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Fotografia Europea 2022

di Roberto Civetta

Qual è oggi il ruolo della fotografia e della cultura visuale?
Dal 29 aprile al 12 giugno, a Reggio Emilia, il festival internazionale Fotografia Europea 2022 proverà a rispondere a questa domanda attraverso gli scatti di grandi maestri e di giovani esordienti. Giunta ormai alla sua XVII volta, quest’anno la direzione artistica, composta da Tim Clark e Walter Guadagnini ha selezionato vari lavori sulla scita di una citazione di Albert Camus, che dà anche il titolo a questa edizione: Un’invincibile estate.

Chloé Jafé
“I give you my life” © Chloé Jafé / courtesy Akio Nagasawa Gallery Tokyo

Queste parole del grande scrittore francese sembrano perfette per il momento che stiamo vivendo: ci danno coraggio, ci spronano ad andare avanti anche nei momenti più bui e celebrano l’attimo in cui ci siamo resi conto, dopo anni pesanti e assurdi come quelli appena passati, di avere in noi una incredibile forza d’animo, che ci ha portati fino ad oggi nonostante tutto.

Dunque il Festival – promosso e prodotto da Fondazione Palazzo Magnani e Comune di Reggio Emilia, con il contributo della Regione Emilia-Romagna – si proporrà di mostrare, attraverso la fotografia, la complessità del nostro mondo e dei legami che lo animano, cercando di riuscire a dare nuovi punti di vista e spunti di riflessione, come ha affermato anche l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori: “Un tema quanto mai attuale per la nostra società contemporanea, quello scelto per questa edizione dal Festival della Fotografia Europea, che come sempre punta a stimolare la produzione di nuovi punti di vista. Una metafora, quella suggerita da Albert Camus, che ci porta ad esplorare le nostre risorse interiori, le nostre sensibilità e capacità di uscire dal lungo periodo di complessità che stiamo vivendo e di guardare con speranza al futuro”.

Una forza che si sente anche nelle parole del sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi: “Fotografia Europea ritorna e, con essa, un momento che ci auguriamo possa rappresentare il riappropriarsi dello spazio pubblico da parte della cultura. Se a inizio 2020 ci avessero detto che due anni dopo saremmo stati ancora qui, a combattere giorno per giorno con una pandemia mondiale, probabilmente molti di noi avrebbero stentato a crederci. Sembrano, effettivamente, passati decenni, da allora. Oggi il titolo della rassegna rappresenta l’occasione per ammirare opere e progetti che riflettono sullo spirito di resilienza, sulla condizione umana in un momento della storia che verrà ricordato per sempre. Auspico di cuore che questa edizione di FE possa costituire anche un momento di ritorno alla socialità diffusa, con quel senso di responsabilità e di intelligenza collettiva che hanno contraddistinto i comportamenti dei reggiani in tutti questi lunghi mesi”.

Oltre alle mostre, su cui ci concentreremo fra un attimo, neanche quest’anno mancherà al festival lo Speciale Diciannoveventicinque, ossia il progetto formativo – ormai alla sua XI edizione – rivolto a giovani amanti della fotografia, che permetterà loro di ideare e realizzare un progetto espositivo, guidati da Anush Hamzehian e Vittorio Mortarotti.

Una novità assoluta del 2022 è invece FOTOFONIA EUROPERA, progetto musicale in due serate, che mescolerà immagini e musica elettronica, sotto la cura di Max Casacci, produttore e fondatore dei Subsonica.

Al di là di questi eventi, ad ospitare le esposizioni saranno vari ambienti. Si comincia con i Chiostri di San Pietro, che saranno il vero e proprio centro del festival, con le loro dieci esposizioni.

Troveremo al primo piano Nicola Lo Calzo con Binidittu (foto 2), un progetto che attraverso la figura di San Benedetto il Moro – primo santo nero della storia moderna – vuole far riflettere sui migranti nel Mediterraneo; poi proseguiremo nella sala successiva, dove potremo scoprire i paesaggi e le tradizioni dell’Iran con il progetto Speak The Wind di Hoda Afshar (foto 3, foto 4).

