Parlare del Lucca Comics & Games, per gli amici semplicemente il Lucca Comics, sperando di essere minimamente originali è difficile, anzi no, è una chimera sia per la sua lunga storia che parte dal lontano 1966, sia per l’enorme quantitativo di articoli, video, inchieste e chi più ne ha più ne metta, prodotte ogni anno prima, durante e dopo la fiera che tanto poi magari cambieranno i numeri, i nomi e le date, ma la sostanza rimane la stessa.
D’altra parte questa, è considerata la più importante rassegna europea del settore. Vuoi che sia immune dal giudizio dei millemilioni di essere umani più o meno accreditati che ogni anno si riversano sulle sue strade sempre bagnate? Vuoi interrompere il giocoso balletto di cifre che per battere la concorrenza più pericolosa ossia quella non ufficiale dei social, sono spesso tirati via a casaccio?
Vuoi privare circa 280000 (?) italiani e non solo, del piacere di discutere e/o più spesso lamentarsi delle file epiche, dei prezzi dei biglietti aumentati, dei parcheggi con i costi triplicati, dell’organizzazione non sempre impeccabile degli eventi e via dicendo?
No, non puoi. Perché la maggior parte di coloro che polemizzano durante le interminabili ore sotto la pioggia, in attesa di entrare in un Padiglione dove ti daranno un ovetto di cioccolata con sorpresina Limited Edition (le due paroline magiche che obnubilano ogni raziocinio) sono già pronti ad acquistare i biglietti per l’anno seguente.
In questi giorni di delirio e follia collettiva, ho capito che tutto questo è Passione con la P maiuscola e a questa non si adduce ragione, non si comanda, non si offrono risposte, ma soprattutto non si pongono domande.
Vuoi un evento più intimo? Vai al Treviso Comic Book Festival. Ne vuoi uno più nicchia? Per te c’è il Bologna Play. E poi ci sono il Romics, l’Etna Comics, il Napoli Comicon e altre decine di manifestazioni sparse su tutta la penisola, ognuna con le proprie peculiarità.
Se però vuoi tutto, ma proprio tutto, tutto, tutto allora devi andare a Lucca. E non è neanche necessario comprare il biglietto per l’intera durata dell’evento.

Scegli il tuo giorno e nei restanti goditi l’esperienza che sarà comunque unica anche se, detto tra di noi, accaparrarsi un ticket Level Up alla modica cifra di 590euro deve essere davvero un privilegio visto che ti offre i Super Poteri come il Salta Fila, le Aree Lounge Esclusive, la Welcome Bag e tanto altro ancora, tutto rigorosamente con l’Iniziale Maiuscola.
A loro più di ogni altra cosa ho invidiato il braccialetto in plastica invece che in carta come quello di noi comuni mortali costretti a fare la doccia con una busta di plastica sul polso… Ah, che meraviglia!
Se non ci siete mai stati, ma siete curiosi e volete capirne di più, potete godervi ora la visione del docufilm I LOVE LUCCA COMICS & GAMES del regista Manlio Castagna che, attraverso le voci di autori, editori e ospiti prestigiosi come Gabriele Mainetti, Licia Troisi, Sio, Yoshitaka Amano e tanti altri ancora, e combinandole a quelle di alcuni visitatori selezionati tra le centinaia d’intervistati, racconta le loro storie che non saranno forse le più belle, ma assicurano essere le più emblematiche.
È un ottimo modo per conoscere questo mondo alieno che come tale ha le sue regole, i suoi usi e i suoi costumi e che parla una lingua codificata al cui confronto il sumero antico risulta di più facile comprensione.
Io l’ho fatto. Sono andata. Cinque giorni in cui ho camminato molto, mangiato poco e chiacchierato tanto. Io che non ho mai giocato a un videogioco, che non capisco nulla di fumetti e ne avrò letti forse una decina nella mia vita, che dei giochi da tavolo apprezzo tuttalpiù l’aspetto estetico, io ho compiuto una rivoluzione copernicana che mi ha portata dal dire mercoledì pomeriggio “Ma voi siete tutti matti, ma chi ci torna più, ma mi dovete pagare per fare queste cose…” ad affermare la domenica sera “O santo cielo, ma è bellissimo, è arte, è follia, è poesia. Io mi sa che ci torno… aspettatemi anche il prossimo anno, amici miei!”, il tutto mentre cercavo di non farmi travolgere dall’ennesimo Wolverine sovrappeso abbracciato alla sua Cat Woman in lycra latex brillant.
