IndipendenteMente #52. Attraverso persone e cose. Il racconto della poesia di Gian Luca Favetto in un nuovo audiolibro

«Mi riconosco nelle parole. Sto bene in ciò che si costruisce con le parole. Abito lo spazio e il tempo che le frasi disegnano e fondano. Ma stare bene non è stare comodi; stare bene è essere vigili, vivi, esserci, provare»: è un’affermazione di Gian Luca Favetto, autore dell’opera Attraverso persone e cose. Il racconto della poesia, audiolibro edito da Il Narratore

Il primo capitolo del saggio si intitola Che cos’è la poesia; lo scrittore, invece di risponderci con una definizione che non potrebbe rendere conto della complessità dell’arte poetica, decide di farci compiere un viaggio nel suo intimo rapporto con essa, negli autori che ama e nelle parole che hanno segnato la sua esistenza.

Per Favetto i poeti sono sempre dei viaggiatori: «Le parole hanno le ruote, sono mezzi di trasporto, fanno percorrere storie come strade, offrono il viaggio a chi ascolta, alla memoria cibo e vita ai fatti, ché voi non foste a viver come bruti, ma per seguir racconti e conoscenza»; la scrittura quindi è movimento, da un punto ad un altro, è scambio, è condivisione.

immagine per Gian Luca Favetto, autore dell’opera Attraverso persone e cose. Il racconto della poesia, audiolibro edito da Il NarratoreIn merito a questa verità, alla fine del capitolo l’autore afferma sulla poesia: «È un movimento, un modo di essere in relazione con le cose e con sé stessi, un modo di trovare relazioni; è un principio, è ciò che c’era prima del Big Bang e innerva tutto».

Analizzando i poeti che hanno arricchito la sua vita, egli ritrova questa certezza del viaggio, dell’esplorazione di sé che diventa di riflesso quella di chi legge: da Thomas Stearns Eliot a Walt Whitman, da Roberto Bolaño a François Villon, da Eugenio Montale a Giacomo Leopardi, da Lord Byron a Percy Bysshe Shelley, da Rainer Maria Rilke a Fernando Pessoa, ognuno di loro ha permesso e permette ai suoi lettori di evolversi, e di muoversi verso una nuova e più piena consapevolezza.

«Ho pensato che io non sono completamente qui dove sono, e nemmeno lei, nemmeno tutti i miei cari, coloro che amo, siamo tutti un po’ altrove, dall’altra parte del mondo, e siamo continuamente in viaggio, nemmeno più cerchiamo qualcosa, viaggiamo semplicemente, la nostra condizione è andare, la condizione di tutti coloro che amo e di tutti coloro che amano me, di tutti coloro che sono parte di me e di cui io sono parte, possono anche essere morti, possono dover ancora nascere, ma è così, è il nomadismo che ha radice in noi, anche nel più stanziale degli esseri umani».

Antonella Quaglia

Antonella Quaglia

Antonella Quaglia è una content editor e organizzatrice di eventi. Laureata in DAMS Cinema a Bologna, ha conseguito un Master in Management degli eventi artistici e culturali a Firenze. Dopo aver lavorato nel settore dell’organizzazione di mostre d’arte, segue diversi corsi in editoria e collabora con uffici stampa e riviste del settore.

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