Più Libri Più Liberi 2016 #11. Faximile. Reinterpretare i classici con i nostri nuovi linguaggi

20161208_131918Immaginate l’Iliade raccontata in forma di telecronaca calcistica, Le notti Bianche come un esperimento di chimica, la Medea che diventa una difesa processuale?

Solo alcuni esempi di come nel libro Faximile (Homo Scrivens Edizioni) siano stati reinterpretati molti classici di ogni tempo e luogo. Aldo Putignano ce lo ha presentato assieme ad alcuni degli autori delle riscritture, oggi interpretate magistralmente in una godibilissima lettura ad alta voce, per il pubblico di Più Libri Più Liberi.

Dobbiamo arrenderci: il linguaggio cambia, cambiano i suoi mezzi di trasmissione, cambiamo noi con lui e lui con noi, in un cane che si morde la coda e non vuole capire che la coda è la sua.

È inutile lagnarsi perché non si legge più, perché i classici sono snobbati o relegati a nozioni noiose fra i banchi di scuola. Questi meravigliosi tesori hanno bisogno di un migliore spot, altrimenti non attacca. Possiamo dire senza dubbio che Faximile è riuscito nell’impresa di raccontare pillole di classici in un modo originale, ma chissà se ci sarà un’impennata delle vendite di Arancia meccanica ora che ne hanno fatto un cruciverba, o delle poesie di Giovanni Pascoli diventate SMS con sprazzi di gergo giovanile. Stephen King è l’autore senza talento di format televisivi senza successo: che sarà di lui? Le Opere e i Giorni, ora che sono un tautogramma in P, saranno più attraenti? Il racconto di Carver Perché non ballate viene progressivamente tagliato, ancora di più di quanto lo sia stato, fino a diventare trecento parole, poi tre frasi, poi tre parole, ma cariche di suggestione, e forse così, chi scrive solo su whatsapp o fa fatica a seguire più di 140 caratteri, ne sarà incuriosito.

È un iperspazio letterario quello che ci presentano, è oltre l’esercizio di stile, è un esercizio di stile con una sostanza in più. È la storia che mastica il presente e lo restituisce in una forma diversa, come passato arricchito dal camminare dell’uomo. Del resto, non sarebbe altra cosa il Foro Romano se i secoli non lo avessero trasformato in un monumento? Se fosse ancora solo abitazioni ed edifici pubblici, ne potremmo assaporare la magia? Forse sì, ma ci piace così.

La forma trasforma la sostanza e insieme se stessa, così il classico riscritto diventa il proprio spot e ci piace e ci diverte, tanto, perché in fondo la riscrittura non è che un invito alla lettura.

Giovanna Astori

Giovanna Astori

Primo vagito: giugno 1972, nella mia amata Roma dove vivo e vivrò. Sono ricercatrice in una nota fabbrica di numeri e informazione, lavoro che amo e che mi dà da vivere. A latere, il secondo lavoro che mi ripaga in divertimento e salute è la scrittura. Ho pubblicato diversi racconti e poesie e i romanzi “Storie dentro storie” (2012, L’Erudita di Giulio Perrone Ed. e 2014, in edizione digitale) e “Preferisco il rumore del mare” (con Andrea Masotti, 2014, Narcissus Ed.). Il tempo libero lo dedico a mille curiosità e ai miei bimbi.

Commenta

clicca qui per inviare un commento