Libri Come #10. Atticus Lish: amore e povertà a New York

smartbell_uncontainedcity_ba_img_1429447835_crop_550x323Ė stato presentato nel corso di Libri Come, Festa del Libro e della Lettura , presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, il primo romanzo di Atticus Lish, Preparativi per la prossima vita, incisivo affresco di una New York diversa da quella patinata e glamour dell’immaginario comune, del possibile e raggiungibile “sogno americano”. Camminano, sulle strade mescolanti di Lish, immigrati e diseredati, ne sentiamo il respiro affannoso, la paura, le umiliazioni, le lacrime, le speranze. Vita cruda, che batte inesorabilmente feroce e dura nei polsi di una città in apparenza aurea. Nascono dalla realtà, i personaggi di Lish, uomini e donne di molteplici etnie, dai molteplici linguaggi, dalle vite affettive e sociali inesistenti o fatte a pezzi.
Arrivano in questa New York  tumultuosa  non da Londra, da Parigi, arrivano da posti dimenticati da Dio, ma vivi nella loro memoria, cadono  a caso in città, schegge impazzite di una umanità, di una ragione perdute. Nascono  da parole e sguardi quotidiani che l’autore ha rivolto alla gente che vive a Flushing, nel Queens, o nel Bronx, nelle periferie. I quartieri, le stanze degli ultimi. Intervistato magistralmente da Nicola Lagioia, Lish colpisce per la chiarezza di intenti, per la determinazione con cui si è messo a scrivere,  per il suo garbo nel raccontarci la sua esperienza  di scrittore.

Finalmente”, dice Lagioia rivolgendosi a Lish. “Finalmente una New York diversa da quella di Colazione da Tiffany, in cui ragazze perdute prendono un taxi per andare a vedere i loro sogni ricomposti nelle vetrine di una gioielleria”. Una New York diversa anche dal Bronx di Don DeLillo, o da quella oggetto di descrizioni negli anni ’90, con una particolare attenzione a Brooklyn.

La città di Lish è povera, non finto povera, non fa tendenza. Chi vi arriva è già un perdente. Il romanzo è la storia di un incontro, di un amore che avviene, a dispetto di tutto. Descritto senza un briciolo di sentimentalismo, essenziale. Vitale per i protagonisti. Vero nel buio, nel petto chiuso di Zou Lei e di Skinner.
Il luogo è Flushing , nel Queens. Da una parte c’è una cinese, Zou Lei, immigrata clandestina,  di etnia han, per metà, e per metà  di etnia uigura,  musulmana. E poi Brad Skinner. Cittadino americano, ha combattuto in Iraq, tutto  quello che gli resta al ritorno sono una pistola, degli psicofarmaci, e un devastante stress post traumatico. Intorno, l’incredibile ricostruzione di una città vista dal basso, con gli occhi dei dimenticati, dei tanti che ufficialmente, a volte nemmeno esistono. Zou e Skinner  “sono entrambi due diseredati”, nota Lagioia, “lei è una straniera, lui uno straniero in patria”. Ex studente di Harvard, ex marine, Atticus spiega che la principale ragione  per cui ha scritto questo libro  è stato lo scoppio della guerra in Iraq. “Facevo l’operaio in California, e sentivo alla radio che Bush voleva entrare in guerra”. Il libro è iniziato proprio da lì.“C’erano molte cose da imparare. Inizialmente volevo partire per l’Iraq. Poi ho cominciato a scrivere, a documentarmi in giro per Flushing, Long Island, nel Bronx. Ho camminato per miglia”. Lish ha intervistato la gente comune, prendendo dalla strada passato e presente,  moltissimo materiale.
Racconta di una signora cinese che raccoglieva lattine da riciclare.“Faceva  quel lavoro perché la polizia cinese l’aveva costretta ad un aborto forzato. Ho utilizzato questo episodio nel mio libro. Un’anima cinese è nel libro”. Tra i tanti lavori svolti, Atticus Lish è stato anche traduttore dal cinese mandarino, e ha insegnato inglese nella Cina del Nord. Da quell’esperienza, da atmosfere azzurre e spazi sconfinati,  ha preso corpo il personaggio di Zou Lei, con “i capelli castani e non neri….il naso leggermente arcuato e gli occhi siberiani”. Sconfinata, ci appare Zou, capace di un’amore, di un tragico splendore sincero che la rendono indimenticabile. Come del resto è indimenticabile Skinner, l’altra anima del libro, commovente, senza retorica. In  lotta eroica contro i suoi fantasmi, per Zou. Una donna che non riesce ad amare completamente, a causa delle sue ossessioni. E che tuttavia, non vuole perdere.”La cosa positiva, diceva lei, era che l’aveva incontrato, e potevano formare un esercito, una unità di due persone, per combattere le difficili battaglie della guarigione di lui, e dell’immigrazione di lei”.

Lish è stato in Cina prima degli scontri di Piazza Tienanmen, e poi è tornato lì successivamente. La Cina di oggi è è un Paese dove “non c’è più purezza. Erano vestiti in un certo modo, stile Mao, influenzati dal comunismo. Pechino era una città in orizzontale,  adesso ci sono palazzi altissimi..”E anche New York,“è una città cambiata, prima era meno ricca, più unica. Attualmente è simile a tante altre città, è un effetto della globalizzazione. Ė diventata più sicura, ma meno particolare. N.Y. ha perso quel carattere che amavo della città ”. C’è un futuro nell’America di oggi per quelli come Zou e Skinner? “, chiede Lagioia.”Ė sempre più difficile per gli immigrati avere una vita giusta e facile. Il compenso lavorativo è misero e scarso. Lavorano moltissimo, non c’è un giusto equilibrio tra vita personale e vita lavorativa”.

