Arte compressa #65. Marco Gastini disegna nel vuoto

Disegnare sul vuoto. I plexiglas di Marco Gastini è un po’ anche una mostra omaggio al grande artista torinese recentemente scomparso e di cui l’Archivio sta reparando un catalogo ragionato.

Nato a Torino il 30 gennaio 1938, nome storico della pittura italiana con declinazioni anche nella scultura, ha portato avanti riflessioni fortemente concettualistiche e ha avuto un’attenzione privilegiata per lo spazio, che ha saputo così bene approfondire, descrivere, dominare; talvolta, anche abitare, come nell’opera site specific nella Galleria Umberto I fatta di neon e titolata L’energia che unisce si espande nel blu, 2009, per Luci d’Artista a Torino.

Gastini è parte di quella Storia dell’Arte fatta da protagonisti classe ’30 e ’40 che portavano e portano avanti una ricerca raffinata e allo stesso tempo radicale.

Se ne è andato a 80 anni di età dopo aver lottato con un male insidioso per circa 10 anni ma sempre impegnato nella sua ricerca e in nuovi progetti (tra cui la sua importante mostra, prevista per la primavera, alla Galleria Giorgio Persano di Torino).

Ora una nuova mostra di Gastini, curata da Marco Meneguzzo, si sta per inaugurare; consta di una significativa selezione della produzione su supporto trasparente e intende guardare a questo speciale modo di concepire il materiale da parte di Gastini, non solo come a un geniale artificio analitico e concettuale, ma come a uno strumento espressivo più ampio, adatto anche ad azioni più emotive e a segni più espressionisti. Per questo, il pubblico si troverà di fronte a un nucleo di c.a. 20 lavori appartenenti a vari periodi della sua carriera, in modo da poter ricontestualizzare in un percorso personale e coerente quel che sinora era stato collocato in una casella troppo definita della storia dell’arte italiana e inquadrare questa produzione su plexiglas – non molto ampia, ma significativa e continuativa – nelle scelte personali dell’artista che vanno ben oltre il periodo analitico della sua attività. Gastini ha, infatti, perseguito questo filone di ricerca anche in anni non sospetti, accentuando così questo suo “marchio di fabbrica”, ben oltre l’analiticità tipica degli anni Settanta. Infatti, come scrive il curatore:
“(…) questa ricerca appare non tanto legata a un’epoca storica in cui il supporto non tradizionale poteva costituire una giustificazione per l’atto pittorico, per quanto ridotto ai minimi termini – a punti, a graffi, a macchie, per quanto riguarda Gastini – ma all’intera attività personale e individuale dell’artista, tanto da essere usata e sfruttata spesso nei decenni successivi e in contesti pittorici ben più ricchi, articolati e persino narrativi”.
 

Info mostra

  • Galleria Progettoarte-Elm, Via Fusetti 14, 20143 Milano
  • Dal 19 ottobre – 30 novembre 2018
  • dal lunedì al venerdì, h. 16 – 19.30; sabato e festivi su appuntamento
  • ingresso libero
  • Ufficio stampa NORA comunicazione – Eleonora Caracciolo di Torchiarolo
    www.noracomunicazione.it
Barbara Martusciello

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello è Storico e Critico d’arte, curatore di mostre, organizzatrice di eventi culturali e docente. Ha collaborato con riviste di settore, con i quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", il settimanale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente con altri quotidiani ("Il Manifesto", "Gli Altri") e periodici ("Time Out" - Italia"); è stata parte attiva nel progetto che ha dato vita, a metà anni '90, della prima rivista via fax di Arte ("Artel") e di Architettura ("Architel") e scrive regolarmente di Arti visive e cultura. Ha avuto la direzione artistica di spazi privati e gallerie; ha curato centinaia di cataloghi e di mostre in spazi pubblici e privati, attività che svolge tutt’ora. Docente di Storia dell’Arte e di Storia della Fotografia in diversi Istituti Superiori, è titolare del modulo didattico di Storia delle Arti Visive all'Università del Design Istituto Quasar. E' stata ed è divulgatrice anche attraverso Master, convegni, seminari, workshop, conversazioni. Tra questi, per Zetema Progetto Cultura con Roma Capitale nell’ambito di Racconti di Storia dell'Arte; per il FAI nell’ambito di Visti da Vicino; per la GNAM _ Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nell'ambito di L'artista, L'Opera, Il Museo; per Roma Design Lab (Creatività e Rigenerazione urbana: scenari nazionali e internazionali, casi di studio - Riconoscimento 3 C. F. dall'Ordine degli Architetti di Roma). Ha scritto alcuni libri e suoi saggi sono nei più recenti volumi "Guerra e Architettura" di Lebbeus Wood e "Ricostruire la moda italiana" di Nicola White (entrambi di Deleyva edit.); suoi testi critici aprono i libri fotografici "Sogni d'Acqua. Lungo il Mekong", Electa-Mondadori ediz., 2014 e “Finding Homer”, PostCart 2015. Ha ideato e curato la prima edizione del Concorso e della Residenza fotografica in Murgia nell'ambito di MurgiAMO (2014) e ha collaborato con Roma Design Lab 2014, piattaforma tra istituzioni e privati dedicata al Design, all'Architettura, alla Creatività e alla rigenerazione urbana: per entrambe, art a part of cult(ure) è stata Mediapartner. Collabora con vari webmagazine e piattaforme culturali (MyWhere; Rotarian Gourmet), cura attività didattiche e culturali all’interno di artapartEvents ed è cofondatrice e Caporedattore del webmagazine "art a part of cult(ure)". Membro della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano, ora in rimodulazione, attualmente ha un incarico nel MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara) per cui segue l'area dell'Arte Visiva Contemporanea.

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