Non starò qui a sciorinarvi numeri e date, a raccontarvi di eventi e personaggi perché su questo troverete facilmente di tutto e di più. Io voglio cercare di spiegare a chi, come la me della settimana scorsa, vede il Lucca Comics & Games come la solita manifestazione di cultura pop per nerd, magari la più grande d’Occidente, certo, ma quello e basta. Invece no. È molto, molto di più.
Ero partita, lo confesso, con un bel sacchetto di pregiudizi in tasca convinta che una tavola di Darick Robertson o di John Romita jr. non potesse competere in alcun modo con uno schizzo di Goya o di Egon Schiele e infatti no, non può perché sono due espressioni diverse.
Non una migliore e l’altra peggiore, ma semplicemente diverse. Entrambe carta e matita, entrambe arte e emozione, ma con prerogative e modalità differenti e questa, come premesso, non è poi una considerazione così originale, ma doverosa…
Definiamo comunque la parola Arte. La chiedo al Signor Google che con la solerzia che lo contraddistingue mi risponde: “àr-te / sostantivo femminile / qualsiasi forma di attività dell’uomo che rappresenti il suo talento inventivo e la sua capacità espressiva”.
Bingo: a Lucca dal 29 ottobre al 2 novembre 2025 si è respirata Arte. Forse non nel senso più classico del termine, ma come ha più o meno detto Oscar Grillo, meraviglioso illustratore argentino classe 1943 che qui cito a memoria: “Cambiano i mezzi, non le emozioni” e lo diceva rispondendo alla domanda se gradisse o no la trasposizione del fumetto El Eternauta in serie televisiva. Blasfemia per alcuni, colpo di genio per altri.
Emozione che si rivela negli occhi di chi attraversa le sale della stupenda mostra proprio su L’Eternauta, uno dei capolavori della fantascienza della narrativa illustrata, nato dall’incontro tra la fantasia di Héctor Oesterheld e la matita di Francisco Solano López. Esposizione questa peraltro gratuita per tutti, come d’altronde le altre di Palazzo Guinigi che da sole sarebbero valse il viaggio.
Quella dedicata alle Tartarughe Ninja per la quale ho avuto la fortuna di partecipare a una visita guidata del curatore stesso Giovanni Russo, mi ha perfino fatto cambiare totalmente idea su questo che io, da miscredente, credevo essere solo un cartone animato colorato per bambini con l’unico pregio di citare Leonardo, Donatello, Michelangelo e Raffaello.
Invece niente affatto, decisamente no, le Teenage Mutant Ninja Turtles sono state prima di tutto un fumetto underground generato dalla collaborazione tra Kevin Eastman e Peter Laird nel quale, con toni cupi e ironici, rigorosamente in bianco e nero, si raccontavano storie di riscatto e rivoluzione anticipando temi come la complessità dei legami affettivi nelle famiglie allargate.
Ho chiesto scusa, sinceramente, e non sarà questa l’unica volta in cui mi ritroverò a rivedere completamente le mie idee da groupie di Philippe Daverio.
A Palazzo Guinigi, precisamente nella Limonaia, mi sono lasciata ammaliare dalla novità del 2025 di Artist in residence dove Rébecca Dautremer, autrice dei poster di questa edizione, ha trasferito per l’intera settimana il suo studio bretone. Il pubblico la guarda mentre mette in atto il suo processo creativo, attorniata da strane macchine che appoggiano suoni e movimento alle sue produzioni.
Vederla lì, circondata dall’allure tipica delle donne francesi, figuriamoci poi se artiste, seduta quasi in un asana yoga, perduta nel suo mondo, incurante di noi voyeuristi assetati di particolari, è stato bello, molto bello. Un po’ inquietante forse, lo riconosco, ma incantevole.
Parlavamo di emozioni ed è impossibile non ritrovarle in ogni piano della Fondazione Banca del Monte di Lucca rinominata per l’occasione Palais de France e che ha accolto le mostre dedicate appunto alla Francia, ospite d’onore, e alla sua cultura fumettistica.
