Nelle stanze virtuali dei ragazzi. Nasci, cresci e posta

Nasci Cresci e Posta, cover

Un’ora di dialogo avvincente a Libri Come 2018, sul viaggio dei minori nel mondo dei social media, fra gli autori del libro Nasci, cresci e posta (Città nuova ed.) Simone Cosimi, giornalista, e Alberto Rossetti, psicoterapeuta, moderati da Antonio Pavolini.

Un incontro avvincente, che sarebbe stato perfetto se seguito da almeno due ore di domande e risposte con la nutrita platea di ascoltatori, vista l’assoluta attualità del tema e la panoramica dettagliata su numerosi aspetti inerenti, presentata dagli autori.

E visto che “se proviamo pure a crederci assolti, siamo tutti coinvolti”, questo saggio di poco più di cento pagine, che scorrono come un buon bicchiere d’acqua fresca, guarda a tutti gli attori del gioco delle parti: produttori di norme, gestori di piattaforme, genitori, educatori, e chiaramente i protagonisti assoluti del palcoscenico, i minori.

Molto utile la prima parte, che spiega i limiti e i tentativi dal punto di vista normativo, di salvaguardare e proteggere i giovani dall’uso del potente mezzo, ripresa in linea teorica nella conclusione del volume, che contiene una panoramica sui social pensati per i bambini e un utilissimo glossario che spazia dai cookie al dark web, dagli hikikomori, allo sharenting’. Decisamente interessante la seconda metà del saggio, in cui diventiamo tutti protagonisti.

I ragazzi con la loro curiosità e il loro bisogno di ‘esserci’ che non si limita più a una presenza fisica nei luoghi di incontro reali, ma richiede l’accesso alle stanze virtuali e alle loro dinamiche; i genitori nel delicato e impegnativo compito di riscoprirsi innanzitutto tali, nel dovere di fare appello alle proprie responsabilità sia come esempio comportamentale, sia come regolatori delle abitudini dei figli nella vita quotidiana.

Ascoltando i relatori, i dati e le riflessioni scaturiti dalla loro ricerca, scopriamo aspetti e visioni del nostro comportamento e del punto di vista dei nostri figli che non sospettavamo, spunti per epifanie che potrebbero migliorare l’esperienza sociale di tutti. E infine, ma non ultimi, quelli che spesso, per semplicità e mancanza di approfondimento, finiamo per ritenere erroneamente i responsabili dell’esposizione dei minori ai rischi legati alla partecipazione ai mondi social: i mezzi tecnologici, dal supporto fisico alle applicazioni.

Ma non ha senso “colpevolizzare lo smartphone”, se il mondo adulto lo consegna a chi si affaccia alla vita abdicando al proprio ruolo di controllore, di controparte, di punto di riferimento dialogante.

“Nasci, cresci e posta” è un saggio pienamente riuscito perché non si esaurisce in se stesso pur essendo esaustivo, ma apre una strada. Ci porta per mano a conoscere le più importanti app e piattaforme preferite dai ragazzi nella socializzazione, rendendoci allo stesso tempo consapevoli che nella velocità delle cose, già domani potrebbero essere soppiantate da altre, ed è anche per questo che la dimensione umana, il ‘prendersi per mano’, deve rimanere fortemente attiva, essere rinsaldata, rivitalizzarsi con una fiducia che va al di là della stanchezza di fine giornata che ci fa preferire le soluzioni comode.

La capacità di esserci e di lasciare allo stesso tempo i ragazzi liberi di misurarsi da soli col resto del mondo, in quest’ambito è essenziale, ed è quello che dobbiamo recuperare.

Giovanna Astori

Giovanna Astori

Primo vagito: giugno 1972, nella mia amata Roma dove vivo e vivrò. Sono ricercatrice in una nota fabbrica di numeri e informazione, lavoro che amo e che mi dà da vivere. A latere, il secondo lavoro che mi ripaga in divertimento e salute è la scrittura. Ho pubblicato diversi racconti e poesie e i romanzi “Storie dentro storie” (2012, L’Erudita di Giulio Perrone Ed. e 2014, in edizione digitale) e “Preferisco il rumore del mare” (con Andrea Masotti, 2014, Narcissus Ed.). Il tempo libero lo dedico a mille curiosità e ai miei bimbi.

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