Accennando alla situazione dei reduci in America, e allo stato dell’informazione su di essi, Lish afferma di non avere argomenti esaurienti.“Ma so alcune cose. C’è un progetto, chiamato Wounded Warrior, il cui obiettivo è quello di contattare i veterani dopo la guerra. In molti casi costoro hanno programmi di auto aiuto. C’è una difficoltà diffusa  a parlare della guerra. Un reduce dal Vietnam mi ha detto che ha smesso di parlarne, perché la gente non ne vuole sapere”. “Ci sono nuove terapie per lo stress Post ­traumatico, terapie per il movimento oculare. Ci sono vari libri sui veterani, tutti molto interessanti, che parlano del ritorno di costoro alla società civile. In Indonesia i guerrieri fanno una cerimonia chiamando il dio della montagna, e lo rimandano lì, alla fine della guerra. Dovremmo farlo anche noi, in Occidente”.

Il rapporto tra Zou Lei e Skinner è un rapporto in evoluzione, difficile. Un rapporto tra corpi. Il corpo fisico nel romanzo ha un grande rilievo, le figure si staccano dalla pagina, possiamo avvertirne lo scatto muscolare, l’energia. Zou è sola, con i rischi continui che corre per le strade, si allena per l’autodifesa. Skinner è un soldato, che deve comunque restare forte per il lavoro che esercita. Per descrivere il loro legame, per imparare a scrivere di questo rapporto, Lish dice di essersi  ispirato anche a  Madame Bovary. “Dovevo affrontare la scrittura su un rapporto che cambia. Ho voluto vedere come si affronta in maniera letteraria una storia d’amore”.
Il risultato è stupefacente. E il suo libro, originale, “necessario”, nella definizione del New York Times, ha avuto una risonanza enorme, al di là delle aspettative, vincendo il  prestigioso premio Pen/Faulkner. Figlio di Gordon Lish, illuminato editor di Raymond  Carver, Atticus Lish ha cominciato a scrivere il suo romanzo cinque anni fa (ha 43 anni), influenzato dalla lettura di Robert Stone e Hemingway. Dall’interazione con i suoi lettori, Atticus trae una grande energia per continuare la sua opera di scrittore (sta ultimando il suo secondo libro), per migliorare.“Grazie alle loro domande, vado a rileggere parti del libro, a voce alta, così mi accorgo di errori, discrepanze, che gli occhi non vedono”. Lagioia sottolinea che uno stralcio di uno scritto di Atticus bambino – aveva appena nove anni – è finito in un libro di DeLillo. Lish si schermisce, dicendo che sicuramente “DeLillo ha ripreso quella cosa perché interessato al funzionamento della mente di un bambino, non perché fosse interessato al mio cervello”. I lavori non intellettuali svolti da Lish sono stati preziosi per molte descrizioni, la sua narrazione ha una funzione vitale, di testimonianza. perché, “Lish fa parlare chi non ha voce, fa nascere il suo romanzo dall’esperienza diretta a contatto con gli “ultimi”, dice Lagioia, “persone che non esisterebbero senza qualcuno che le raccontiTra i compiti dello scrittore c’è anche quello di raccontare per chi non può farlo.” E ancora, citando Primo Levi, “i veri testimoni sono quelli che non sono tornati, o che sono tornati muti”. L’attenzione, come in Elsa Morante, è per chi subisce la Storia. Nel romanzo di Lish c’è l’eco di Steinbeck, con il suo Furore, il richiamo alla città giungla di Upton Sinclair. Ė attratto come lettore dalle storie vere, Atticus Lish. “Lì mi accorgo di essere uguale alle persone che ho davanti”. Ama i giornalisti che vanno nel profondo. Nella sua crudezza e verità,  Preparativi per la prossima vita nasconde una poesia inaspettata. E una rivelazione sociale. Politica. “Il momento più bello è quando ascolto e vedo persone in giro, e attingo materiale e trovo il punto giusto dove collocarlo. Psicologicamente, ho tenuto i miei personaggi legati a me, poi li ho lasciati andare, e questo mi ha aiutato a dipingerli a tutto tondo”. Ed è un romanzo sul “sogno americano”, che deve fare i  conti con un Trump che tuona, in vista delle elezioni  presidenziali, contro l’immigrazione e il Partito democratico. Lagioia:“Ė ancora possibile il “sogno americano”, a New York, negli Stati Uniti, nel 2016? Quelli come Zou e Skinner possono cambiare, migliorare?”. Atticus Lish:”Un economista risponderebbe meglio. L’America cambia, non so quanto… Imparerò sull’America, e risponderò prossimamente alla tua domanda.” 

Tullia Ranieri

Tullia Ranieri

Tullia Ranieri ha al suo attivo numerose esperienze artistiche. Scrittrice e attrice, collabora con varie Associazioni culturali. Suoi testi sono pubblicati in Antologie varie e su siti Internet. Si è dedicata a progetti sperimentali di diffusione della poesia nelle scuole e alla scrittura e regia di spettacoli e percorsi poetici. Fa parte del gruppo di Scrittura Collettiva di Fefé Editore. Adora Adonis.

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