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Quando il peperoncino diventa grafica

Rossi, rossofuoco, neri, gialli, verdechiaro, verdescuro, banana, cioccolato, arancioni, violetti. Opachi, brillanti, con piccole venature, puntinati. Lunghi, corti, sottili, tondi, grandi, piccoli, infinitesimali, a cuore, a zucca, a corno, a grappolo, a spada, ricurvi. Piccanti, piccantissimi, estremamente piccanti, medi, dolci, aromatici, ornamentali…
Dall’Italia (centinaia) dalle Americhe, dal Cile, dall’India, dalle Antille, dal Bangladesh (i più piccanti al mondo), dall’Africa, dall’ Azerbaijan… sono i peperoncini, i “capsicum” e sono stati in mostra a Rieti, sotto le volte del Palazzo Papale, in occasione della (contestatissima)  Fiera Campionaria Mondiale del Peperoncino.
Servono a condire, a suscitare nuovi sapori, possono essere riempiti, sminuzzati, macerati nell’olio, mangiati in un campionato italiano (la campionessa in carica, Anna Greco, è arrivata a consumarne 750 grammi), sono belli a vedersi e, in uno sguardo di insieme diventano protagonisti di grafismi inaspettati. Piccanti. Contemporanei.

Il cursore diretto sulle immagini visualizzerà le didascalie; cliccare sulle stesse per ingrandire.

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