della tecnica e dell’indubbia qualità dell’opera. Quando poi ho visitato la mostra con tutte quelle incredibili opere ne sono rimasto letteralmente rapito.
Un consiglio spassionato: visitate la mostra e lasciatevi dunque trasportare dalla bellezza di questi colori e di questi materiali, che hanno sfidato il tempo e sono arrivati, scintillanti e meravigliosi, fino a noi.
Info mostra Meraviglia senza tempo. Pittura su pietra a Roma tra Cinquecento e Seicento
- fino al 29 gennaio 2023
- Galleria Borghese
- Piazzale Scipione Borghese, 500197 Roma, Italia
- T +39 06 67233753 – Email: ga-bor@cultura.gov.it
- Aperta dal martedì alla domenica dalle ore 9:00 alle ore 19:00, con ultimo ingresso alle 17:45. Chiusa il lunedì.
Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.




















