ultimi articoli dell'autore

Eschermania. A Padova una delle mostre più complete su Maurits Cornelis Escher.

di Roberto Civetta

È in corso a Padova, al Centro Culturale Altinate | San Gaetano, la più grande e completa esposizione dedicata all’amatissimo maestro olandese Maurits Cornelis Escher (1898–1972) e ai suoi mondi impossibili e visionari, dove l’arte si fonde con la matematica e l’illusione ottica.

immagine per M.C. EscherMano con sfera riflettente, 1935 Litografia, 318x213 mm Collezione M.C. Escher Heritage, Paesi Bassi All M.C. Escher works © 2026 The M.C. Escher Company, The Netherlands. All rights reserved www.mcescher.com
M.C. Escher Mano con sfera riflettente, 1935. Litografia, 318×213 mm. Collezione M.C. Escher Heritage, Paesi Bassi. All M.C. Escher works © 2026 The M.C. Escher Company, The Netherlands. All rights reserved www.mcescher.com

Curata da Federico Giudiceandrea, promossa dal Comune di Padova e prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la M.C. Escher Foundation, la M.C. Escher Heritage e Maurits, fino al 19 luglio 2026 la mostra presenta oltre 150 opere, tra le quali i capolavori più celebri, come Mano con sfera riflettente (1935), Giorno e Notte (1938), Metamorfosi II (1939-1940), Relatività (1953) e Belvedere (1958).

Arricchite da un allestimento suggestivo e coinvolgente, entro un percorso espositivo articolato in otto diverse sezioni che permettono al pubblico di sperimentare i paradossi delle costruzioni escheriane, ripercorrendo l’intera parabola artistica del maestro, attraverso le molteplici tecniche da lui esplorate: dagli esordi ai viaggi in Italia e nel Mediterraneo; dalle tassellazioni alle metamorfosi, dalle superfici riflettenti ai paradossi geometrici. (foto 1, foto 2)

L’esposizione di Padova si caratterizza in particolar modo per l’offerta didattica ed esperienziale. Accanto ai capolavori senza tempo, infatti, un ricco apparato didattico con video, approfondimenti e molte coinvolgenti installazioni, pensate per dare la possibilità al pubblico di comprendere a fondo il percorso creativo di Escher.

La Relativity Room, che altera le percezioni di scala e orientamento; la Mirror Room dove i riflessi si moltiplicano all’infinito; la postazione interattiva Mano con sfera riflettente, che permette ai visitatori di mettersi nei panni dell’artista, e l’iconica opera; la postazione interattiva che permette di sperimentare l’“effetto droste”, la ripetizione dell’immagine dentro l’immagine, riproducendo un particolare di un altro capolavoro, “Galleria di stampe”.

Per la prima volta al mondo a Padova verrà presentata anche una straordinaria esperienza di realtà virtuale che sarà ospitata dai Musei Civici Eremitani.

Un’esperienza immersiva unica nel suo genere che renderà il pubblico protagonista – e non più solo spettatore – dei paradossi delle costruzioni escheriane e della dimensione onirica che li caratterizza. Sarà un vero e proprio viaggio virtuale nel mondo di M.C. Escher. (foto 3, foto 4)

Ma entriamo adesso più nel particolare della mostra al Centro Culturale Altinate | San Gaetano!

Il titolo della prima sezione, Gli inizi, parla da solo: si comincia dagli anni in cui Escher, si approccia alle principali tecniche dell’arte grafica: xilografia, linoleografia, mezzatinta. Tra queste, sarà la xilografia a conquistare la sua maggiore attenzione.

Iscritto alla Scuola di Architettura e Arti Decorative di Haarlem, studia sotto la guida di Samuel Jesserun de Mesquita, dal quale eredita il gusto per la rappresentazione di soggetti naturalistici, l’eleganza delle linee, semplici ma decise, e l’essenza delle forme.

Già nei primi lavori giovanili, che mostrano l’influenza dell’Art Nouveau e del Simbolismo, si riscontrano le tracce di quelli che saranno alcuni dei temi cardine della sua poetica e che svilupperà maggiormente in seguito: osservazione attenta della natura, le composizioni geometriche e i primi accenni alle tassellazioni.

