ultimi articoli dell'autore

Palazzo San Francesco a Domodossola e i suoi Musei Civici

di Roberto Civetta

Sono i secoli che rendono preziosa una dimora storica?
Con Italia a Palazzo continuiamo il viaggio nella storia e nella cultura alla scoperta delle architetture italiane e di ciò che esse contengono, realizzate dai più importanti artisti al mondo; oggi ci raccontano il loro vissuto, le famiglie nobiliari ad esse legate, le loro trasformazioni, la storia delle loro collezioni d’arte. Dopo aver toccato alcune fra le più importanti città italiane, come Roma, Firenze e Venezia, abbiamo deciso di fare tappa in Piemonte, a Domodossola: del resto, in Italia anche le realtà più piccole nascondono preziosi tesori e grandi sorprese!
Le buone notizie.
Protagonista di oggi è quindi Palazzo San Francesco, che ci sorprende favorevolmente inaugurando i Musei Civici Gian Giacomo Galletti, dopo anni di accurato restauro e riallestimento museografico.

immagine per Palazzo San Francesco a Domodossola e i suoi Musei Civici
Prospetto di Palazzo San Francesco. ph Alberto Lorenzina

Il palazzo si erge su una antica chiesa francescana, fra le prime costruite a Ossola e probabilmente attiva già alla metà del Duecento.

Quando la famiglia Belli lo costruì, a inizio Ottocento, ne mantenne la struttura – con una vasta navata centrale e due laterali, con colonne e capitelli scolpiti – che, ancora oggi, dona al palazzo un’atmosfera incredibilmente suggestiva.

Nel 1881, poi, l’edificio viene acquistato da Gian Giacomo Galletti, un artigiano piemontese di umili origini, che si distinse nella lavorazione degli ori, degli argenti e degli smalti, facendo fortuna e arrivando addirittura ad ottenere un posto in Parlamento.

Mosso da intenti profondamente filantropici, nel 1869 diede vita alla fondazione sua omonima, con l’intenzione di “provvedere nel tempo all’istruzione ed educazione morale, all’incremento dell’industria, a fini di beneficienza e in generale al miglioramento delle condizioni economiche degli abitanti dell’Ossola”. L’intensa attività storico-culturale della fondazione si interruppe poi nel 1984, e tutti i beni passarono al Comune di Domodossola.
(foto 1)

foto 1 – Federico Barocci, San Francesco in preghiera davanti al crocefisso – collezione privata

Il Palazzo riapre oggi, dopo circa quarant’anni, in una rinnovata veste che collega strettamente l’architettura francescana originaria con le collezioni civiche conservate nel museo, in modo da fornire al visitatore una visione omogenea fra arte, storia e contemporaneità, per esaltare l’identità dell’Ossola: un territorio di confine ricco di suggestioni, che merita di essere riscoperto.

Spiega infatti Antonio D’Amico, direttore e conservatore dei Musei Civici Gian Giacomo Galletti:

“Palazzo San Francesco è l’insieme di molti musei che raccontano la storia di un territorio di frontiera, che da una parte guarda all’Italia e dall’altra ai paesi limitrofi, in particolare la Svizzera e la Francia.

Entrare all’interno di Palazzo San Francesco, soprattutto in questo preciso momento storico, vuol dire immergersi in un osservatorio privilegiato dove riscoprire la storia e l’identità culturale dell’Ossola, ma anche un luogo che è una fucina di idee per costruire il futuro e guardare lontano.

Dai bambini agli anziani, tutti, possono trovare qui una suggestione, una ripartenza, un incontro con tantissimi ambiti del sapere e del vivere umano.

Palazzo San Francesco è lo specchio di ciò che deve essere un Museo Civico, ossia uno spazio senza confini dove sentirsi a casa e trovare un po’ di se stessi”.

Provo una sana invidia.
I Musei, come ci si mostrano nella loro veste attuale, di recente inaugurazione, sono il frutto della collaborazione con la Fondazione Ruminelli e del progetto dell’architetto Paolo Carlo Rancati e di una ingente campagna di restauro che ha impegnato 15 restauratori di diversa specializzazione, intervenuti su almeno 63 dipinti, 23 reperti lapidei, 287 reperti archeologici, 29 suppellettili sacre, 40 arredi lignei e almeno 2000 animali impagliati e minerali. (foto 2)

foto 2 – Museo di scienze naturali_intervento cromatico permanente di Gianluca Quaglia. ph Alberto Lorenzina

Per raccontare il territorio dell’Ossola e la sua importante attività di collezionismo, Palazzo San Francesco si articola su tre diversi livelli espositivi.

Al piano terra, la ex chiesa francescana ospita mostre temporanee, al primo piano, il Museo di Scienze Naturali, al secondo piano la Pinacoteca, la sezione di Archeologia, quella dedicata all’Arte Sacra e quella di grafica.

Al piano terra, in un ambiente architettonicamente unico nel suo genere, fino al 31 dicembre 2021 sarà possibile visitare la mostra Incanto e disincanto. La forza delle idee, curata da Antonio D’Amico e suddivisa in tre sezioni, con l’intenzione di risaltare la struttura del palazzo e la sua storia, dalle origini francescane alla creazione del museo ottocentesco, attraverso un dialogo fra la ritrattistica dedicata ai suoi due fondatori, per così dire: San Francesco e Gian Giacomo Galletti.