Infatti l’edizione 2025 è intitolata French Kiss proprio in omaggio ai cugini d’oltralpe che di baci, si sa, se ne intendono e non poco. Tra le varie esposizioni allestite, il mio cuore è rimasto nelle sale dell’Hexagone dove vengono mostrati dodici fra autori e autrici scelti tra coloro che più di altri hanno cambiato intimamente il mondo del fumetto, il suo significato e i sistemi di produzione in Francia.
La corrispondenza di amorosi sensi è stata così coinvolgente da condurmi in una cecità temporale saltando così l’ennesimo pranzo, ma che cos’è dell’inutile cibo di fronte a questi artisti che fin dagli anni Settanta, hanno avuto il coraggio di esplorarsi così in profondità da trasformare il loro lavoro nell’estensione di se stessi?
Il LC&G è oramai da anni molto più una mostra dedicata esclusivamente al mondo dei fumetti. A questi si è aggiunto ogni altro ben di Dio tra anteprime di film e relativi straordinari red carpet, presentazioni di libri, conferenze, spettacoli, tornei, esposizioni, concerti e la lista è ancora talmente tanto lunga che i complottisti parlano di congiura generalista cioè si accusa il Lucca comics di essere diventato troppo frequentato, troppo diversificato, troppo ricco…
A me sembra che ci sia una perversa volontà tutta squisitamente italiana di trasformare dei complimenti universalmente riconosciuti in critiche che, analizzando il tutto con metodo scientifico, hanno davvero ben poca sostanza.
L’ho capito io in meno di mezza giornata che questo evento è il Burning Man della cultura pop e del “nerdismo” e me ne sono fatta subito una ragione nonostante le resistenze iniziali di un personale sistema di pensiero che per età ed educazione ha ben poco a che fare con questo cosmo parallelo di cui è impossibile, credetemi, davvero impossibile non apprezzare la forza e la vitalità.
Come non provare affetto per quei meravigliosi pazzi dei cosplayer capaci di architetture improbabili e di sacrifici incredibili pur di rappresentare il loro sogno?
Certo, alcuni risultati possono essere, diciamo discutibili, ma io ho seriamente invidiato quell’abnegazione alla causa, quell’amore assoluto che spinge intere famiglie, gruppi di amici, singoli esseri umani, a cercare un tema, elaborarlo e costruirlo per poi portarlo in giro incuranti della fatica, ma anche credo del giudizio altrui soprattutto se negativo.
Boicottare il Lucca Comics perché non risponde più a certi parametri è quindi un inutile esercizio di stile. Nessuno sentirà la mancanza di alcuni semplici visitatori o di grandi espositori perché naturalmente si andrà avanti anche senza di loro. Criticare ogni novità apportata non fermerà lo sviluppo di questa macchina da guerra. È come lamentarsi perché l’acqua è bagnata.
Lasciate allora che le coppie possano sposarsi nel nome di Twilight nella chiesa di Santa Caterina tutti i giorni NO-STOP dalle 9:00 alle 19:00. Non vi accalorate contro chi fa almeno un paio d’ore di coda per entrare nel giallo bus scolastico americano trasformato nell’istallazione immersiva da tre minuti e mezzo che promuove la serie “IT: Welcome to Derry” pur sapendo che avrebbe potuto ottenere le stesse sensazioni percorrendo le strade piene di buche di Roma.
Vuoi mettere la soddisfazione di andare tutto il giorno in giro con un palloncino rosso legato al braccio??? E date valore all’appagamento che si prova dopo aver passato tutta la notte sotto l’acqua per essere il trecentesimo in lista a comprare il disco-fumetto Orbit Orbit di Caparezza che poi, forse, chissà, riuscirai anche a farti firmare dopo un’altra notte all’addiaccio che tanto sei giovane e queste cose te le puoi permettere.
Cosa vi importa se il popolo del Teatro del Giglio ha eletto personaggio Netflix dell’anno Secco di Zerocalcare? Perché vi indignate se una pin da tre euro finisce con il costarne dieci? È una Limited Edition, baby.
