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Osicran o dell’Antinarciso. Il verso libero di Saverio Bafaro

di Antonella Rizzo

Una delle parole più in voga del momento è “narcisista”, un termine che dalle ultime definizioni manualistiche dei vari compendi psicologici abbraccia un ventaglio ampio e variegato di insopportabili difetti umani. La sfida di Saverio Bafaro è quella di rovesciare il senso della patologia senza tempo del mito di Narciso, già dal palindromo che caratterizza il titolo del suo ultimo libro di poesie, Osicran o dell’Antinarciso per le edizioni Il Convivio.

immagine per Osicran o dell’Antinarciso. Il verso libero di Saverio Bafaro

 

Bafaro, psicoterapeuta per professione e vocazione culturale, ridefinisce in questo libro i termini del potenziale erotico e soprattutto auto-erotico che alimenta e sospinge l’impianto psichico del narcisista e dell’artista, paziente elettivo di un Super-Io in continua incandescenza.

– Nel mattino chiaro
un raggio trapassa lento
il vetro di una colonia
siamo chiamati
a radere dal viso
un’esigua perdita
nel passaggio imprigionato
in bande che alternano
sogno a sangue –

Attribuire caratteristiche moralmente accettabili al talento alla creatività è un grosso equivoco compreso dalle culture precedenti alla nostra; lo stesso Freud definisce la pulsione narcisistica legata strettamente all’autoconservazione dell’umanità. Questo presuppone che ogni mezzo può essere lecito, in questa prospettiva, all’affermazione della spinta libidica che possa sorreggere la costituzione psichica dell’uomo?

Il passaggio epocale dall’ambiente dionisiaco della cultura classica alla morale collettiva che regolamenta i rapporti interpersonali decreta la morte degli dei e l’inizio di un’umanità che ha relegato l’antropologia culturale a una disciplina che studia fenomeni del passato, ma che non può e non deve a nessun titolo rappresentare la società moderna.

– Cosa provi ora,
Principe del Mondo
a notare l’impossibilità
di guardarti la schiena?
Qualsiasi prospettiva
vorrai pur scegliere
per vedere, cogliere
e ancor più raggiungere
sarà soltanto una –

Saverio Bafaro è un poeta, invece, che parte da molto lontano e che non potrebbe accettare la banalità di una linea di confine, per status intellettuale.

immagine per immagine per Saverio Bafaro.
Saverio Bafaro

 

È di pensiero creativo e di genesi della parola che si parla in questa raccolta,  indagati dalla psicologia come disciplina umanistica e non corollario delle neuroscienze che riconosce negli archetipi tutti i significati giunti a noi attraverso l’inconscio collettivo.

Il libro rappresenta giustamente un’opera intellettuale e un’espressione in verso libero dell’armonia degli opposti, anche nelle situazioni di aggressività primitiva o di conflitti irrisolti.

Per questo il Narciso evocato dal poeta viene da lontano e conserva le caratteristiche che hanno perpetuato la specie umana. Non può rappresentare un pericolo perché perde la sua patogenicità proprio nell’espressione letteraria e intellettuale che Lacan individua nel desiderio come condizione assoluta dell’uomo, impossibile da soddisfare.

 Ma chi sa accogliere nel profondo l’essenza viscerale della spinta creativa e la traduce in aspirazione  può godere di una confidenza proficua con le angosce insopprimibili, realizzando la propria volontà di potenza sottesa a un narcisismo innocuo e caratterizzante.

Un lavoro importante ed ambizioso quello del poeta Saverio Bafaro, una possibilità di riflettere l’Uomo nello specchio lacaniano in un processo di riconoscimento identitario di sé in rapporto con l’immagine interiore e l’universo sociale.

– Entro nella pozzanghera
quando il mio cuore
vuole rimanere lì
all’ennesimo passaggio
traggo un respiro di quiete
e un moto lento
mi accarezza la nuca
rimango in attesa
dammi un braccio
invoco, dammi una mano
oh fratello del Sogno
a tornare dallo Specchio –

Saverio Bafaro è nato a Cosenza nel 1982. Poeta, psicologo, psicoterapeuta e critico letterario, è stato redattore della rivista Capoverso.

Ha pubblicato, per la poesia: Poesie alla madre (Rubbettino, 2007), Eros corale (larecherche.it, 2011), Poesie del terrore (La Vita Felice, 2014). Altri suoi testi poetici sono contenuti nel Quadernario. Calabria (LietoColle, 2017) e tradotti nel Journal of Italian Translation (Bonaffini, 2021, vol. XVI, n. 2).

Ha curato: Omaggio a Pavese (Orizzonti Meridionali, 2019), Crocevia del futuro di Carlo Cipparrone (L’arcolaio, 2021) e la traduzione Stickeen. Storia di un cane di John Muir (La Vita Felice, 2022). Dirige la rivista cartacea di poesia Metaphorica (Efesto edizioni).

immagine per Antonella Rizzo
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Antonella A. Rizzo è nata a Roma il 17 gennaio 1967. E' poeta, scrittrice, giornalista, performer. Ha pubblicato: Il sonno di Salomè - Edizioni Tracce 2012. Confessioni di una giovane eretica - Edizioni Lepisma 2013, Cleopatra. Divina Donna d'Inferno - Fusibilia libri 2014, Iratae pièce teatrale con Maria Carla Trapani - Fusibilia libri 2015, Plethora – Nuove Edizioni Aldine 2016, A dimora le rose, Edizioni Croce 2018, A tutti quelli che non sanno che esiste il vortice – Lavinia Dickinson edizioni 2019.

Una risposta

  1. I versi di Saverio Bafaro sanno condurre il pensiero inconscio oltre la dimensione della semplice lettura. E questo andare oltre non è una forzatura. Un automatismo che rigenera.
    Bellissima e centrata questa recensione di Antonella Rizzo.

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