Nella seconda sezione, Il periodo italiano e i viaggi, vediamo come l’osservazione della natura sia diventata più minuziosa: ai dettagli, però, si intrecciano vedute di orizzonti lontani, premonitrici dei paradossi prospettici e delle illusioni ottiche che caratterizzeranno la sua arte.

La terza sezione è dedicata alle Tassellazioni. Dopo i sereni  e davvero fecondi anni italiani, nel 1936 Escher si trova a Granada, visitando nuovamente l’Alhambra, si innamora delle sue elaborate decorazioni geometriche in stile moresco.

Inizia così il suo studio delle tassellazioni, ossia, in geometria, i modi di riempire il piano con una o più figure geometriche – dette appunto “tasselli” – ripetute all’infinito senza sovrapposizioni e senza lasciare spazi vuoti. Sono stati identificati 17 diversi tipi di simmetrie regolari che permettono di suddividere il piano.

Di queste simmetrie, l’artista costituì un catalogo di 137 acquerelli, numerati e archiviati secondo un suo proprio schema logico, da usare come motivi per realizzare tassellazioni e metamorfosi. Queste ultime, dunque, le protagoniste della quarta sezione. (foto 5, foto 6)

Le Metamorfosi, ossia le trasformazioni di un essere o di un oggetto in un altro di natura diversa, prendono infatti le mosse dalla modificazione e successiva concatenazione di diverse tassellazioni e, a partire dal 1937, Escher si cimenterà nella creazione di universi circolari, dati da vortici di trasformazioni da forme astratte a forme animate e viceversa, scegliendo talvolta anche soggetti antitetici ma complementari, come giorno e notte o bene e male, intrecciando e facendo interagire gli opposti all’interno di una stessa composizione, per una riflessione sui temi della ciclicità, dell’eternità e della continuità.

Con Struttura dello spazio, quinta sezione, ci si concentra sull’attenzione del maestro olandese per la matematica e la geometria, che lo portarono sempre a prediligere una concezione spaziale più complessa rispetto a quella lineare tradizionale e a sviluppare un profondo interesse per soluzioni visive sempre più articolate, quali sfere, superfici riflettenti, solidi regolari e superfici topologiche, come il nastro di Möbius – appare come una superficie a due facce ma, osservandolo meglio, ne rivela solo una. (foto 7, foto 8)

Nella sesta sezione si possono osservare oggetti di vario genere: ex libris, biglietti di auguri, disegni per loghi, articoli pubblicitari…

Si tratta dei Lavori su commissione realizzati in qualità grafico, che gli servirono per riuscire a sostenersi con le proprie creazioni e dimostrarono anche quanto le tassellazioni potessero essere non solo affascinanti, ma anche utili, ideali per ottimizzare il tempi del processo creativo attraverso l’uso ripetuto di un solo elemento figurativo.

La settima sezione torna a concentrarsi sulla matematica: ecco i Paradossi geometrici.

Escher non aveva reali conoscenze in materia. Per la maggior parte, si trattava di intuizioni e, sebbene le distorsioni prospettiche delle sue architetture e composizioni geometriche si mostrassero più che plausibili, in realtà si dimostravano poi impossibili.

La svolta avvenne nel 1954, quando al Congresso Internazionale dei Matematici ad Amsterdam vennero esposte alcune sue opere, che la comunità scientifica apprezzò tantissimo.

L’artista iniziò dunque un fitto dialogo con matematici e cristallografi che fu per lui fonte di profonda ispirazione e lo portò a forzare la rappresentazione di situazioni impossibili oltre ogni limite, come ben si vede da alcune delle sue opere più famose, quali Relatività, Galleria di stampe, Belvedere, Salire e Scendere e Cascata. (foto 9, foto 10)

L’ultima sezione, infine, è dedicata alla fortuna dell’opera di Escher. Eschermania indaga infatti il modo in cui la popolarità del maestro sia cresciuta già a partire dagli anni Cinquanta, passando per la reinterpretazione psichedelica fatta dal mondo hippie americano negli anni Sessanta, per arrivare fino ad oggi, suggerendo al pubblico una riflessione su quanto tassellazioni, mondi impossibili e paradossi visivi siano ancora oggi fonte di inesauribile ispirazione per nuove rielaborazioni, anche nei più svariati settori.

Non è forse proprio questo a rendere immortale un artista?

Informazioni M.C. Escher. Tutti i capolavori

 

immagine per Roberto Civetta
+ ARTICOLI

Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *