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Marco Tirelli. L’artista, l’intellettuale. Anni Luce

Importante, coinvolgente, emozionante, coraggiosa e necessaria. Qualche aggettivo che ci aiuta a definire la mostra di Marco Tirelli, in corso a Palazzo delle Esposizioni a Roma fino al prossimo  luglio.

immagine per la mostra di Marco Tirelli Anni Luce - PalaExpo Roma 2026
Marco Tirelli, Anni Luce – PalaExpo Roma 2026
immagine per Marco Tirelli, Senza Titolo, 2025, inchiostro e tempera su tavola, cm 206X266, foto di Stefano Bonilli
Marco Tirelli, Senza Titolo, 2025, inchiostro e tempera su tavola, cm 206X266, foto di Stefano Bonilli

Tirelli, di cui conosciamo le notevoli doti sin dagli anni Ottanta, in questa esposizione che si dipana attraverso 41 quadri senza soluzione di continuità, riporta il concetto di bellezza al suo posto, permettendo allo spettatore una serie di riflessioni che nascono autonomamente vedendo queste sue opere.

Anni luce, il titolo, ci pone una serie di riflessioni in merito a questo progetto pensato per questo evento, unico. Opere tutte realizzate in pochi mesi, la cui germinazione è stata però sicuramente più lunga e complessa. Un mondo a parte, raccontato in questo dipanarsi di immagini e forme.

La mostra dovrebbe essere visitata almeno due volte, o anche di più, per comprenderne a fondo il valore assoluto, per leggere attraverso quei 40 lavori la forza e la potenza delle immagini, per creare una relazione indissolubile con queste immagini.

Come se fosse un omaggio corale a tutta la storia dell’arte del passato, o del passato prossimo,  l’artista ci mette di fronte alla sacralità dell’arte contemporanea, ci avvicina a ciò che di più potente abbiamo avuto modo di vedere negli anni.

È nel silenzio quasi sacro che si dovrebbero ammirare questi lavori, uno dietro l’altro, per poi tornare indietro ed andare infine avanti. Come fosse la pellicola di un film che ci introduce e ci accompagna in un lungo movimento temporale.

Non faccio fatica, ma forse perché ho la fortuna di conoscerlo personalmente, a definire Tirelli uno degli ultimi intellettuali del nostro tempo, un artista in grado di regalarci racconti, nozioni, conoscenze, una valigia di sapere che ritroviamo in queste sale.

Svolgere e riavvolgere il nastro, insinuarsi negli interstizi di questi suoi lavori, trovare nel nero profondo una cavità dentro la quale potersi inabissare per cercare di riconoscere se stessi, e magari poi risalire, o ancora nel dipinto del letto disfatto, ricordare un lavoro già noto, e sentirsi di nuovo appagati dalle immagini, o ancora ripensare a se stessi, avvolti in quelle lenzuola.

Intimo e potente, silenzioso ma allo stesso tempo pieno di parole, sussurrate. E poi, come è bello riconoscere luoghi, (come la biblioteca di Palermo, che sembra essere rievocata), o quelle rose che richiamano la natura morta, o ancora quella mano, aperta e sovradimensionata, o ancora tracce di artisti che conosciamo e che fanno parte della nostra memoria, come James Turrell, ma anche Beato Angelico, e poi tanti altri.

In quelle stanze, soprattutto nella sala grande, la principale, viene quasi voglia di danzare, una danza leggera quasi aerea, sostenuti da tanta bellezza, una danza lieve cadenzata da un ritmo che non c’è ma che può capitare di sentire, una voce vibrante che ti spinge ogni volta dentro un quadro, ti rimbalza fuori e poi ancora dentro, e poi ancora e ancora.

Informazioni Marco Tirelli | Anni luce

  • a cura di Mario Codognato
  • promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo
  • ideata, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo, con il supporto della Fondazione Silvano Toti
  • catalogo Electa, testi del curatore, dello scrittore Marco Lodoli e dello storico dell’arte Victor I. Stoichita
  • fino al 12 luglio 2026
  • Palazzo Esposizioni, Via Nazionale, 194, Roma
immagine per Sabrina Vedovotto
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Da alcuni anni lavora anche come Social Media Curator.

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