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La poesia che resiste #16. La raccolta indifferenziata di Iolanda La Carubba. Poesia moderna, metropolitana e catartica

La doppia anima di Iolanda La Carrubba si palesa chiaramente nel suo ultimo lavoro poetico per Ensemble edizioni, Raccolta indifferenziata. (storia vento e lotta). Il titolo, non a caso, rappresenta l’eterogeneità della sua produzione da sempre caratterizzata dalla vivacità artistica dell’autrice.

 

Iolanda è una scrittrice pop nel senso migliore del termine perché la sua scrittura attinge a un patrimonio genetico, materno e paterno, che affonda le radici nell’arte come mestiere e come risorsa quotidiana.

È regista, performer, videomaker, silfide evanescente ed eterea che abita la realtà metropolitana rottamando il verso della periferia social in un’operazione di nobilitazione molto precisa.

 

La raccolta in questione grida al caos, all’effervescenza disordinata della materia che coniuga la sperimentazione con momenti di liricità assoluta.

L’inizio è tranchant, una serie di epiteti contemporanei tradotti nei segni grafici che corrispondono ai simboli della comunicazione moderna, ed è lì che la macchina da presa di Iolanda La Carrubba, pronta a cogliere l’attimo visionario in ogni situazione quotidiana, si sofferma e tratteggia la riproducibilità del simbolo.

Come in una tela di Pollock, dai colori invasati in una danza tribale:

la poesia è ovunque, gira, ronza
come una mosca bianca
fuma numeri, digerisce metrica

declama la poeta in una sequenza numerica racchiusa in una tabella che racchiude una poesia modulabile, come lei stessa afferma, “scritta in maniera tale da poter essere letta anche in modo casuale e mixando i moduli dei versi dove il significato rimane invariato, mentre il significante diventa multiplo e variabile”.

Ma non è snobismo letterario il suo quanto la rabbia di una generazione di mezzo che vive forzatamente un giovanilismo disperato nel tentativo di giustificare il nonsense della società liquida.

Un passo elegante ma sofferto, di un dolore che avvolge la fisicità e la rende opera vivente impegnata in una performance spontanea, mai intenzionale.

Arrestare l’assenza del silenzio,
sbadigliare a bocca piena di niente
e ridere della nevrosi collettiva
accettando di farne parte, pienamente.

Sperimentale per vocazione e lirica per condizione, Iolanda La Carrubba potrebbe riavvolgere il nastro della narrazione e ritirarsi nella licantropia primitiva dell’artista.

Trasformare lo sforzo diurno della sopravvivenza in momenti estatici, celebrando negli inferi l’estetica della solitudine. Ma qui replica prepotente la necessità di appartenenza a una circolarità umana che contiene e consola nei sentimenti della reciprocità umana.

Incontrare altri contrari
costruire quanto si può
dire e fare – poi – staccare la corrente
e guardare la semplice azione di un bambino
accarezzare un gatto – lanciare il sasso nel pozzo
salire sopra un albero e gridare.

Iolanda La Carubba. foto di Mel Carrara

È una nevrosi catartica che rianima e risolleva, parola nata dal disordine collettivo che è causa di ogni male fisico e morale.

Si può ricevere la somministrazione di una terapia antalgica attraverso la descrizione del “corto circuito”, quando interessa poeti e gente comune.

Iolanda La Carrubba (Roma, 1978) è poeta, videomaker e organizzatrice di eventi culturali.

Suoi testi sono apparsi su diverse antologie, riviste e blog e hanno ricevuto diversi riconoscimenti. Ha pubblicato la raccolta poetica Sottovuoto (2011).

 

immagine per Antonella Rizzo
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Antonella A. Rizzo è nata a Roma il 17 gennaio 1967. E' poeta, scrittrice, giornalista, performer. Ha pubblicato: Il sonno di Salomè - Edizioni Tracce 2012. Confessioni di una giovane eretica - Edizioni Lepisma 2013, Cleopatra. Divina Donna d'Inferno - Fusibilia libri 2014, Iratae pièce teatrale con Maria Carla Trapani - Fusibilia libri 2015, Plethora – Nuove Edizioni Aldine 2016, A dimora le rose, Edizioni Croce 2018, A tutti quelli che non sanno che esiste il vortice – Lavinia Dickinson edizioni 2019.

Una risposta

  1. Viene voglia di leggere “prima di subito” Raccolta indifferenziata. Qualche tempo fa ho avuto la fortuna di ascoltare dal vivo Iolanda. Il suo poetare è cuore coniugato nell’arte. E non solo questo. Ti strappa sorrisi, ti incanta la musicalità del verso e poi.. ti lascia pensare. Credo sia anche questa la catarsi di cui parla Antonella Rizzo nella sua approfondita recensione.

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