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La difesa della bellezza. Sardegna archeologica. Museo Archeologico Nazionale di Cagliari

di Roberto Civetta

Con oggi concluderemo, almeno per il momento, il viaggio alla scoperta delle meraviglie archeologiche della Sardegna. La nostra ultima tappa è Cagliari, e in particolare il suo Museo Archeologico Nazionale, il cui direttore Francesco Muscolino si occupa con cura di questo prezioso patrimonio culturale dal 2020. Il Museo – che comprende anche la Pinacoteca, lo Spazio San Pancrazio, l’ex Regio Museo e gli spazi di Porta Cristina –si trova all’interno della Cittadella dei Musei, realizzata fra il 1956 e il 1979 da Libero Cecchini e Piero Gazzola, attraverso un importante recupero architettonico degli spazi del regio Arsenale e delle mura medievali. (foto 1, 2)

Con i suoi oltre 4000 oggetti, si tratta del museo archeologico più importante di tutta la Sardegna, capace di coprire sulla linea del tempo un’area che va dalla Preistoria all’Alto medioevo: circa 7000 anni.

Al suo interno, quindi, è possibile vedere concretamente l’evoluzione che anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo cercato di illustrare di volta in volti, in questi focus dedicati ai siti archeologici della regione. Dal neolitico al nuragico, passando per l’età fenicia e punica e poi attraverso quella romana, fino a giungere alla bizantina, andiamo quindi alla scoperta dei tesori di questo luogo.

foto 3 - La difesa della bellezza. Sardegna archeologica. Museo Archeologico Nazionale di Cagliari
Una delle sale espositive del Museo Archeologico – Età Nuragica. Foto di R. Civetta

Il museo nacque nel 1800 grazie al Viceré Carlo Felice, che fece allestire nel palazzo Viceregio una “stanza delle meraviglie”wunderkammer –, il Gabinetto di Archeologia e Storia Naturale, su consiglio del Cavaliere Lodovico Baylle, che contribuì nel tempo ad accrescere di molto la collezione, con oggetti antichi, minerali e animali.

Dopo essere stata esposta al pubblico per la prima volta nel 1802, nel 1805 la collezione fu donata dal Viceré alla Regia Università di Cagliari, con sede a palazzo Belgrano, dove continuò ad accrescersi nel corso degli anni, grazie a donazioni esterne e alle scoperte fatte durante le varie campagne di scavo sul territorio.

Visto il costante aumentare delle sue dimensioni, dapprima fu creato un fondo lapidario, per poterla custodire, e poi si scelse di spostarla completamente nelle sale di Palazzo Vivanet.  Dopo essere stata ospitata, dal 1904, al Regio Museo Archeologico progettato da Dionigi Scano, nel 1993 trovò sede stabile all’interno della Cittadella, dove tutt’oggi si trova il museo.

foto 4 – Ingresso dell’ex Regio Museo Archeologico. Foto di R. Civetta

Il Museo accoglie i reperti archeologici che lo rendono celebre entro quattro diversi piani. Al piano terra l’esposizione segue un percorso cronologico-didattico che parte dal Neolitico e arriva sino all’Alto medioevo, con oggetti appartenenti principalmente al primo nucleo originario della collezione.

Al primo piano ci vengono offerti due diversi percorsi tematici: uno dedicato all’evoluzione di Cagliari e dei centri vicini, trattando di importanti siti archeologici come Tuvixeddu, Santa Gilla e Monte Claro; l’altro dedicato ai centri di età nuragica.  

Il secondo piano tratta invece dei maggiori siti archeologici della Sardegna, come quello di Monte Sirai, di Sant’Antioco, di Bithia e di Nora, mentre il terzo è dedicato alle mostre temporanee. Attualmente, vi si trovano molte delle statue nuragiche della meravigliosa area archeologica di Mont’e Prama, a Cabras, nella penisola di Sinis.

foto 8 – La stele di Nora. Foto di R. Civetta

Questa fu scoperta per la prima volta nel 1974 da alcuni contadini che stavano lavorando i campi. Da quel momento, la terra ha portato alla luce una serie incredibile di reperti e, in particolare, durante gli scavi degli anni Settanta furono rinvenuti più di cinquemila frammenti che, dopo essere passati attraverso le mani attente del Centro di restauro di Li Punti, hanno dato vita a 38 statue.

Queste rappresentano il solo esempio di statuaria in pietra risalenti al periodo nuragico (900-700) della regione e, per le loro dimensioni – alcune sono alte anche due metri – vengono definite “Giganti”, nonostante raffigurino soprattutto eroi, pugilatori, arcieri o soldati. In ogni caso, le figure rappresentate sono tutte maschili.

Dal 2014, alcuni dei “Giganti” sono ospitati al piano terra e, come abbiamo detto, al terzo piano del Museo Archeologico, che insieme con il Museo Civico G. Marongiu di Cabras ha allestito la mostra Mont’e Prama 1974-2014.

Museo Archeologico Nazionale di Cagliari

  • Indirizzo: Piazza Arsenale 1, 09124, Cagliari (CA)
  • Orari di apertura: martedì – domenica, dalle ore 09:00 alle ore 20:00
  • La biglietteria chiude alle ore 19:00.
  • Contatti: + 39 070 655911 – 070 6051824
  • man-ca@beniculturali.it
Vista di una porzione della Cittadella dei Musei. Foto di R. Civetta
immagine per Roberto Civetta
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Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.

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