Carmen Winant si presenterà con Fire on World, serie di immagini in cui si intrecciano narrazioni diverse per formare, però, un unico quadro d’insieme, specchio del disordine sociale. Seiichi Furuya firma la potentissima First trip to Bologna 1978/Last trip to Venice 1985, in cui racconta il primo e l’ultimo viaggio fatto insieme alla moglie Christine Gössler, morta suicida (foto 5).

Foto 5: Seiichi Furuya, from the series “Last Trip to Venice 1985”, Venice, 1985 © Seiichi Furuya, courtesy by Chose Commune

Con Benny Profane (foto 6, foto 7), un progetto a lungo termine di Ken Grant, ci immergeremo nella vita e nello spazio di un distretto portuale nei dintorni di Liverpool.

Mentre con le fotografie di Guanyu Xu in Temporary Censored Home assisteremo a una performance intima e politica che, attraverso un mosaico di immagini tratte da riviste occidentali e di suoi ritratti, parte dallo spazio conservatore in cui l’artista è cresciuto, rendendolo poi luogo di protesta e bonifica queer (foto 8, foto 9).

Chloé Jafé ci farà conoscere la storia delle donne della Yakuza – mafia giapponese – con I give you my life; Jonas Bendiksen (foto 10, foto 11) con The Book of Veles ci fa riflettere sulle fake news e sulla disinformazione in campo visivo, capace di confondere anche i professionisti. Infine, Alexis Cordesse, con Talashi (arabo per “frammentazione”, “scomparsa”) racconta la guerra siriana attraverso foto fatte da chi vive in esilio.

Le sale affrescate del piano terra dei Chiostri ospiteranno poi la mostra storica di questa edizione, dedicata Mary Ellen Mark, documentarista attiva dal 1964 al 2015. Autrice di saggi fotografici rivoluzionari, ella ha esplorato la profondità della vita umana, soprattutto di quella delle donne, che ha ritratto in situazioni davvero difficili e dolorose. L’esposizione, dal titolo Mary Ellen Mark: The Lives of Women, sarà curate da Anne Morin. (foto 12, foto 13)

L’Arte censura l’Arte?

Spostandoci a Palazzo da Mosto avremmo dovuto trovare la mostra dedicata alla Russia, paese ospite di questo festival 2022. Dimitri Ozerkov, Direttore del Dipartimento di arte contemporanea del Museo Ermitage di San Pietroburgo, avrebbe dovuto presententare Sentieri nel ghiaccio, selezione di opere di Alexander Gronsky, Anaïs Chabeur, Olya Ivanova, Evgeny Khenkin, Anselm Kiefer, John Pepper e Dimitry Sirotrin, ma credo che per uniformità con le scelte di governo e l’allineamento alla Comunità Europea sia stato scelto di cambiare ed è così che…

… Spostandoci a Palazzo da Mosto troveremo esposti gli scatti della fotografa Ceca Jitka Hanzlovà, che col suo progetto racconterà come la resilienza degli adolescenti sia stata particolarmente chiamata in causa in questi due difficili anni di pandemia.

Alla Galleria Santa Maria saranno visibili i progetti dei vincitori della Open Call di questa edizione. Simona Ghizzoni (foto 14) con Isola mostrerà come sia riuscita a recuperare il contatto con la natura, lasciando Roma durante l’emergenza Covid e ristabilendosi nell’Appennino Emiliano.

Foto 14: Simona Ghizzoni, Natura morta con dinosauro. Lazio, 2021

Gloria Oyarzabal focalizza invece la sua riflessione sul concetto di Museo, ma in ottica principalmente colonialista, con Usus fructus abusus. Infine, Maxime Richè (foto 15, foto 16), che da tempo si occupa di mostrare l’adattamento umano di fronte agli sconvolgimenti ambientali, in Paradise si concentra sull’omonima città della California che venne brutalmente distrutta da un incendio in meno di quattro ore, e su coloro che, nonostante tutto, vi fecero ritorno.

