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Pier Paolo Pasolini pittore. La Preview di una grande mostra a Roma nel 2023

di Roberto Civetta

Quali sorprese ci riserverà il mondo dell’arte nel 2022?
Anche se con largo anticipo, già sappiamo di un progetto assolutamente da segnare sul calendario; si tratta di Pasolini Pittore, la mostra che la Galleria di Arte Moderna di Roma aprirà dal 14 ottobre 2022 al 16 aprile 2023, in occasione del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975).

Curata da Graziella Chiarcossi, Silvana Cirillo, Claudio Crescentini e Federica Pirani, la mostra vuole porre l’attenzione su un aspetto della parabola artistica pasoliniana su cui la critica spesso non si è concentrata, dando maggiore risalto alla figura del Pasolini poeta e del Pasolini regista; il Pasolini pittore, come dichiara appunto il titolo del progetto, si propone dunque di ripercorrere l’iter artistico dell’autore dal punto di vista della pittura e del disegno, che risultano fondamentali per la sua poetica e profondamente intrecciate e connesse con le sue altre attività.

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A ottobre, pertanto, la GAM Roma ospiterà circa duecento opere di Pasolini, fra disegni e dipinti per la maggior parte provenienti dal Gabinetto Vieusseux di Firenze, dove si trova la più importante raccolta di opere dell’artista.

Di questo si ricostruirà l’intero percorso pittorico, potendo così apprezzare la sua grande sperimentazione artistica a partire dagli esordi a Casarsa – si avrà un importante nucleo degli anni Quaranta, grazie al Centro Studi Pier Paolo Pasolini, di cui colpiscono particolarmente i ritratti di ragazzi seduti, sdraiati o con fiori in mano – per poi soffermarci sugli anni trascorsi a Bologna, con un focus sull’ambiente creativo che circondava “Il Setaccio”, il mensile della GIL – Gioventù Italiana del Littorio – della città, attivo dal novembre 1942 al maggio 1943, per cui Pasolini realizzò vari disegni, insieme a Fabio Mauri.

È sempre a Bologna che la passione di Pasolini per la storia dell’arte ebbe modo di crescere, anche grazie all’incontro con il grande Roberto Longhi, che influenzerà di molto la sua opera pittorica stilisticamente, anche negli anni successivi. A lui chiederà anche la tesi di laurea, che scriverà sulla pittura italiana del Novecento, concentrandosi su autori contemporanei come Carrà, Morandi e De Pisis.

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Dagli anni Cinquanta, con il trasferimento a Roma, Pasolini si concentrerà sempre più sulla scrittura e sul cinema, diventando autore di opere conosciutissime e che hanno profondamente segnato la nostra letteratura e la nostra cultura. La passione per la pittura, però, non viene messa da parte: sebbene la pratichi in modo minore, continua a interessarsi a questa concettualmente, come dimostrano alcuni suoi testi dedicati alla pratica pittorica, non ancora molto conosciuti.

Per la maggior parte, le opere di Pasolini sono nature morte, paesaggi, ma soprattutto ritratti. Questi diventeranno la sua vera e propria cifra stilistica, soprattutto negli anni romani, e saranno dedicati principalmente ai suoi “amici del cuore”: da Ninetto Davoli a Maria Callas, Laura Betti e Andrea Zanzotto, fino a una serie di disegni dedicati a Longhi.

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Si nota come in un primo momento l’artista sia interessato alla materia e come si confronti sempre con i suoi contemporanei, portando la sua pratica ad essere continuamente in progress, tanto che, intorno agli anni Sessanta e Settanta, la sua pittura sarà sempre più attenta alla composizione, in perfetta linea con la corrente di quegli anni, che andava sempre più impregnandosi di impegno civile.

La mostra, di grande interesse, esporrà molte opere inedite dell’artista, anche provenienti dalla collezione di famiglia, con particolare riguardo per autoritratti e ritratti: un genere artistico su cui, come abbiamo detto, Pasolini si concentrerà molto, e attraverso il quale cercherà di scandagliare il valore iconico del rappresentato. L’uno per il tutto, potremmo dire.

È interessante notare, a questo proposito, come questo processo di ricerca si ritrovi e si colleghi anche con i suoi altri campi d’azione: basti pensare ai primi piani filmici di Accattone  e Mamma Roma – che rimandano all’arcaismo e al primitivismo della pittura umanistica, conosciuta e amata per il tramite di Longhi – o al linguaggio usato nella descrizione dei volti “di borgata” in Ragazzi di vita – da intendere come emisfero e segno del linguaggio stesso, da salvaguardare proprio per l’originario valore semantico di conoscenza del proletariato urbano –, fino ad arrivare al più intimo studio del Sé, del proprio viso ormai divenuto icona universale.

A completamento della mostra, la Galleria d’Arte Moderna, la “Sapienza” Università di Roma e altre sedi ancora da definire ospiteranno una serie di eventi, readings, proiezioni e incontri dedicati alle tematiche affrontate dall’esposizione e, oltre a questi, la Sapienza organizzerà anche un grande convegno sul rapporto fra pittura, scrittura e cinema.

(foto 9, foto 10)

Manca ancora molto tempo all’inaugurazione, sicuramente saranno via via tanti gli aggiornamenti su questo prezioso progetto, che celebra un anniversario importante regalandoci un nuovo punto di vista su Pasolini, per permetterci di avere una visione più completa di questo eccezionale poeta, scrittore, sceneggiatore, attore, regista, drammaturgo, intellettuale, artista.

Del resto, non smetteremo mai di scoprire nuovi lati dei grandi maestri che hanno segnato la nostra epoca, e non smetteremo mai di sorprenderci di quanto poliedrica sia la loro opera. Non ci resta che aspettare!

Info

  • Pasolini Pittore
  • A cura di: Graziella Chiarcossi, Silvana Cirillo, Claudio Crescentini, Federica Pirani
  • Promossa da Roma Culture, Sovrintendenza dei Beni Culturali, “Sapienza” Università di Roma, Facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Lettere e Culture moderne, Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieussieux di Firenze, Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia (PN) e dalla Fondazione Cineteca di Bologna, e organizzata da Zètema Progetto Cultura
  • 14 ottobre 2022 – 16 aprile 2023
  • Galleria d’Arte Moderna
  • Roma, Via Francesco Crispi, 24
  • Dal martedì alla domenica ore 10.00-18.30 – Ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura -Giorni di chiusura: lunedì, 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre
  • Intero € 7,50 Ridotto € 6,50
  • Per i residenti in Roma Capitale e nell’area metropolitana (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): intero € 6,50; ridotto € 5,50
  • Info mostra Tel. 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00
  • www.galleriaartemodernaroma.it www.museiincomune.it; www.zetema.it

 

 

 

 

 

 

immagine per Roberto Civetta
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Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.

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