Paolo Cirio con Information Critique consegna una riflessione politico-sociale al pubblico

“La visione è l’arte di vedere ciò che è invisibile agli altri”. Jonathan Swift

Invisibile/visibile, è con quest’ossimorico binomio che Paolo Cirio (1979, vive a New York), artista concettuale e attivista torinese, o meglio hacktivista  –  come ama definirsi – costruisce le opere ed invita il pubblico, tramite la sua ricerca, ad una riflessione politico-sociale partecipata e attiva. Dalle sue investigazioni emerge una forte volontà di creare spazi di dialogo e azione attraverso il gesto artistico, realizzabili tramite la relazione e lo scambio partecipativo, che mira ad una presa di coscienza collettiva, la quale dovrebbe poi auspicabilmente generare una capacità di azione volta al cambiamento sociale, politico ed economico.

Il suo progetto espositivo pensato per il PAN | Palazzo delle Arti di Napoli, si presenta come un affresco contemporaneo, un dispositivo articolato in quindici progetti che vanno dal 2005 al 2020, ovvero: Derivatives (2019), Street Ghosts (2012), Attention (2019), Foundations (2019), Face to Facebook (2011), Overexposed (2015), Obscurity (2016), Global Direct (2014), Meaning (2019), World Currency (2014), P2P Gift Credit Card (2010), Open Society Structures (2009), Hacking Monopolism Tryology (2005-2011), Sociality (2018).

Un corpus di lavori che coprono un arco temporale di quindici anni di ricerca,  presentato con uno sguardo analitico ed un solido impianto concettuale.

Nel percorso espositivo, che si snoda lungo sette sale, vengono presi in esame e decodificati i rapporti tra finanza internazionale e politica monetaria, i legami tra identità pubblica e privata, tra libertà e sorveglianza; l’annosa questione sulla privacy ed i suoi risvolti politici ed economici. Vengono analizzate e palesate attraverso la visualizzazione di immagini e diagrammi di flusso che rivelano le strutture di potere che influenzano la società, emblemi del tecnoliberismo imperante e della sociologia contemporanea. Tramite una pluralità di mezzi espressivi, scultura, fotografia, performance mediatica, installazione, video – che costituiscono di fatto i documenti delle azioni – l’artista  dà forma ad una struttura performativa e visionaria in divenire, in cui le dimensioni di realtà, provocazione artistica e costruttivismo sociale coesistono in un legame dialettico.

Fino ad ora la riflessione di Cirio sui meccanismi di controllo e gestione economica e politica globale, si è presentata per episodi espositivi. Ogni lavoro progettuale aveva una specifica funzione “tattica”: l’indagine di un circoscritto segmento della realtà contemporanea e si presentava come una porta di accesso al software politico/sociale attuale, offrendo al fruitore la possibilità di analizzare le dinamiche e i meccanismi invisibili delle strategie che regolano, attraverso norme e convenzioni condivise, le azioni delle grandi corporation e le ricadute che queste generano sulla collettività.

Questa mostra invece, per la prima volta, presenta una visione d’insieme, nella quale le singole opere si compongono, temporaneamente, in un tessuto di relazioni e funzioni complementari. Campo privilegiato della ricerca di Cirio sono i media, la rete internet, le azioni e le logiche interne delle grandi corporation come Google, Amazon, Facebook, ma anche quelle delle agenzie internazionali come FBI, NSA, CIA.

Con i suoi interventi, l’artista traccia una mappa intangibile, indica un almanacco mentale per immaginare un futuro diverso, fatto di democrazia diretta, alla quale si potrebbe giungere grazie ad un uso consapevole della rete, di condivisione del sapere, di rivoluzione monetaria; nelle sue investigazioni dei flussi di dati evidenzia le falle di sistema che minano il precario equilibrio capitalista e neoliberista; per farlo, utilizza l’hackeraggio e la manipolazione del flusso di informazioni, riuscendo a creare così la sua scultura che è immateriale ma al tempo stesso molto concreta. Gli interventi tattici che mette in atto, sono in grado di veicolare messaggi sociali precisi, in maniera diretta e creativa, tali da sollecitare il senso critico, grazie al quale, il pubblico avrà modo di vedere ciò che prima non visualizzava e nemmeno immaginava possibile. Ogni progetto ha lunga gestazione che in alcuni casi può durare anni, i cui elementi costitutivi abbracciano diversi campi del sapere, che vanno dall’antropologia alla sociologia, dalla semiotica ad una solida conoscenza dei linguaggi di programmazione, dall’estetica alla filosofia politica, dalle leggi che regolano il marketing alle strategie monetarie globali, dalle neuroscienze al diritto internazionale.

Questa mostra si presenta dunque come un grande puzzle retrospettivo, che fonde realtà e finzione, azione e reazione, analisi e costruzione, visione politica e provocazione di ascendenza situazionista, nel quale ogni singolo segmento espositivo contribuisce ad evidenziare la metodologia d’indagine della struttura della realtà e le azioni per modificarla che sono state messe in campo dall’artista negli anni e contribuisce ad ampliare la prospettiva verso un cambiamento di fase per un futuro possibile.

Info mostra

  • Information Critique | Paolo Cirio
  • A cura di Marina Guida
  • fino al 22 agosto 2020
  • PAN, Palazzo della Arti
  • Via dei Mille, 60, Napoli
Marina Guida

Marina Guida

Marina Guida si laurea in Conservazione dei Beni Culturali ed Ambientali, presso L’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli, (città natale dove vive e lavora) con una tesi sulla ricezione critica delle opere di Robert Mapplethorpe in Italia.
Frequenta i seminari e gli incontri dell’arte tenuti presso il centro di Documentazione Filiberto Menna di Salerno, moderati Dal Prof.Angelo Trimarco e dalla Prof.ssa Stefania Zuliani.
Critico militante, curatore indipendente, redattore free lance, collabora con diverse riviste d’arte contemporanea e periodici d’arte e cultura, scrivendo recensioni delle mostre ed articoli di approfondimento, firma saggi e testi critici per cataloghi di progetti espositivi in spazi privati.

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