Voci di donne contro la violenza, per le pari opportunità. Noi. Un reading sulla violenza nelle relazioni

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Biblioteca Franco Basaglia ha ospitato la Compagnia Segnali Teatrali fondata da Laura Sellari ed Eleonora Lipuma, con lo spettacolo Noi che rientra nel progetto di contemporanea nazionale e internazionale ideato da Francesco Olivieri. In scena 6 monologhi che raccontano storie di famiglie spezzate, facendo immergere lo spettatore nelle complesse dinamiche di relazioni umane, provando a spiegare come un amore malato può trasformarsi in odio.

A margine dello spettacolo abbiamo incontrato Laura Sellari che insieme a Eleonora Lipuma ha fondato la Compagnia Segnali Teatrali.

Laura, oggi è una giornata importante. Si parla di umanità e di diritti. In che modo questo reading denuncia questa tematica?

Il protagonista in questo reading è la fragilità dell’essere umano e il nostro compito è essere parte integrante di questo mondo in un unico respiro. Tutti siamo chiamati a partecipare come parte attiva facendo del proprio meglio, esternando ciò che proviamo senza mai nasconderlo ed è solo così che potremmo salvarci.

Spesso il dolore che sentiamo e l’incapacità di condividerlo ed esternarlo, può risolversi proprio nella violenza. D’altronde cos’è la violenza se non incapacità di comunicare quel dolore che portiamo dentro?

 Come nasce il progetto Noi e la collaborazione con l’autore Francesco Olivieri?

È stato un caso, come sempre succede per le belle cose. Si è innescato un magico incontro tra me e Francesco a suon di missive facebookiane.

Il creatore di tutto questo meraviglioso movimento è lui. Francesco Olivieri è un drammaturgo di Bologna che ha sentito il bisogno di scrivere questi 6 monologhi per dare voce a chi non può averla più. E non si è accontentato di portarli solo in scena. Ha voluto creare qualcosa di più grande, un open call per tutti gli attori professionisti in Italia, un eco grandissimo che facesse mobilitare noi tutti creando una vera e propria contemporanea nazionale in luoghi anche diversi dal teatro, per risentirci parte di una comunità, in tutti i luoghi delle nostre città.

Colpita da questa iniziale fortissima idea, li ho letti e lì è scattata la scintilla vera e propria. La sua scrittura è brillante, semplice se vogliamo, ma potentissima. Il caso ha voluto che proprio in quel periodo, io e la collega Eleonora Lipuma avessimo deciso di intraprendere un progetto teatrale insieme che potesse dare voce a chi non ce l’ha.

Una specie di megafono che potesse aumentare il “segnale” a chi non viene più ascoltato. Era nato Segnali teatrali, la nostra compagnia che vuole impegnarsi su temi socialmente utili e soprattutto dimenticati. Stavamo a metà scrittura di un testo di uno spettacolo ma a quel punto l’ho chiamata e abbiamo cambiato rotta per concentrarci sul progetto di Francesco Olivieri.

Raccontaci il dietro le quinte. Come si procede con il lavoro e come si comporta un gruppo di attori di fronte ad un testo. Raccontaci più da vicino l’esperienza attoriale

Darò una risposta banale ma è la verità. È bellissimo. Davvero. È ciò che mi arricchisce come essere umano e che mi ha portato a combattere ogni giorno per fare questo lavoro.

Non è chiaramente sempre così, ma per questo progetto sono stata circondata da persone umanamente belle prima che da attori bravi. È importantissimo per me avere la stessa urgenza di cui si fa portatore il progetto al quale si sta partecipando e poi, soltanto poi, dar voce al personaggio. Abbiamo parlato insieme del senso del progetto e cosa volevamo comunicare e poi siamo andati a briglie sciolte.

Ci siamo emozionati insieme, siamo stati liberi di ispezionare prima da soli tutti gli angoli dei personaggi e poi ne riparlavamo insieme avendo sempre chiaro quale fosse l’obiettivo del progetto. È stato un lavoro di gruppo che però ha dato la responsabilità ad ogni attore di andare in scena. E credo e spero di essere riusciti nell’intento di dare una voce unica tutti insieme. Ne approfitto per ringraziarli: Cristiano Leopardi, Marco Giannini, Michela Ronci, Mariangela Montaina, Francesco Sotgiu, Carmine Paraggio.

Quale sarà il prossimo lavoro di Segnali Teatrali?

Stiamo lavorando ad un progetto che ho in mente da anni e che non ero mai riuscita a mettere in scena per una cosa o per un’altra. Con Eleonora succede così, diciamo una parola per uno e si va avanti su dei binari magici che si disegnano piano piano.

Binari sarà il titolo del nostro nuovo progetto e parlerà di due donne ma ancora non posso svelare troppo.

Paola Belluscio

Paola Belluscio

Si laurea in Scienze della Comunicazione con indirizzo impresa e marketing nel novembre del 1998 presso l'Università La Sapienza di Roma; matura circa dodici anni di esperienza presso agenzie internazionali di advertising del Gruppo WPP - Young&Rubicam, Bates Italia, J.Walter Thompson - nel ruolo di Account dove gestisce campagne pubblicitarie per conto di clienti tra cui Pfizer, Johnson&Johnson, Europcar, Alitalia, Rai, Amnesty International e Ail. Dal 2010 è dipendente di Roma Capitale e attualmente presta servizio presso l'Ufficio di di Presidenza del Municipio Roma XIV dove si occupa di comunicazione istituzionale, attività redazionale sui canali social del Municipio e piani di comunicazione. Ama viaggiare e leggere.

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