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I Farnese nella Roma del ‘500. Origini e fortuna di una Collezione

di Roberto Civetta

Visitabile fino al 18 maggio 2025 ai Musei Capitolini, nelle sale di Villa Caffarelli, la mostra I Farnese nella Roma del Cinquecento. Origini e fortuna di una Collezione che celebra una delle più note raccolte artistiche e archeologiche di sempre, la Collezione Farnese, attraverso oltre 140 capolavori, riuniti grazie alla collaborazioni di importantissime collaborazioni.

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I Farnese nella Roma del Cinquecento
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A cura di Claudio Parisi Presicce e Chiara Rabbi Bernard, la mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzata da Zètema Progetto Cultura in collaborazione con Civita Mostre e Musei e si pone tra gli eventi più importanti di questo anno giubilare, facendo parte anche del “#Amanotesa” (PNRR CAPUT MUNDI), per l’inclusione sociale attraverso l’incremento dell’offerta culturale. (foto 1, foto 2, foto 3)

Quello farnesiano rappresenta un nucleo davvero fondamentale del nostro patrimonio culturale e artistico, anche per il ruolo che la collezione ebbe nell’affermarsi del prestigio della famiglia, che la utilizzò come strumento per consolidare il proprio potere.

Nacque sotto Alessandro Farnese, divenuto Papa Paolo III nel 1534 e impegnato in una profonda trasformazione urbanistica di Roma, con l’obiettivo di ridare splendore e magnificenza alla città, in seguito al Sacco di Roma, che ebbe inizio il 6 maggio 1527 con l’arrivo delle truppe imperiali di Carlo V, che costrinse papa Clemente VII alla fuga.

In questo contesto, fu proprio lui a rinnovare il Campidoglio e a collocarvi il monumento equestre in  bronzo del Marco Aurelio (l’unica di 22 statue equestri giunta a noi, che ritroviamo nelle descrizioni tardo imperiali definite -equi magni- e che per la sua integrità assunse un valore simbolico, per coloro che volevano proporsi come eredi dell’antica Roma), facendolo trasferire nel 1538 dalla Piazza del Laterano.

La sua profonda passione per l’antichità lo portò a raccogliere nel palazzo di famiglia in Campo de’ Fiori innumerevoli capolavori e i suoi successori, i Cardinali Alessandro e Odoardo in particolare, portarono avanti la pratica collezionistica, rendendola una caratteristica identificativa del prestigio familiare e conferendo a Palazzo Farnese una vocazione museale che lo portò ad essere, già nel XVI secolo uno dei luoghi più importanti di Roma, che le guide consigliavano di visitare. (foto 4, foto 5, foto 6)

Da non sottovalutare, nel processo di evoluzione della collezione, è anche il ruolo svolto da Fulvio Orsini che, erudito umanista e antiquario quale era, si dedicò alla sua valorizzazione come conservatore, bibliotecario e addirittura iconografo di alcuni affreschi di Palazzo Farnese.

Alla sua figura è dedicata un’intera sezione della mostra, che approfondisce il suo ruolo chiave nell’acquisizione e nella valorizzazione di numerosi reperti.

Le opere – provenienti anche dal Museo Archeologico Nazionale e Museo e Real Bosco di Capodimonte e dalla Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli, oltre che dalle Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Roma – Galleria Corsini, dalla Galleria Borghese dalle Gallerie degli Uffizi e dal Museo Nazionale del Bargello a Firenze, dalla Galleria Nazionale di Parma – Palazzo della Pilotta, dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, nonché da prestigiose istituzioni estere come il Museo del Louvre di Parigi, il Museo di Belle Arti e Archeologia di Besançon, la Royal Collection Trust e la Morgan Library di New York – sono allestite lungo ben dodici sale, passeggiando attraverso le quali possiamo osservare lo splendore della Collezione Farnese, dal XVI al XVII secolo, con celebri capolavori quali il gruppo del Pan e Daphni, quello del Ganimede con l’Aquila o la Madonna del Divino Amore di Raffaello e il Ritratto di Papa Paolo III con il camauro di Tiziano. (foto 7, foto 8, foto 9)

La mostra si apre con un’introduzione che racconta il legame fra Paolo III e Roma. A testimonianza dell’importanza che la Collezione aveva per la famiglia, il Testamento del Gran Cardinale Alessandro che esplicita fermamente che la collezione era inalienabile e doveva restare a Roma.

Segue una sezione dal titolo Gli artefici della Collezione, che omaggia, attraverso ritratti, le personalità che hanno contribuito alla magnificenza della raccolta, portandola a raggiungere l’apice del suo splendore proprio in quegli anni.

Altre sezioni sono dedicate all’attenzione per l’antichità e presentano meraviglie quali l’Ercole Farnese e il Toro Farnese, i Colossi delle Terme di Caracalla.

Un focus è dedicato poi alla Galleria del Palazzo Farnese, dipinta dai Carracci con soggetti ispirati alle Metamorfosi di Ovidio ed evocata in mostra grazie a disegni preparatori degli affreschi e sculture significative, fra le quali l’Eros Farnese e il Satiro con Bacco bambino, oggi di nuovo a Roma in seguito al loro trasferimento a Napoli alla fine del XVIII secolo.

La sezione successiva, La Sala dei Filosofi si concentra sul tema delle Veneri e ospita la celebre Venere Callipigia – copia di epoca adrianea dell’originale greco – e la copia bronzea di Guglielmo della Porta del Camillo dei Musei Capitolini.

Non mancano poi i capolavori sacri della Collezione, fra i quali la Guarigione del cieco nato di El Greco e il Cristo e la Cananea  di Annibale Carracci. (foto 10, foto 11, foto 12)

La mostra si conclude al 1600, anno della morte di Orsini e che segnerà la fine del periodo più prestigioso della Collezione.

Nell’ultima sezione, una selezione di opere provenienti dalla raccolta Farnese e dalla Orsini celebrano il loro legame, emblematicamente riassunto nel Ritratto di Giulio Clovio di El Greco – parte della collezione Orsini – dove l’artista è raffigurato mentre tiene in mano il Libro d’Ore da lui miniato per il Cardinale Alessandro, esposto proprio accanto al Libro d’Ore oggi conservato alla Morgan Library di New York. (foto 13, foto 14, foto 15)

Questa importante esposizione a Villa Caffarelli ci permette di comprendere come la famiglia Farnese, con la sua passione per l’arte e l’antichità, sia riuscita a dare alla città di Roma un nuovo ed esclusivo assetto, basato sull’importanza del suo patrimonio culturale.

Camminare attraverso le sale del museo, circondati da opere che hanno segnato la storia dell’arte, ci porta a riflettere sulla ricchezza culturale del nostro paese e su quanto sia fondamentale valorizzarla ancora oggi con lo stesso impegno che le avevano dedicato, molti secoli fa, i Farnese. 

Info mostra I Farnese nella Roma del ‘500. Origini e fortuna di una Collezione

  • 11 febbraio – 18 maggio 2025
  • A cura di Claudio Parisi Presicce e Chiara Rabbi Bernard
  • Musei Capitolini – Villa Caffarelli – Via di Villa Caffarelli – Roma
  • info.museicapitolini@comune.roma.it
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Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.

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