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Ti porterò nel sangue. Allegra Hicks a Palermo

di Giulia Campanella

Nella chiesa di S. Euno e Giuliano di Palermo, in occasione della tredicesima settimana delle Culture, fino al 16 giugno 2024 sarà visitabile la mostra personale di Allegra Hicks Ti porterò nel sangue, a cura di Mario Codognato.

La ricerca artistica di Hicks, attenta anche al linguaggio del design, indaga l’universo della natura a partire dalle sue forme e colori. Tale dimensione terrestre assume configurazione artistica mediante l’uso dell’acquerello che, in un processo teso alla sperimentazione, è accostato a diverse modalità espressive di cui sono manifestazione gli arazzi, i tappeti, il bronzo fuso e il metallo.

Nella mostra di Palermo, le opere, da considerarsi site specific, rivelano un solido collegamento tra gli spazi selezionati per ospitare i lavori e il loro significato intrinseco. L’artista spiega:

“Nonostante la chiesa abbia dei meravigliosi ornati al piano superiore e nella cripta, esiste un senso di purezza, di grande rigore; ho pensato di volere fare qualcosa di specifico per questa cripta”.

L’interessante allestimento si snoda nei rispettivi due piani dell’edificio seicentesco, entrambi caratterizzati da un delicato apparato ornamentale che incornicia per lo più, nel piano superiore, le finestre, le mostre d’altare e l’arco che divide la navata dall’area presbiteriale; nello spazio ipogeo, invece, i loculi.

Il gruppo di opere che compone la mostra, fortemente espressive nella loro componente cromatica, materica e figurativa, assume grande suggestione e risalto nel contrasto con il candore delle pareti.

A introdurre il visitatore è l’installazione di una tridimensionale goccia pendente di tessuto scarlatto a cui si riferisce, in posizione frontale, un grande telo bianco che restituisce l’immagine nella sua versione astratta.

Il lavoro, Ti porterò nel sangue, titolo che è stato esteso all’intera mostra rappresentandola nella sua interezza, pone al centro della questione il difficile dialogo che intercorre tra la vita e la morte, tra l’empirico e l’imperscrutabile.

La goccia, un archetipo, è infatti simbolo della forza viva, mobile, dello scorrere tangibile dell’esistenza, cui corrisponde l’immagine eterea, luminosa eppure priva di vita che decora la controfacciata: forse un passaggio verso l’ultraterreno?

Effettivamente, la seconda parte del percorso si sviluppa nel piano ipogeo che accoglie i loculi della cappella, spazio fisico denso di significati.

Pertanto, si mantiene il collegamento narrativo con l’ambiente della chiesa, indagando in questo caso l’ambito devozionale nella sua manifestazione più emblematica: l’Ex Voto.

L’atto della preghiera, privilegiato canale di comunicazione con l’aldilà, consente al fedele di riversare le proprie speranze in piccole formule da recitare o in oggetti fisici da offrire come dono di ringraziamento per la grazia ottenuta.

Ritorna quindi il confronto tra le opere: una fila verticale di diciotto tele accoppiate in direzione del tabernacolo, sulle cui superfici sono intessuti organi anatomici, corrispondono diciotto sculture di resina di uguale soggetto. Secondo quanto dichiarato dall’artista:

“Le tele rappresentano […] delle preghiere, mentre le resine, gli ex voto, sono la cristallizzazione di queste preghiere, l’esaudimento delle suppliche”.

L’effetto finale è di grande suggestione: il cuore, il pancreas, il cervello, gli occhi vengono riprodotti da Hicks con estrema maestria e cognizione scientifica, facendoli fluttuare in una dimensione sospesa come se essi stessi fossero immagine mentale, proiezione di una speranza.

A illuminare infatti le resine, ciascuna incassata all’interno di un loculo, è una piccola luce bianca posizionata alle spalle della scultura che, filtrando l’immagine, ne amplifica le fattezze.

Il percorso espositivo appare quindi costituito da parti interconnesse, la cui distinzione fisica è soltanto apparente se confrontata alla salda linea narrativa che accompagna il visitatore nella sua personale esperienza con le opere.

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Dopo avere conseguito, presso l'Università degli Studi di Palermo, la laurea triennale in Scienze della Comunicazione per le Culture e le Arti, e la laurea magistrale in Storia dell'Arte, frequenta la Scuola di Specializzazione in Beni Storico - Artistici dell'Università di Pisa. I suoi interessi di ricerca si concentrano su temi di Estetica applicata all'Arte Contemporanea, Editoria d'Arte e Antropocene. Per occasioni espositive, ha collaborato con la Galleria Rizzuto, con la Francesco Pantaleone Arte Contemporanea di Palermo, e con il Palazzo Reale di Pisa. Attualmente lavora in veste di editor per la Casa Editrice Serradifalco, e progetta contenuti di valorizzazione del territorio per la Società Aedeka di Pisa

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