Fotografia Europea 2022 non finisce qui, e molte altre sono le mostre partner organizzate nelle istituzioni cittadine, come quella in ricordo di Luigi Ghirri a Palazzo dei MuseiIn scala diversa. Luigi Ghirri, Italia in miniatura e nuove prospettive –, a cura di Ilaria Campioli, Joan Fontcuberta e Matteo Guidi. Per il trentennale della sua scomparsa è anche stato istituito il Premio Luigi Ghirri, in collaborazione con l’Archivio Eredi Luigi Ghirri. (foto 17)

Foto 17: Luigi Ghirri, Rimini, 1977 @Eredi Luigi Ghirri

Sempre a Palazzo dei Musei orna anche il progetto di Reggio Emilia Città senza Barriere – STRADE, ossia “Incontri! Arte e persone”, dedicato all’incontro, appunto, fra fragilità e creatività, con cui Alessandra Calò e altre sette persone con fragilità realizzeranno un meraviglioso erbario, attingendo alla collezione dei Musei.

La IX edizione di Giovane Fotografia Italiana – progetto del Comune di Reggio Emilia volto a valorizzare i giovani fotografi italiani under 35 – sarà ospitata dai Chiostri di San Domenico. Quest’anno, nella mostra Possible, a cura di Ilaria Campioli e Daniele De Luigi, saranno presentati i lavori di Marcello Coslovi, Chiara Ernandes, Claudia Fuggetti, Caterina Morigi, Giulia Parlato, Riccardo Svelto, Giulia Vanelli – artisti selezionati da una giuria internazionale e da Chiara Fabro. (foto 18)

Foto 18: Riccardo Svelto, La Cattedrale. © Riccardo Svelto

In Her Rooms di Maria Clara Macrì sarà ospitato da Spazio Guerra. Nel progetto, l’autrice esplora il rapporto tra empatia, intimità e rappresentazione delle donne, riuscendo a catturare la femminilità contemporanea senza stereotipi, liberandola dalla sessualizzazione e dall’oggettivazione di cui è vittima. (foto 19)

Foto 19: Maria Clara Macrì, Lee in her room, New York 2018

Vasco Ascolini: un’autobiografia per immagini, a cura di Massimo Mussini, si terrà invece alla Biblioteca Panizzi (foto 20).

Foto 20: Vasco Ascolini, Les Ballets Jazz de Montréal, Reggio Emilia 1979. © Vasco Ascolini

Il progetto vuole raccontare il fotografo reggiano e la sua arte, per rendere nota al pubblico la donazione da lui fatta alla città. Ad un altro fotografo, Carlo Valsecchi, è dedicata invece la mostra della Collezione Maramotti. Questa, insieme alla Fondazione I Teatri, Reggio Parma Festival e Max Mara, ha anche affidato ad Arianna Arcara il progetto La Visita/ Triptych, che mette in relazione teatro e fotografia.

L’artista, infatti, nel suo lavoro si è basata su quello della Compagnia di teatro-danza belga Peeping Tom al Festival Aperto 2021, riprendendo la performance La Visita presso la Collezione Maramotti e la trilogia Triptych del Teatro Municipale Valli e focalizzandosi su ritratti, allestimenti e sequenze.

Infine, saranno presentati anche progetti di giovani fotografi e di professionisti da parte del CIRCUITO OFF, che arricchisce il Festival con mostre diffuse su tutto il territorio cittadino. I partecipanti saranno invitati a misurarsi con il tema di questa edizione ed esporranno le loro opere in negozi, ristoranti, cortili, gallerie, sedi storiche e private. Rientra in questo progetto anche OFF@school, che coinvolge le scuole della provincia.

In questo contesto, il 7 maggio sarà decretato il vincitore del premio Max Spreafico, che avrà l’opportunità di creare una sua personale mostra, con cui partecipare a Fotografia Europea 2023.

Il Festival però non finisce qui! Oltre alle mostre, il calendario degli appuntamenti sarà ricchissimo, fra conferenze, presentazioni di libri, incontri con gli artisti, spettacoli, workshop, letture e un bookfair dedicato agli editori indipendenti.

Con Fotografia Europea, Reggio Emilia si sta preparando a mostrarci il meglio della fotografia contemporanea. Ecco un evento imperdibile da segnare in agenda allora: non vorremo mica perderci un festival così bello!

FOTOGRAFIA EUROPEA 2022
UN’INVINCIBILE ESTATE

immagine per Roberto Civetta
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Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.

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