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Tiziano. Dialoghi di Natura e di Amore alla Galleria Borghese

di Roberto Civetta

Dal 14 giugno al 18 settembre la Galleria Borghese dedica la sala XX del primo piano del museo alla mostra dossier, a cura di Maria Giovanna Sarti, Tiziano. Dialoghi di Natura e di Amore, che si propone di ripercorrere la parabola artistica del pittore, mettendo in dialogo alcune delle sue più importanti opere e concentrandosi particolarmente su temi presenti e indagati in tutta la sua produzione: la natura e l’amore.

Allestita nella sala XX, già dedicata alla scuola veneta e al pittore, la mostra ci permette di osservare sia il “primo” che l’“ultimo” Tiziano, e di notare come questi abbia, nel corso del tempo, riflettuto e affrontato diversamente le due tematiche sopracitate, e che vengono espletate nella loro completezza: l’amore puro e casto di una sposa o di una fanciulla e quello maturo, l’eros, l’irrazionale, che fanno entrambi parte della vita e che in questa si evolvono, entro paesaggi che cambiano e restano segnati dal passare del tempo.

Una simile riflessione è suggerita dal confronto di quattro dipinti, posizionati sulle quattro pareti della sala: Amor sacro e Amor profano, Venere che benda Amore – citato per la prima volta nel poemetto manoscritto Galleria, dell’aretino Scipione Francucci, che dichiarava che nessuno fosse in grado di produrre Veneri tanto belle come quelle di Tiziano –, le Tre età dell’uomo e Ninfa e pastore. (foto 1, foto 2, foto 3, foto 4)

È proprio grazie a quest’ultimo, prestito alla Galleria da parte del Kunsthistorisches Museum di Vienna, entro un programma di scambio culturale fra le due istituzioni, che è nata l’idea di questa mostra dossier. Dipinta alla fine della vita del pittore, infatti, l’opera si mostra perfettamente in grado di riassumerne le riflessioni di Tiziano.

Inizialmente identificato come Venere e Adone, non è nota la sua committenza, ma sappiamo che dovette presto entrare a far parte della collezione veneziana di Bartolomeo della Nave, da cui, infatti, proviene il nucleo più consistente della collezione oggi viennese. (foto 5, foto 6)

Il dipinto è stato volontariamente posizionato sulla parete opposta rispetto alle Tre età dell’uomo. Di questo viene esposta la replica di Sassoferrato, probabilmente realizzata proprio per i Borghese, a partire da una copia circolante a Roma dell’originale, di Edimburgo.

Le due pitture sembrano raccontare la medesima storia, in due momenti diversi. Tutto lo consiglia: i due protagonisti delle Tre età, intenti a vivere un amore giovanile e innocente, sono immersi in un paesaggio armonioso, in cui la vita può fluire tranquillamente.

Al contrario, Ninfa e pastore ci mette davanti a un forte erotismo – è la figura femminile, adesso, ad essere maggiormente svestita rispetto al suo amante: ella passa quindi dall’essere una giovane fanciulla all’essere una ninfa, la cui nudità mostra lo stretto contatto con la natura – e i due protagonisti vivono un amore naturale e pieno, immersi in un paesaggio complesso, che lascia vedere i segni del tempo che passa ed è dipinto quasi come un non finito, fatto pennellata dopo pennellata, con incredibile veemenza – avvicinandosi al dipinto , infatti, soffermandosi sulla macchia del sole, all’orizzonte, o sui fili d’erba, è possibile cogliere tutta la modernità di questa pittura. (foto 7, foto 8, foto 8, foto 10)

L’amore e la natura diventano quindi elementi fondamentali nel mostrare il ciclo della vita. In esso questi si compenetrano e da questo sono attraversati, lasciandosi segnare dal tempo e mutando con esso.

E se questo concetto vale come riflessione generale, vale anche più concretamente, all’interno della pratica pittorica di Tiziano, come si evince dal paesaggio moralizzato presente in Amor sacro e Amor profano, utile a dare completezza al messaggio del dipinto, proprio come era uso nella pittura veneta del tempo. (foto 11, foto 12)

Sono esposte in sala anche altre opere, a corredo di queste riflessioni: l’Adamo e la Eva di Marco Basaiti, due cantori pseudo giorgioneschi, il Cristo flagellato e il San Domenico di Tiziano, e Venere, Amore e un satiro, di incerta attribuzione – forse riferibile a Padovanino, che fu a Roma come copista di Tiziano. (foto 13, foto 14)

La mostra accompagnerà anche una bellissima novità: uscirà, con l’occasione, anche il primo numero della rivista Galleria (De Luca editore), dedicata all’approfondimento monografico delle opere della Galleria Borghese.

Questo primo numero sarà dedicato a Tiziano, con focus particolare su Venere che benda amore. A corredo dell’esposizione, infine, vi sarà un catalogo con testi della curatrice, edito da Arte’m. (foto 15, foto 16, foto 17, foto 18)

Tiziano. Dialoghi di Natura e di Amore sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 19:00 (ultimo ingresso ore 17:45). Per tutto giugno, la Galleria sarà straordinariamente aperta il venerdì e il sabato fino alle 22:00. È obbligatoria la prenotazione e la biglietteria chiude 30 minuti prima del museo.

Tiziano Dialoghi di Natura e di Amore, Galleria Borghese

  • 14 giugno-18 settembre
  • Galleria Borghese
  • Piazzale Scipione Borghese, 5
  • 00197 Roma
  • Tel: +39 06 8413979     + 39 06 32810
  • www.galleriaborghese.it
immagine per Roberto Civetta
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Maestro d’arte, si diploma all’Istituto d’Arte Silvio D’Amico di Roma - è qualificato Restauratore di Beni Culturali e si occupa della conservazione di opere d’arte per mostre Nazionali e Internazionali. Cura costantemente progetti, consulenze, per la manutenzione e la conservazione e restauro di Beni Culturali, in Italia e all’estero, sia per Enti Pubblici che privati e collabora con alcune Università. Nel 2012 al Campidoglio, è stato insignito dell’onorificenza, “Premio Personalità Europea dell’Anno”, dal Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo. Presenta Convegni e ha pubblicato diversi suoi lavori in volumi scientifici d’arte. Scrive e realizza video per i Social Network sui temi: arte, ambiente e umanità. Già Consulente di Governo per la Struttura di Missione degli Anniversari Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nomina da conservatore-restauratore: del Centro Europeo Cultura Turismo e Spettacolo, Roma; del Comitato Scientifico del MUGA - Museo Garibaldino di Mentana e del MUCAM - Museo Civico Archeologico di Mentana e dell'Agro Nomentano.

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