Riprendiamo la nostra rubrica Italia a Palazzo per andare a Ferrara e scoprire la storia del Palazzo dei Diamanti, fra i più importanti e celebri esempi architettonici del Rinascimento della città e di tutta l’Italia. (foto 1)
Sono i secoli che rendono preziosa una dimora storica? Con Italia a Palazzo continuiamo il viaggio nella storia e nella cultura alla scoperta delle architetture italiane e di ciò che esse contengono, realizzate dai più importanti artisti al mondo; oggi ci raccontano il loro vissuto, le famiglie nobiliari ad esse legate, le loro trasformazioni, la storia delle loro collezioni d’arte.
Progettato da Biagio Rossetti nel 1493 per volere di Sigismondo d’Este, fratello del duca Ercole I d’Este, l’edificio si articolava alla maniera quattrocentesca, secondo gli studiosi, mostrando la forma ad “U”: all’ala principale si affiancavano ad angolo retto l’ala settentrionale e quella meridionale che al pianterreno si aprivano sul cortile d’onore, lungo i tre lati correva una loggia colonnata. Non erano previste camere private, ma unicamente la grande sala di rappresentanza sopra l’ingresso. Il palazzo è celebre per via delle 8500 bugne a punta di diamante dei prospetti esterni, questi elementi a spigolo vivo sono decisamente nuovi nell’architettura di fine quattrocento, probabilmente una fedele esecuzione del disegno rossettiano, e ricordano l’emblema estense del diamante e a cui la struttura deve il nome. Era inoltre, nella sua origine, il centro ideale della cosiddetta “Addizione Erculea”, ossia l’opera urbanistica voluta dal duca per modernizzare e raddoppiare la sua città, esaltando il prestigio della sua corte. (foto 2, foto 3)
Della costruzione del monumento restano testimonianze di contratti per forniture di pietre, marmi, calce, messa in opera di vari lavori, sempre seguiti e controllati da Biagio Rossetti, almeno fino al 1503, anno in cui presero il suo posto nella direzione dei lavori Christoforo da Milano e Girolamo da Paxino, mentre per le sculture della facciata, all’epoca già decorata a “marmore e diamanti” nel 1496, fu scelto Gabriele Frisoni.
È da sottolineare che a causa dell’abbandono dei tagliapietre l’opera di costruzione durante l’inizio del Cinquecento subì importanti rallentamenti ai lavori che si prolungarono con buona probabilità per tutta la prima metà del secolo XVI.
Nonostante il trasferimento a Modena della famiglia in seguito alla devoluzione di Ferrara allo Stato Pontificio nel 1598, il palazzo restò di sua proprietà, a partire dal 1559 vennero realizzati lo scalone d’onore e il grande salone al primo piano. Delle decorazioni si sarebbe occupato una trentina di anno dopo Cesare d’Este: queste, ad oggi parzialmente conservate, interessarono anche la sala del piano nobile e quelle cosiddette “Benvenuto Tisi” del piano terreno, ad oggi parte del percorso di visita del Palazzo, per la Pinacoteca e le mostre. (foto 4, foto 5, foto 6)
Dopo essere stato venduto nel 1641 ai marchesi Villa, nel 1842 l’edificio venne infine acquistato dal Comune, a cui appartiene tutt’oggi, che vi sistemò la Pinacoteca e l’Ateneo Civico. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu gravemente danneggiato dai bombardamenti e per questo è stato sottoposto a svariati interventi di restauro nel corso del tempo, uno dei quali è stato recentissimo e volto alla valorizzazione e all’adeguamento degli spazi espositivi. (foto 7, foto 8, foto 9)
Oggi Palazzo dei diamanti è sede della meravigliosa Pinacoteca Nazionale di Ferrara, situata al primo piano, e di importanti mostre temporanee di rilievo internazionale, organizzate dalle Gallerie di Arte Moderna e Contemporanea e dalla Fondazione Ferrara Arte, che si occupa, insieme al Settore Attività Culturali del Comune di Ferrara, di organizzare le esposizioni e proseguire, così, il grande valore storico, artistico e culturale della città. (foto 10, foto 11, foto 12)
Palazzo dei Diamanti riaprirà al pubblico il 18 febbraio, in occasione della mostra Rinascimento a Ferrara. Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa, volta a celebrare i due grandi maestri.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00, anche a Pasqua, il Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 01 maggio e 02 giugno. Inoltre, avrà aperture serali straordinarie, fino alle 22:30 nelle date: 08 marzo, 09 e 30 aprile, 17 e 19 maggio e 02 giugno.
Info Palazzo dei Diamanti
- Corso Ercole I d’Este, 21, 44121, Ferrara
- Tel: +39 0532244949
- Email: diamanti@comune.fe.it
- Sito internet: https://www.palazzodiamanti.it
Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.
- Roberto Civetta
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2 risposte
Mi è molto piaciuto x chiarezza ed essenzialità. Grazie.
Ti ringrazio Tiziana, sono contento ti sia piaciuto l’articolo.