Alexander McQueen – Il genio della moda. Visionario e malinconico

Alexander McQueen – Il genio della moda (Regno Unito, 2018, 111′) è un bellissimo e intenso sguardo sulla vita, la carriera e il talento artistico dello straordinario designer Alexander McQueen, il visionario e radicale creativo, punk ribelle, nato a Londra il 17 marzo 1969, e che al vertice di una luminosissima carriera e un’indiscutibile fama ha drasticamente messo fine a tutto, ai suoi tormenti e alla sua esistenza all’età di 40 anni.

Proveniente della working class inglese, è prima direttore artistico di Givenchy, poi, con un suo inconfondibile brend, è diventato uno degli stilisti più innovativi ed eccentrici della Moda, premiato ben quattro volte, tra il 1996 e il 2003, al British Designer of the Year Award, individuato già nel lontano 1992 da Isabella Blow, fashion editor, talent scout, musa di stilisti e poi sua amica, come un enfant prodige alla Saint Martins School of Art,1992.

Le sue sfilate erano vere e proprie teatralizzazioni, sorta di performance seduttive e provocatorie che, come il suo marchio e il suo stile, hanno rivoluzionato il mondo della Moda e flirtato con le Arti visive, portando sulle passerelle – mai fermandosi lì! – la sua ricerca d’avanguardia nelle forme, nei materiali, nei colori, negli accostamenti arditi di ogni elemento e linguaggio; ha inventato, quindi, non solo una caratteristica fashion ma una poetica: onirica, piena di colti simbolismi, di stratificazioni immaginifiche, tante atmosfere futuribili, talvolta cyber, e con qualcosa di perennemente malinconico, con tocchi velatamente disturbanti e una spiazzante carica di ironia.

Apparizioni stranissimi, i suoi abiti, gli accessori e le modelle vestite di tutto punto con piume, svolazzi, luci, impalcature soffici o più morbide, aguzze o biomorfe, concave e convesse, in un gioco continuo di rimandi, composizioni, volumi.

Ma la dose ludica, in McQueen nascondeva una cupezza oscura, dovuta alla sua personalissima riflessione sulla morte, anche in chiave spirituale, con un’attenzione quasi morbosa al tema della trasformazione, che lo hanno reso un’icona espressione del proprio tempo, tanto complesso, buio, inquietante, che ha esaltato ma poi intrappolato sotto la sua coltre malata tanti talenti, che ne sono usciti provati; meteore con una propria storia unica, esagerata, eccellente, artisticamente e intellettualmente non omologata e speciale; protagonisti “cari agli Dei”, e per ciò morti giovani.

Alexander McQueen è stato trovato impiccato – poco tempo dopo la morte della madre – nella sua abitazione londinese l’11 febbraio 2010.

Il documentario diretto da Ian Bonhôte e Peter Ettedgui e con le musiche di Michael Nyman è nelle sale cinematografiche italiane dal 10 al 13 marzo 2019

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello è Storico e Critico d’arte, curatore di mostre, organizzatrice di eventi culturali e docente. Ha collaborato con riviste di settore, con i quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", il settimanale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente con altri quotidiani ("Il Manifesto", "Gli Altri") e periodici ("Time Out" - Italia"); è stata parte attiva nel progetto che ha dato vita, a metà anni '90, della prima rivista via fax di Arte ("Artel") e di Architettura ("Architel") e scrive regolarmente di Arti visive e cultura. Ha avuto la direzione artistica di spazi privati e gallerie; ha curato centinaia di cataloghi e di mostre in spazi pubblici e privati, attività che svolge tutt’ora. Docente di Storia dell’Arte e di Storia della Fotografia in diversi Istituti Superiori, è stata titolare di moduli didattici di Storia delle Arti Visive (Scuola Romana di Fotografia; Istituto Superiore di Fotografia e Comuniczione Integrata; Università del Design Istituto Quasar; etc.). E' stata ed è divulgatrice anche attraverso Master (Istituto Europo del Designa; Università Europea), Giornate di Studio (Università di Roma La Sapienza; Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma) e convegni, seminari, workshop, conversazioni. Tra questi: per Zetema Progetto Cultura con Roma Capitale nell’ambito di Racconti di Storia dell'Arte; per il FAI nell’ambito di Visti da Vicino; per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nell'ambito di L'artista, L'Opera, Il Museo; per Roma Design Lab (Creatività e Rigenerazione urbana: scenari nazionali e internazionali, casi di studio - Riconoscimento 3 C. F. dall'Ordine degli Architetti di Roma). Ha scritto alcuni libri e suoi saggi sono nei più recenti volumi "Le grandi pittrici nei secoli d’oro dell’arte – Un affascinante viaggio attraverso tre secoli di pittura al femminile" Keidos, Roma, 2018; "Guerra e Architettura" di Lebbeus Wood e "Ricostruire la moda italiana" di Nicola White (entrambi di Deleyva edit.); suoi testi critici aprono i libri fotografici "Sogni d'Acqua. Lungo il Mekong", Electa-Mondadori ediz., 2014 e “Finding Homer”, PostCart 2015. Ha ideato e curato la prima edizione del Concorso e della Residenza fotografica in Murgia nell'ambito di MurgiAMO (2014) e ha collaborato con Roma Design Lab 2014, piattaforma tra istituzioni e privati dedicata al Design, all'Architettura, alla Creatività e alla rigenerazione urbana: per entrambe, art a part of cult(ure) è stata Mediapartner. Ha collaborato e collabora con vari webmagazine e piattaforme culturali (MyWhere; Rotarian Gourmet; Roma on the Road), cura attività didattiche e culturali all’interno di artapartEvents. Membro della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano, ora in rimodulazione, ha avuto incarico nel MUSAP-Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara) per cui ha seguito l'area dell'Arte Visiva Contemporanea e ha curato mostre tra cui "Arazzeria Pennese-La contemporaneità del basso liccio", con importanti artisti contemporanei, MACRO, Roma, 2017. Responsabile del settore Arti Visive allo spazio polifunzionale e StartUp Howtan Space Roma per il quale cura serie di mostre fotografiche, ha recentemente curato una prima mostra con cui ha inaugurato per la prima volta in assoluto la sala espositiva della magnifica Stazione FI Napoli Afragola di Zaha Hadid.
E' Cofondatrice e Editor-in-Chief del webmagazine "artapartofcult(ure)"

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