Per quanto riguarda il focus sul Santo, questo è stato realizzato grazie alla collaborazione con la Diocesi di Novara e con alcune collezioni private. La sua iconografia verrà rappresentata da opere di Tanzio da Varallo, Federico Barocci, Bartolomeo Passerotti, Charles Mellini e Ceranino. Di particolare interesse è il San Francesco riceve le stigmate di Guercino, pala d’altare proveniente dalla Cattedrale di Novara. (foto 3)

foto 3 – Guercino, San Francesco riceve le stimmate. Novara, Cattedrale

I materiali dedicati al fondatore dei Musei Civici provengono, invece, direttamente dall’archivio della Fondazione Galletti e, attraverso un video proiettato alle pareti, Gian Giacomo torna a raccontare la storia del palazzo e a dialogare con i visitatori, con un breve monologo scritto da Paola Caretti e recitato dall’attore ossolano Matteo Minetti.

A conclusione, un Timelaps realizzato dal fotografo Alberto Lorenzina svela i retroscena del museo, che adesso gli spettatori possono godere in tutta la sua interezza.

Il primo piano è dedicato al Museo di Scienze Naturali, che offre una ricca collezione di animali impagliati, di varie taglie, e di minerali, tra i quali quelli dello studioso Giorgio Spezia.

Si ha poi una sezione di botanica, una di entomologia, malacologia e anatomia comparata.

Il museo di propone di creare un legame fra l’ambiente e gli elementi naturali che vengono esposti e l’arte contemporanea, grazie ad interventi permanenti, appositamente realizzati da Gianluca Quaglia.

Di questi, non appena entrati, è possibile osservare l’istallazione Foresta Giardino, opera intorno a cui ruota l’intero allestimento del museo. (foto 4)

foto 4 – Museo di scienze naturali: intervento cromatico permanente di Gianluca Quaglia. ph Alberto Lorenzina

Il secondo piano è invece concepito come uno spazio dinamico, animato da varie sezioni.

Quella relativa al Museo Archeologico espone reperti e manufatti di diverse età, dalla preistoria all’Antico Egitto, passando per l’età leponzia – i primi abitanti di Domodossola – e quella romana. Di particolare importanza è il corredo della tomba del guerriero ossolano Claro Fuenno, che torna finalmente visibile per la prima volta, dopo un accurato restauro. (foto 5), (foto 6)

La sezione dedicata all’Arte Sacra, poi, si compone principalmente di suppellettili liturgiche in tessuto, argento e oro, e da vetri dipinti e sculture lignee del territorio.

Entro tavoli progettati da Paolo Carlo Rancati e realizzati dalla ditta Franzini di Domodossola, che si è occupata dell’intero arredamento del museo, saranno presentati 33 disegni donati alla Fondazione alla fine dell’Ottocento, e che risultano di notevole importanza.

Questi, infatti, databili fra la fine del Cinquecento e gli albori del Novecento, riprendono importanti opere secentesche e si pongono a testimoni della importante diffusione, anche in Ossola, della tradizione artistica romana e bolognese. Si rifanno, infatti, ad opere di Annibale Carracci, Domenichino, Ciro Ferri e Carlo Maratti, per esempio. (foto 7)

foto 7 – Museo di Arte Sacra, sculture lignee. ph Alberto Lorenzina

Al centro del secondo piano si ha poi la Pinacoteca.

Qui si possono ammirare le opere degli artisti vigezzini, che si articolano attraverso le maggiori scuole dell’Ossola: quella di Craveggia, di Buttogno e di Rossetti Valentini, di Santa Maria Maggiore.

Di particolare importanza risultano le opere di Giuseppe Rossetti, fra cui i Ritratti dei pittori antichi e moderni, in cui l’artista riunisce intorno a Michelangelo e Raffaello la maggior parte dei pittori ossolani. È grazie a lui, oltretutto, che ebbe inizio anche la collezione dei dipinti del Comune di Domodossola. (foto 8) (foto 9)

Sagep Editori illustra in una guida gli interi Musei Civici Gian Giacomo Galletti di Palazzo San Francesco, con il loro intento di fare da anello fra la storia e la cultura del territorio ossolano e la contemporaneità.

Da giugno a ottobre (orario estivo) sarà possibile visitarli il venerdì, il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 19:00; da ottobre a dicembre, invece, soltanto il sabato e la domenica, con il medesimo orario mattutino, ma con apertura pomeridiana dalle 15:00 alle 18:00.

Una prerogativa affatto straordinaria del nostro paese, di cui non smetteremo mai di stupirci, è che ovunque, si trovano luoghi pieni di tradizioni profonde e sentite, che il territorio si impegna a proteggere e preservare, così da tramandarne la storia e le tradizioni, in veste sempre nuova e collegata alla realtà contemporanea.

Info

immagine per Roberto Civetta
+ ARTICOLI

Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.

2 risposte

  1. Sembra molto interessante. Un ottimo spunto per una prossima meta. Il nostro Paese è incredibile, basta avere la curiosità e possibilità di viaggiare, per scoprire piccoli grandi tesori, da nord a sud, dalla montagna al mare passando per laghi, campagne e città. Tutti dovrebbero contribuire a promuovere e valorizzare la cultura nel nostro Paese quale bene prezioso per noi e le generazioni future. Grazie per queste perle di arte e cultura che condividi con noi.

  2. Condivido appieno, l’Italia è colma di bellezza e le diverse realtà dei piccoli e grandi centri celano tesori culturali meravigliosi. La curiosità spinge alla scoperta e la passione contribuisce a farci stare bene e ci accresce! Grazie Barbara appassionata d’arte e cultura!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *