Nel corso dei secoli, il Mediterraneo non solo ha rappresentato la culla delle più grandi civiltà che hanno contribuito a plasmare il nostro patrimonio culturale, ma è stato anche un dinamico teatro di scambi, attraversamenti e interazioni religiose. Uno spazio complesso e stratificato, nel quale comunità diverse hanno saputo elaborare forme di coesistenza, condividendo luoghi, simboli e visioni del sacro senza rinunciare alle proprie specificità identitarie.
Spesso marginalizzata nei grandi racconti storici, che tendono a privilegiare il conflitto rispetto alle pratiche quotidiane di convivenza, è proprio la dimensione della condivisione ad essere oggi al centro della mostra Luoghi sacri condivisi. Viaggio tra le religioni, ospitata all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici dal 9 ottobre 2025 al 19 gennaio 2026.

Curata dall’antropologo Dionigi Albera, specialista di Europa e Mediterraneo e direttore emerito del CNRS (Università Aix-Marsiglia), insieme a Raphaël Bories, responsabile del settore -credenze e religioni- del Mucem e Manoël Pénicaud, antropologo al CNRS e membre dal Centre Jacques Berque (Rabat), fotografo, documentarista.
L’esposizione fa luce su un tema di grande complessità, che apre a nuove prospettive di analisi sul significato e sulle trasformazioni dei luoghi simbolici – chiese, moschee, santuari- dove, nel corso dei secoli, dinamiche di prevaricazione e convivenza si sono spesso sovrapposte, lasciando talvolta emergere, per Dionigi Albera, uno «spiraglio di interazione», da lui definito come una vera e propria “condivisione paradossale”.
Lungo un viaggio che attraversa itinerari, spazi, oggetti e simboli religiosi, la mostra racconta come le tre grandi religioni monoteiste – ebraismo, cristianesimo e islam – abbiano intrecciato nel tempo non solo luoghi di culto, ma anche figure comuni, pratiche rituali e gesti devozionali, ciascuna rimanendo fedele al proprio credo e al proprio Dio. Ne emerge una storia che presenta frontiere osmotiche, sovrapposizioni e negoziazioni continue, che mette in discussione l’idea di una separazione netta e immutabile tra le fedi.
Il percorso espositivo si sviluppa come un dialogo inedito tra creazioni contemporanee e capolavori del patrimonio storico, riunendo oltre cento opere lungo un arco temporale di circa duemila anni. Da Gentile da Fabriano a Marc Chagall, passando per Le Corbusier, le opere non sono presentate come semplici testimonianze artistiche, ma come veri e propri strumenti di lettura critica, capaci di restituire il sacro come spazio di relazione, di attraversamento e di scambio più che di esclusione.
In questo senso, la mostra si inserisce con particolare chiarezza nel dibattito attuale sul ruolo culturale e politico dei luoghi religiosi, oggi troppo spesso ridotti a simboli identitari rigidi, semplificati e strumentalizzati.
Inaugurata per la prima volta al Mucem – Musée des Civilisations de l’Europe et de la Méditerranée di Marsiglia dieci anni fa, la tappa romana – ideata e prodotta dall’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, dal Mucem e dall’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede – i Pii stabilimenti francesi a Roma e a Loreto – si presenta come una versione profondamente ripensata e arricchita.
La mostra beneficia del sostegno di BNL BNP Paribas. I prestigiosi prestiti provenienti dai Musei Vaticani, dal Louvre, dal MAXXI e dal Museo Ebraico di Roma, oltre che dallo stesso Mucem, rafforzano il valore scientifico e simbolico dell’operazione, sottolineando quanto la tutela e la valorizzazione dei luoghi di condivisione rappresentino oggi una questione urgente, non solo storica ma anche profondamente contemporanea.
Ripensata anche in occasione del Giubileo 2025, Luoghi sacri condivisi. Viaggio tra le religioni si articola in sette capitoli tematici – Città sante; Il mare; Il giardino; La montagna; La grotta; Oggetti erranti; Architetture – che disegnano una vera e propria geografia spirituale del Mediterraneo.
Spazi naturali e urbani, terre di passaggio, siti simbolici e monumenti raccontano le molte volte in cui, nel corso dei secoli, la scelta di condividere è stata più forte di quella di combattere o dividere, e in cui la ricerca di ciò che unisce si è imposta sulle differenze confessionali.
A completare il progetto espositivo, il catalogo co-edito da Silvana Editoriale e Villa Medici raccoglie i testi dei curatori e i contributi inediti di studiosi e specialisti invitati ad approfondire i temi della mostra. Accanto a Dionigi Albera, Raphaël Bories e Manoël Pénicaud, figurano interventi di Alberta Campitelli, Eleonora D’Alessandro, Paolo La Spisa, Vincent Lemire e Adnane Mokrani, offrendo ulteriori strumenti di riflessione su un tema che, oggi più che mai, interroga il nostro presente.
Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.





















