Milano Moda Donna, la prossima estate è già finita

La settimana della moda di Milano ha un carattere forte, deciso. L’intera città, in qualche modo, si trasforma e ne è attratta, vivendo la kermesse come una festa comandata. Tutti, dagli addetti ai lavori ai non, partecipano emotivamente a queste giornate di intenso traffico di stilisti, modelle, parrucchieri, truccatori che, in anticipo di un anno, fiutano sensazioni e atmosfere e delineano in passerella quello che sarà lo stile della prossima stagione estiva. Il mood viaggia su abiti colorati, ma non accesi, corti o lunghi che siano; tutti hanno fortemente attinto dall’arte e dall’architettura, traducendo la propria ispirazione nella struttura dei capi, dalle maniche o fianchi pronunciati per alcuni, o nella traduzione dell’elemento architettonico nei tagli che seguono la figura, fino alle stampe che, in molti casi, fondono il rigore architettonico a elementi floreali più morbidi e sinuosi.

Prima della “prima”
Come da tradizione è stata la Vogue Fahion’s Night Out a benedire l’inizio della Fashion Week settembrina di Milano. I negozi del centro hanno aperto le porte fino a tarda sera per vendere i gadget brandizzati VOGUE, i cui incassi sono stati per la maggior parte devoluti al progetto identificato da Vogue. Performance, dj set, cocktail party pieni di file di curiosi per celebrare la notte bianca della moda. E mentre Vivienne Westwood tiene banco a due passi da piazza San Babila con la festa più modana del quadrilatero, Biffi – la storica boutique multibrand di corso Genova – torna a farsi portavoce dell’ethical fashion, organizzando in collaborazione l’ITC – International Trade Center una serata con protagonisti cinque designer africani coinvolti insieme alla stilista italo-haitiana Stella Jean.

Il frinio delle cicale ha aperto la prima giornata di sfilate che ha salutato fra i primi un delicato Angelos Bratis ospite di Re Giorgio nel suo teatro in zona Tortona, dove il designer ellenico ha presentato la primavera/ estate 2015. L’estate che per noi sta volgendo al termine ci racconta già della prossima, evocando un’oziosa tranquillità che Bratis interpreta in kaftani dai colori tenui, delicati persino nelle tonalità più scure e intense. E anche se la stagione evoca per antonomasia la morbidezza delle figure, in questa sfilata spicca l’ispirazione ai dipinti erotici e alle forme architettoniche dell’artista greco Yannis Moralis che danno un sapore geometrico e asimmetrico ai capi, senza perdere l’armonia delle linee. Il figlioccio della manifestazione romana lascia poi spazio a Stella Jean, anche lei nata sulle passerelle di AltaRomAltaModa, che ripropone le tradizioni e le storie haitiane in un’evoluzione nella lavorazione e nella ricerca nei tessuti. Divertenti i costumi da bagno, preziosi i gioielli realizzati da artigiani di Haiti che hanno accompagnato gli outfit.

Cristiano Burani torna agli anni 50 rompendo l’armonia dell’abito bon ton e tagliando i capi con inserti ora di pelle ora di tessuto lucido rifrangente, prevalentemente nel colore del sabbia e del bianco. Per la stilista cinese Uma Wang la prossima stagione colora di rosso pieno, bordeaux, forme geometricamente alternate – ora con righe ora con grandi fasce – dai colori sabbia tortora e oro. I piedi calzano espadrillas e le ragazze passeggiano con i capelli bagnati, come appena uscite dall’acqua, in un caldo pomeriggio d’estate. Fendi lascia tutti a bocca aperta. Apre lo show Cara Delevingne con il mini karlito (il charm by Fendi ispirato alla figura di Karl Lagerfeld, direttore creativo del brand, ndr.), la collezione è un omaggio all’arte e all’architettura italiana di primo Novecento. Belli i minidress dalle linee astratte e dalle stampe dei tessuti, prevalentemente suede, che richiamano – uno fra tutti – all’onirica visionarietà di De Chirico Il duo di Dsquared2, invece, riempie la pista dell’Alcatraz e presenta una collezione colorata che esagera le forme e le amplifica in maxi stampe che giocano e rimandano al mondo dell’arte pop. Blu elettrico, giallo limone, bianco optical e fucsia in top e giacche con maniche maxi volume, gonne dalle lunghezze diverse e divertenti rouches e balze nelle soluzioni da sera. E dopo la fast-food-fashion esorcizzata nella scorsa stagione, Moschino gioca con donne Barbie ricche di accessori esagerati e avvolte in tubini, gonne, giacche coloratissime.

Rafie, lini chiffon e tessuti macramé sono i materiali che Ermanno Scervino predilige per la sua estate 2015, i colori sono quelli del verde, del cuoio, celeste polvere e del bianco composti in linea con la tendenza che rispolvera la moda di sessant’anni fa con intelligenza, personalizzandola e variandola nell’accostamento dei tessuti e nelle applicazioni di pizzi e rouches. Pezzo di punta: il parca, proposto in diverse declinazioni di tessuti e colori. Tenue la palette scelta da Missoni, le forme sono morbide e leggere, come a raccogliere il vento, i tessuti e la maglieria riportano i pattern classici cari alla maison varesina e propone sete a stampe a temi floreali. Giornata di grandi marchi anche quella che vede RE Giorgio trionfare con una collezione ispirata ai sapori del mare, colori chiari, illuminati dalle prime luci del giorno: il grigio delle pietre al sole, il colore della sabbia, del mare, del cielo. Armani disegna una stagione pulita e semplice, ma non per questo meno preziosa, anzi: la ricercatezza dei tessuti si mescola a dettagli preziosi come ricami o intagli. Antonio Marras scalda la prossima estate con stampe e motivi colorati, floreali, linee avvolgenti ma comode; mentre Bottega Venete riconferma la sua storica sobrietà con abiti avvitati, fascianti in vita, capi spalla leggeri, pantaloni dalle linee regolari.