Alla fine le polemiche sono anche un po’ il sale di questo mare magnum. Quest’anno più di tutti ne è stato al centro Tetsuo Hara, il leggendario autore di Ken il Guerriero di cui io, ovviamente, ignoravo l’esistenza fino a mercoledì. Affermazione questa che ha fatto inorridire coloro ai quali ho avuto l’ardire di confessarlo. Non si finisce mai di imparare…
Pare che la sua sola presenza abbia prodotto un incremento notevole della vendita dei biglietti. Di lui si è parlato non solo per gli indubbi meriti artistici che gli sono valsi infiniti premi e altrettante esposizioni, ma anche per i fantomatici incontri da dodicimila euro.
Sì, avete letto bene. In realtà poi si è capito che la Coamix, la sua casa editrice fondata nel 2000, ha organizzato incontri e autografi solo con chi aveva precedentemente acquistato opere di corrispondente valore andate in ogni modo subito sold out. I meno facoltosi hanno dovuto sperare di essere selezionati in una specie di lotteria previo acquisto vario materiale più a buon mercato per i firmacopie di Hara organizzati al Padiglione Panini.
Questione di fortuna necessaria anche per conquistare un posto nelle decine di code organizzate per i vari incontri e relativi autografi di autori più o meno noti. Liste dallo spirito massonico alle quali spesso l’accesso richiedeva codici oscuri e meccanismi contorti comprensibili solo ai veri adepti.
Io so solo che in questi cinque giorni ho visto due film in anteprima con red carpet pazzeschi, assistito a sei spettacoli tra stand up comedy, letture animate e interviste show, partecipato a un paio di conferenze stampa, visitato almeno otto mostre rilevanti e un numero imprecisato di esposizioni sparse qui e là.
Sono andata alla Japan Town, sono entrata in (quasi) tutti i Padiglioni e mi sono fermata in centinaia di stand eppure ho la netta sensazione di non aver fatto nulla, di aver approfittato di una minima parte di quanto Lucca potesse offrirmi nonostante la quindicina di chilometri giornalieri, le colazioni e i pranzi saltati perché è tardi, è tardiiii e le massimo cinque ore di riposo notturne, ma so anche che quei carotaggi di varia umanità me li porterò dietro per molto tempo, quella sensazione esaltante di essere parte di qualcosa di luminoso.
In questi tempi tristi e conflittuali fa bene vedere migliaia di persone che camminano insieme in allegria, intere famiglie, gruppi di amici di ogni età, nonni e nipoti mascherati, comunità che si riconoscono con uno sguardo, gente serena che chiede scusa se ti urta, che ti offre aiuto se ti vede smarrito perché le connessioni come al solito sono saltate e tu, maledizione, non hai salvato la cartina off-line, ingenua neofita.
Lucca Comics & Game è un pianeta da esplorare. Vi invito a farlo in un modo o in un altro perché è piacevole. Ascoltare Carlo Lucarelli, ridere con Corrado Guzzanti, fare in modo che sia Leo Ortolani a chiederti un selfie è stato istruttivo e divertente.
Lucca Comics alla fine è questo: la costruzione di bei ricordi in attesa del prossimo anno.
Informazioni: Lucca Comics & Games 2025
- A Lucca dal 29 ottobre al 2 novembre
- Organizzata da: Città di Lucca, Lucca Crea s.r.l.
- Con la collaborazione con: Regione Toscana, Provincia di Lucca
- Con il patrocinio di: Ministero della Cutura, Ambasciata di Francia in Italia, Institut français Italia
Di Roma, si considera però cittadina del mondo. Convinta di aver sbagliato secolo, da sempre vive in bilico tra arte e artigianato. Nutre un amore folle per tutte le arti applicate. Nasce infatti come ceramista, ha competenze elevate in tessitura, ma soprattutto ha sviluppato la sua professionalità in campo orafo. Se vuole riposarsi, si dedica al ricamo creativo. Ogni punto, un mantra. Avrebbe voluto prendere un caffè con Marianne Brandt, Yayoi Kusama e Artemisia Gentileschi.



























Una risposta
Articolo piacevole , romantico ….bello.
Vivo in Toscana da pochi anni e trovo l’ evento Lucca Comics &Games una poesia al di là del lato commerciale .
Bellissimo immergersi nella sua fantasia e follia per dimenticare anche solo per un attimo i momenti tristi della vita .
Quindi si…..magari ci si incontra il prossimo anno .
Grazie Stefania