La signora di Laura Biagiotti sfila in sete e cotoni dalle stampe floreali, a righe estremamente leggere, Marni esalta una donna-geisha in bianco e nero, giacche kimono strette in vita, gonne alla caviglia dritte e pantaloni sigaretta che evidenziano i punti forza della silhouette femminile esaltandone la sinuosità. Il duo che firma Au Jour le Jour raffina il lavoro svolto fino a oggi e si evolve dalla “prima-maniera” pop, punto forza che lo ha portato alla notorietà, sublimandolo in questa collezione colorata e fresca.

“Last but not the least” dicono gli inglesi, così è stata la tensione e l’attesa per la sfilata del duo Juan Caro e Fabio Sasso, designer del marchio Leitmotiv, che debuttano a Milano con il sostegno della Camera Nazionale della Moda ai designer emergenti. Il marchio ha difatti vinto il primo Awards di Stroili Oro che gli ha permesso di esibirsi in uno show ricco e colorato. I capi sono sculture dalla facile portabilità e, come sempre, pieni di storie da raccontare. Gli abiti si trasformano in dipinti, il sottile confine tra l’arte e la moda sconfina in un unicum diventando il “leitmotiv” – da qui il nome – non solo di una collezione ma di tutte. Ciò che appartiene al vissuto e all’immaginario dei due designer si traduce nelle linee nei tagli e nelle stampe che si rincorrono tra le diverse stagioni evolvendosi e crescendo, proprio come loro.

extra catwalk, extra fashion
E se per molti brand si sfila in passerella, per altri si resta in showroom. Così, per scoprire le tendenze della stagione, si fa il giro degli atelier – e della città – cadenzati in un calendario altrettanto fitto di appuntamenti. Ospite per la seconda stagione su Milano il brand Balestra Roma che lancia una nuova collezione di prêt-à-porter dal sapore fresco, in declinazioni floreali e multi color dal gusto esotico. Ha colpito, poi, la presentazione curata dalla maison Mambrini, che racconta la prossima linea di calzature posando scarpe come farfalle su bianche sedute di legno. Elegante festa nella Pinacoteca di Brera per la collezione primavera-estate di Dondup, esposti nella chiostra del museo gli abiti sono caratterizzati da linee pulite ed essenziali per definire ed esaltare la silhouette femminile. Un giro nella pelletteria/ valigeria insieme a Furla, che trionfa ancora una volta nei colori vivaci delle candy bag che sono ormai il tratto distintivo della stagione estiva. Giancarlo Petriglia alla direzione creativa di Piquadro lancia una selezione di borse ispirate ai Frattali, il fenomeno matematico-geometrico basato su complessi algoritmi e che si ripete continuamente nella sua forma, ma su scale diverse. Così le borse si prestano a molteplici possibilità, ricche di soluzioni: dai modelli double-face a multi-attacchi per agganciare i manici, borse matrioska con custodie pc, astucci e porta i-Pad riutilizzabili come clutch. E, a questo proposito, novità per la designer Paula Cademartori che porta nella sua collezione le pochette rigide in plexiglass e metallo smaltato. Mentre Le Silla presenta la nuova collezione nello showroom di Montenapoleone, in un trionfo di colorate scarpe glamour; Baldinini espone una ricca serie di calzature tra cui spicca il sandalo con il carrarmato che fonde, appunto, i tratti tipici della sneaker a una linea di sandali dal carattere classico. Un salotto pieno di luce la collezione de L’Autre Chose che disegna per la prossima estate una serie di gonne e abiti dai tagli morbidi e dalle tinte pastello, accompagnati da accessori eleganti e sobri, in pieno stile della maison. Chiude la serie di presentazioni extra passerella Filles à Papa, creatura in mostra al White (la fiera dei giovani ed emergenti designer che, insieme al Super!, riempie di interessanti novità la settimana milanese, ndr.), con un cocktail-party e una video-performance ispirata al Demolition Derby, tema della loro nuova collezione.

Samantha Catini

Samantha Catini

Se dovessi pensare a me, mi immaginerei in una sala bianca, col pavimento di legno, circondata di libri, pile di riviste e giornali sul tavolo e un portatile aperto davanti agli occhi, intenta a seguire il filo del discorso di un articolo che non vuole riuscire. Sarebbe un’immagine perfetta, che camufferebbe le folli corse di una giornalista trentenne prestata agli uffici stampa - per esigenza o per passione? - da sempre appassionata di letteratura, teatro, cinema, moda e arte. Se non avessi saputo scrivere non so chi sarei oggi, ma ripensando a ciò che scrisse Marinetti, dopotutto “l'arte è per noi inseparabile dalla vita”.

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